BMW accelera o arretra sull’auto elettrica?

Tutto bene: anche a luglio le vendite BMW sono state da record e quelle elettriche hanno superato le aspettative

Ian Robertson, che nel consiglio di amministrazione BMW ha le deleghe su marketing e vendite, ha appena sottolineato la sua soddisfazione per come vanno le cose per la gamma elettrica della marca di Monaco di Baviera. “Mentre osserviamo una crescita che riguarda l’intera gamma, il fatto che l’intera produzione pianificata quest’anno per i modelli elettrici delle nostre Serie 7, Serie 3 e Serie 2 Active Tourer sia già interamente venduta dimostra che la nostra strategia di presentare versioni elettriche per tutti i modelli è quella giusta. Ora naturalmente daremo risposta alla forte domanda della clientela”.

Se le vendite dei modelli elettrici hanno fatto progressi su un mercato importante come quello americano, il 4% di tutte le vendite BMW in Europa occidentale è stato elettrico. Certo, aiutate anche dagli incentivi messi in campo da alcuni governi, in Olanda e Scandinavia, ad esempio. Nei Paesi Bassi il 43% delle Serie 3 era una plug-in hybrid ed il 26% della Serie 2 Active Tourer immatricolate era una 225xe. Più a nord ancora in Scandinavia erano versioni plug-in hybrid il 45% delle Serie 3 ed il 55% delle Serie 2 Active Tourer vendute.

L’eccellente mese di luglio ha anche visto il debutto della nuova BMW i3 con batterie dalla capacità cresciuta da 22 kWh a 33 kWh (il che ha significato estenderne l’autonomia da 130 a 230 km, secondo gli ottimistici dati NEDC). Le vendite a luglio sono cresciute del 33,7% con 2.358 consegnate globalmente. In Germania BMW ha guidato (581 auto, il 32,4%) le richieste di immatricolazione con i nuovi incentivi di €4.000 davanti a Renault (444 auto, 24,8%) e VW (154, 8,6%).

E c’è stato chi ha sostenuto che per il mercato dell’auto elettrica proprio la Germania sia stata in effetti una mezza delusione: troppo poche le domande di sgravi fiscali per l’esordio del programma che durerà fino a fine primavera 2019. I dati dell’autorità competente BAFA (Bundesamt für Wirtschaft und Ausfuhrkontrolle) però indicano che su 1.791 domande 1.194 erano quelle riferite all’acquisto di elettriche, ovvero BEV a tutti gli effetti. Se si pensa che le vendite di elettriche hanno doppiato le PHEV (le ibride plug-in che di frequente ed ovunque sono più diffuse delle auto a sole batterie) e che quello tedesco è un mercato sostanzialmente conservatore con molte remore ancora da rimuovere ad esempio sull’autonomia di guida, l’orizzonte non sembra poi così fosco.

Tutto male: BMW sta perdendo il primato tra i marchi premium e la lista dei modelli innovativi è troppo corta

E allora perché esiste un diffuso scetticismo sulle prospettive della casa bavarese? Si tratta di qualcosa che diventa anche impazienza in siti e blog che si concentrano sull’auto elettrica. Ad esempio Fred Lambert dal blog electrek.co  ha sottolineato come oggi BMW stia facendo troppo poco e troppo tardi. Secondo il blogger canadese, a pochi mesi dalla presentazione del piano “Vision NEXT100”, BMW avrebbe già messo gli EV in secondo piano rispetto ai progetti sulla guida autonoma, per sviluppare i quali si è lanciata in una impegnativa ma promettente partnership con Intel e Mobileye.

E per confermarlo Lambert ricorda che da qui al 2021, quando arriverà l’iNEXT, veicolo tutto elettrico (e molto autonomo) vedremo ben poco che abbia a che fare con le batterie. Il SUV elettrico, secondo indiscrezioni, dovrebbe arrivare a fine 2021. La nuova generazione di i3? Nel 2022. E poi un’altra generazione di i8. Nel frattempo Mercedes-Benz avrà portato sul mercato quattro SUV elettrici entro il 2020 ed Audi partirà la sua campagna elettrica già nel 2018 con la (probabilmente denominata Q6) e-tron quattro che guiderà una fila di modelli elettrici sfornati entro il 2025. Quanto a Tesla la gamma non farà che crescere in offerta e quantità.

Lo scetticismo dovuto al poco movimento che traspare dai piani della casa di Monaco sembrerebbe quindi sorretto dai fatti. Ma la “lista della spesa” dei progetti tutti elettrici di BMW non è sufficiente a dare il quadro completo. E non solo perché BMW accanto ai progetti BEV e di auto a guida autonoma continua ad essere impegnata nello sviluppo delle fuel cell ad idrogeno (come peraltro continuano ad essere le rivali dirette Mercedes-Benz ed Audi). Dopo la Serie 7 e il prototipo i8, è probabile che con la crescita dell’infrastruttura vedremo un modello di fascia alta commercializzato prima o insieme all’iNEXT.

Non è comunque il caso di invischiarsi in un vicolo cieco di opinioni contrastanti sulla guerra a zero emissioni tra fuel cell ed elettriche a batterie. Perché quello che soprattutto è opportuno avere in mente è il ciclo produttivo ed il suo calendario. BMW è secondo la maggior parte degli esperti di auto in una fase debole di questo ciclo proprio per come è stata cadenzata l’uscita dei vari modelli. E quel calendario, che ne ha sostenuto il primato per oltre dieci anni tra i marchi premium, sta invece in questa fase aiutando Mercedes-Benz a riprendersi il primato.

Lo si vede dal successo della Classe E, asso nella manica della stella a tre punte per cui BMW avrà una replica pronta solo il prossimo anno. E anche la Serie 7 ha il fiatone rispetto alla Classe S. Per riempire il gap, a Monaco in attesa delle armi futuribili si arrangiano intanto con soluzioni intermedie: il giornalista Georg Kacher sul sito di Automobile ha anticipato il ritorno della Serie 8. Le anticipazioni stilistiche, che BMWblog ha anticipato qui, lasciano pensare ad una due porte in grado di ospitare tranquillamente quattro persone, molto sportiva, slanciata e ricca di “giocattoli” già visti sulle Serie 7.

Per il nostro ambito quello che interessa è che, secondo Kacher, l’ormai gloriosa piattaforma CLAR della casa dell’elica sarà ancora protagonista, forse per l’ultima volta. E questo implica che la Serie 8 non sarà una tutta elettrica ma piuttosto una plug-in ibrida con tanta potenza supportata da motori convenzionali a sei ed otto cilindri. La lezione che si può trarre? Probabilmente che lo sfasamento tra i cicli produttivi di BMW e rivali dirette fa di quello attuale un periodo a rischio: se superato limitando al minimo i danni può gettare le basi per un rilancio consistente nel momento in cui l’arrivo di modelli radicalmente nuovi ed i primi frutti dell’alleanza con Intel e Mobileye riproporranno BMW come protagonista dell’innovazione.

BMW 225xe
La power unit montata nel cofano della BMW 225xe (Credito foto: BMW global media website)

 


Credito foto di apertura: BMW global media website