Presto il radar avrà in pugno tutte le Tesla

Elon Musk annuncia il nuovo Autopilot 8.0 e lancia una sfida globale sulla sicurezza delle auto

La rincorsa di Tesla all’auto a guida totalmente autonoma mette k.o. un’altra tecnologia. Come noto fin dall’inizio la casa di Elon Musk ha accantonato il ricorso al LiDAR perché ritenuta una tecnologia ridondante ed anche perché timorosa delle possibilità dei sistemi laser di incappare in cosiddetti falsi positivi, ovvero scambiare un oggetto per un altro con possibili conseguenze nefaste. La nuova versione dell’Autopilot, l’attesissima 8.0 presentata durante la notte italiana con un post ed una conferenza stampa del fondatore, adesso ridimensiona anche il ruolo delle telecamere nel gestire la strada: con il radicale aggiornamento del software, disponibile fra un paio di settimane, ad occupare il ruolo principe sarà ora il radar (fornito dalla tedesca Bosch).

Il radar in questa configurazione ed in combinazione con un database GPS in via di continuo perfezionamento, secondo Musk avrebbe evitato la prima vittima al volante di una Tesla Model S con l’Autopilot inserito. La nuova versione, posta di fronte alla situazione di un autotreno bianco che gira ad uno svincolo (cioè quello che è successo nel caso dell‘incidente di maggio in Florida) avrebbe senz’altro identificato la grande massa di fronte alla vettura. Ed avrebbe opportunamente frenato perché grazie al database GPS sarebbe stato in grado di escludere di potersi trattare di un grande pannello segnaletico appeso trasversalmente sulla carreggiata, invece che il rimorchio del camion.

La versione 8.0, ha dichiarato Musk durante la conferenza stampa, è del 50% più sicura della precedente ed è un passo avanti verso la sicurezza totale dell’auto a guida autonoma. Anche perché all’Autopilot 8.0 si accompagna un revisione del dispositivo di gestione dello sterzo. L’Autosteer, nel caso di un conducente che smetta per lungo tempo di tenere le mani sul volante è ora programmato per accendere le luci di emergenza, accostare e fermare la macchina il più rapidamente possibile. La soluzione taglia drasticamente la possibilità che automobilisti irresponsabili si dedichino a lungo a videogiochi trascurando la strada, ma può essere anche utile a portare a bordo strada in sicurezza persone colpite da malori improvvisi.

La scelta di Tesla di continuare a perfezionare il sistema giorno per giorno continuando a contare sui quasi due milione e mezzo di chilometri che circa 90.000 mila auto provviste di Autopilot accumulano, sembra sempre più una sfida tra filosofie tecnologiche verso la totale autonomia. Agli antipodi si trova l’approccio di Ford e Google che puntano ad un approccio tutto-o-niente, convinte che sia più sicuro passare dalla guida umana (Livello 0) alla robo-car (Livello 5) scavalcando a piè pari la selva di difficoltà che la coesistenza guida umana/artificiale comporta.

Ma anche la strada verso l’autonomia si differenzia sempre più: facendo adesso del radar in modo primario e quasi esclusivo gli occhi e le orecchie dell’automobile del futuro Tesla prende una strada decisamente nuova. Una strada apparentemente già premiata da significativi passi avanti: l’elaborazione dei segnali evoluta disegna una fittissima nuvola di punti tridimensionale che il nuovo software gestisce con tale precisione ed accuratezza da poter ora tenere d’occhio non solo la vettura che precede la Tesla, ma anche quella davanti.

Se accelerare e frenare in funzione del comportamento dell’automobilista che precede era già un contributo alla sicurezza lo è ancora di più un radar ed un software in grado di guardare oltre per anticipare possibili collisioni multiple. La soluzione Tesla del radar re della guida autonoma punta decisamente a un salto di qualità nel calo del tasso di incidenti, e Musk ipotizza che grazie all’apprendimento continuo assicurato dalla strada percorsa dalla flotta di clienti Tesla si possa moltiplicare rapidamente per tre la sicurezza.

La rincorsa alla bassa incidentalità, alla fine sembra essere il sottoprodotto positivo di questa guerra tecnologica per il primato nella guida autonoma, in cui non c’è ancora un chiaro vincitore. Per rispondere ai progressi di Tesla, rivali che puntano su sistemi di guida autonoma con altri dispositivi devono ottenere risultati altrettanto consistenti. Il che significa che chi punta sui software di elaborazione della visione come Mobileye (che non a caso ha divorziato da Tesla) e Delphi oppure chi si appoggia al LiDAR, come Velodyne, Google o Baidu viene sollecitato a sviluppare in fretta soluzioni alternative e di provata efficacia.

Di questa corsa alla tecnologia ne guadagneranno gli utenti del prossimo futuro. In salute, con i mancati incidenti, ed in denaro: mentre Musk annunciava l’aggiornamento dell’Autopilot il gigante delle assicurazioni AON calcolava che quando l’autonomia nell’auto sarà consolidata (verso il 2050) i premi assicurativi americani caleranno di oltre il 40%.

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Credito foto: Tesla website