L’auto elettrica più importante della storia delle corse è qui: la I.D. R Pikes Peak

Il prototipo Volkswagen in Colorado è riuscito a fare davvero scintille tra le nuvole e dopo la sua impresa le competizioni auto non saranno più le stesse

Dopo la sua uscita dal mondo dei rally Volkswagen ha fatto una scelta scomoda. Ha deciso di puntare sull’innovazione e sulla tecnologia elettrica ma, al contrario della più celebre categoria globale di auto da corsa elettriche (la Formula E), ha scelto di andare a confrontarsi in America alla Pikes Peak, dove sapeva che avrebbe trovato ad attenderla le auto convenzionali sviluppate apposta per quella storica e prestigiosa cronoscalata.

A Wolfsburg hanno fatto la scelta di dimostrare di saper battere sul loro terreno le auto da corsa convenzionali: a suon di prestazioni e tecnologia. Sui tornanti della Pikes Peak International Hillclimb, asfaltati solo da pochi anni, dopo aver affrontato 1.439 metri di dislivello che hanno fatto guadagnare alla competizione il soprannome di “gara verso le nuvole” Volkswagen aveva due riferimenti, due tempi con cui confrontarsi.

C’era un obiettivo dichiarato e ce n’era un altro, occulto ma non troppo. Il pilota francese Romain Dumas conosceva il miglior tempo mai fissato da un’auto elettrica su questo tracciato (8’57″118). L’obiettivo dichiarato era questo tempo.

Ma Dumas e lo staff di Volkswagen Motorsport sapevano probabilmente anche meglio il record assoluto di sempre su questo tracciato, stabilito con un prototipo Peugeot da un altro francese: Sebastien Loeb (8’13″877). L’ex-vincitore di Le Mans ha finito la sua scalata tra le vette delle Montagne Rocciose con un tempo straordinario: 7’57″148.

In pratica il pilota di Alès ha battuto il tempo dell’alsaziano campionissimo dei rally di quasi 17″. Un’impresa sportiva e tecnologica straordinaria che resterà per sempre nella storia delle corse ed in quella della tecnologia elettrica.

Per quest’impresa, sia chiaro, c’era abbondanza di risorse ed accesso a tutta la tecnologia di vertice necessaria. Ma l’una e l’altra non rendevano scontato riuscire a scendere sotto il muro degli otto minuti nella corsa del Colorado: un risultato sportivo e tecnico straordinario.

L’impresa compiuta pochi minuti fa dalla I.D. R Pikes Pikes di Volkswagen Motorsport rende chiaro che se oggi il confronto diretto tra vetture ad alte prestazioni elettriche e convenzionali è possibile solo in confronti di breve durata (appunto una cronoscalata, il time attack oppure il rallycross) questo è il primo giorno di una nuova era delle corse automobilistiche.

Un’era in cui le auto a zero emissioni potranno, col tempo, prefiggersi qualsiasi obiettivo, anche in quelle discipline nelle quali oggi sarebbero ridicolizzati da auto convenzionali.

Il progetto di Volkswagen Motorsport, messo in piedi ad ottobre 2017 e passato alla pratica in soli sette mesi, ha puntato sulla realizzazione di una versione ad altissime prestazioni di un veicolo elettrico imparentato con quella famiglia I.D. che ormai comprende I.D. Neo, I.D. Crozz, I.D. Buzz ed I.D. Vizzion.

In attesa di vedere sulle strade quei modelli a partire dal 2020, la marca di Wolfsburg voleva portare su una strada un’auto elettrica in grado di far restare a bocca aperta chiunque la incontrasse. O la vedesse in TV o su internet.

Perché la strada del Colorado che conduce in vetta a quota 4.302 metri non è una strada qualunque: il Pikes Peak è una gara in salita che è un’icona dei motori americani, un posto dove si sono coperti di gloria alcuni dei più bei nomi e marchi delle competizioni a stelle e strisce, e non solo.

Primeggiare dove lo hanno fatto in passato gli Unser del New Mexico, il finlandese Ari Vatanen o il tedesco Walter Roehrl è una scorciatoia per far vedere quello che l’auto elettrica sarà in grado di fare in futuro e, soprattutto in un ambiente tradizionalista come quello, dimostrare che non necessariamente farà rimpiangere il passato.

Oggi Volkswagen è riuscita davvero a fare scintille tra le nuvole del Colorado 1
La cronoscalata Pikes Peak International Hillclimb parte a quota 2.862 metri e sale fino alla vetta posta a 4.302 metri (credito foto: ufficio stampa Volkswagen Group Italia).

Un obiettivo per il quale era necessario un veicolo fuori dall’ordinario. Il prototipo unlimited I.D. R Pikes Peak racchiude due pacchi batterie compatti, uno accanto ed uno dietro al pilota Romain Dumas per una ottimale distribuzione dei pesi in grado di fornire energia ai due motori distribuiti sui due assi in grado di esprimere 680 cavalli (500 kW).

Si tratta di una potenza non elevatissima, ma scelta alla fine di un intenso lavoro di progettazione del duo tecnico François-Xavier Demaison e Willy Rampf che ha tenuto conto delle caratteristiche del tracciato: la velocità massima raggiungibile è di 240 km/h, non straordinaria per un prototipo con queste caratteristiche.

Le 156 curve invece, e la rarefazione dell’aria che dalla partenza all’arrivo cala del 35% hanno fatto propendere i tecnici di Volkswagen Motorsport per privilegiare la velocità in curva ed il contenimento del peso. La caratteristica più straordinaria dell’I.D. R Pikes Peak è probabilmente proprio il peso: inferiore ai 1.100 chili, che per un’auto elettrica è una sorta di prodigio tecnico.

Le monoposto di Formula E di seconda generazione pesano 900 chili: questo suggerisce che nel prototipo Volkswagen siano stati messi contenuti tecnologici tali da fare persino ombra alla categoria più famosa delle corse a zero emissioni.

La I.D. R Pikes Peak ha sacrificato qualcosa nella capacità delle batterie (solo 43 kWh, meno di quelle di una nuova Formula E, ma probabilmente con una densità maggiore) tenendo conto della brevità dell’impegno, per risparmiare peso e agilità.

Ad aiutare Dumas nel suo impegno alla guida a ricaricare le batterie c’era come sempre nelle competizioni per auto elettriche un sofisticato sistema di rigenerazione imperniato sulla frenata brake-by-wire. Serviva a rigenerare fino al 20% dell’energia necessaria per affrontare i circa 20 chilometri in salita, con la frenata affidata alla funzione di generatore del motore elettrico che affiancava quella convenzionale.

Oggi Volkswagen è riuscita davvero a fare scintille tra le nuvole del Colorado
Nel paddock, privo di colonnine, il team tedesco si è affidato ad un generatore a glicerolo: bio-carburante parente stretto della glicerina che poteva fornire alle due batterie di bordo 90 kW complessivi. (Credito foto: ufficio stampa Volkswagen Group Italia)

Credito foto di apertura: ufficio stampa Volkswagen Group Italia