Ormai i vertici Volvo Cars non pensano più solo alle… Cars

L’amministratore delegato conferma in un’intervista che Volvo vuole ampliare la sua offerta con novità, tra cui l’auto come servizio in abbonamento

Al salone di Shanghai di quest’anno Volvo Cars aveva annunciato che costruirà presto la sua prima auto nativa elettrica in Cina. In una fresca intervista all’agenzia Nikkei l’amministratore delegato della marca svedese Hakan Samuelsson ha aggiunto altri dettagli su quello che c’è alle porte nel prossimo futuro della sua azienda.

Dopo essere stato, a luglio, il primo marchio a comunicare che tutta la sua gamma disporrà di un qualche tipo di propulsione elettrica a partire dal 2019, non c’è da sorprendersi se gli svedesi premono sull’acceleratore della non convenzionalità. In questo caso, con la rivelazione della loro ambizione di passare dalla sperimentazione alla prassi per l’auto come servizio in abbonamento in alternativa all’acquisto.

Ben difficilmente Samuelsson si è consultato con gli analisti della banca UBS, che prevedono, in un loro recentissimo studio, che in futuro il costo della proprietà di un’auto sarà due volte quello dell’uso dei servizi dei futuri robo-taxi che ci porteranno ovunque o quasi.

E tuttavia gli studi e le analisi di Volvo devono essere arrivati a conclusioni analoghe. Perché l’amministratore delegato svedese ha detto di attendersi che in futuro il pubblico comincerà ad evitare di acquistare automobili laddove ci siano alternative. E Volvo sarà a loro disposizione offrendo l’auto come servizio in abbonamento sui primi mercati già quest’anno e su altri, tra cui il Giappone, dal 2018.

I clienti non avranno alcuna spesa di adesione al servizio, pagheranno una rata mensile fissa ed avranno la possibilità di passare ad un modello più recente dopo due anni. Nella Vecchia Europa, ha detto Samuelsson al Nikkei, un SUV XC40 (che un giorno non lontano avrà anche una versione elettrica) sarà disponibile a €699 al mese incluso assicurazione e riparazioni oltre a servizi accessori.

In alcune località dove è presente Volvo offre già anche altri servizi, come la possibilità di domiciliare consegne grazie a chiavi digitali, oppure lavaggio e rifornimenti dell’automobile, anche in questo caso con chiavi digitali per dare al personale che si occupa dei servizi temporaneo accesso alle auto. Un modo di sondare il terreno per scoprire quali opportunità di crescita per qualcuno che vuole andare oltre il solo vendere auto, e magari ripararle.

Questo non implica che smetta di guardare all’auto: in effetti di nuove auto, elettriche, ne arriveranno cinque entro il 2021 e la prima nel 2019 sarà un’auto del marchio premium Polestar che da linea di accessori che indicava alte prestazioni è stata trasformata in marchio vero e proprio. Creare dal nulla un marchio, specie ambizioso, non è facile.

Non nuoce in questo caso che a tirare le fila dell’operazione sia un gruppo come Geely Automobile Holdings, che in Cina è da tempo il più gradito agli investitori, con una crescita record del corso azionario.

Oltre all’elettrificazione di Volvo e al lancio di Polestar, Geely è anche alle prese con lo sviluppo di un marchio ancora meno convenzionale: Lynk&Co. che ha annunciato di voler puntare alla mobilità condivisa peer-to-peer, una soluzione (a nostro avviso poco convincente) a cui guardano anche Daimler e Tesla, sulla scia della startup Turo. Con tante frecce da scoccare per Geely, l’idea degli abbonamenti di Volvo Cars non sembra poi tanto sconvolgente…


Credito foto di apertura: ufficio stampa Volvo Cars Italia