Mercedes-AMG One è l’ibrida plug-in da Formula 1

Quasi cinque anni di sviluppo necessari per addomesticare la tecnologia del mondiale piloti e trasformarla in una sportivissima con trazione integrale, 1063 cavalli e anche in grado di percorrere 18 chilometri a zero emissioni locali

Esclusiva, la One lo è senza dubbio: sarà prodotta in 275 esemplari ad un prezzo finale superiore a €2,7 milioni: Mercedes-Benz e AMG non hanno però avuto difficoltà a trovare acquirenti. Acquirenti pazienti che la vedranno per la prima apparizione pubblica al Goodwood Festival of Speed, in Inghilterra, dal 23 al 26 giugno a quasi cinque anni di distanza dalla presentazione del prototipo “Project One” di questa F.1 stradale al Salone Auto di Francoforte 2017.

Da allora per la vettura appena svelata la casa ha mantenuto la stessa linea: progettare una hypercar stradale partendo da una base di Formula 1, in questo caso un motore V6 da 1,6 litri, montato in posizione centrale posteriore.

Da quel V6 1.6 guidata tra gli altri da Lewis Hamilton e Nico Rosberg, AMG conserva una potenza di 574 CV a 9.000 giri/min, utilizzando ben 4 motori elettrici: e si tratta anche a tutti gli effetti di una versione particolare di ibrido plug-in, soluzione che AMG dalla primavera del 2021 non ha mancato di potenziare nella propria gamma.

Il primo motore elettrico da 90 kW (122 cavalli) aziona un turbo che soffia fino a 3,5 bar, per una risposta istantanea anche ai regimi più bassi. Il secondo è direttamente accoppiato all’albero motore e fornisce 120 kW (o 163 cavalli) aggiuntivi di potenza al motore. Occorre contare altri due motori elettrici sull’asse anteriore, uno per ruota, che sviluppano 120 kW ciascuno (326 cavalli in tutto) e si arriva a una potenza combinata di 782 kW, o 1.063 cavalli!

La cifra promette alte prestazioni, e il peso è relativamente contenuto per un’auto che incorpora tale tecnologia: 1.695 chili. Non si raggiungono i 1.200 cavalli annunciati per il prototipo del 2017, ma la lunga fase di sviluppo ha avuto come faro la ricerca di una guidabilità su strada, e non solo il divertimento di un track day esclusivo. Lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 2,9 secondi. Da 0 a 200 km/h in 7 secondi. Da 0 a 300 km/h in 15,6 secondi. La velocità massima è limitata elettronicamente a 352 km/h.

Il regime massimo di rotazione è 11.000 giri, leggermente rivisto al ribasso rispetto ai numeri delle competizioni, per favorire la longevità meccanica, le emissioni inquinanti, ma anche per poter utilizzare la normale senza piombo. Parlando di emissioni, la One annuncia emissioni di CO2 per chilometro di soli 198 grammi. Ciò corrisponde a un consumo combinato normalizzato di 8,7 litri ogni 100 km. Pensi di sognare, ma questa è la magia dell’ibridazione.

Perché la batteria ibrida da 8,4 kWh di capacità, la stessa della Mercedes-AMG GT 4 porte 63S E-Performance con tecnologia molto avanzata (raffreddamento ottimizzato, capacità di ricarica e scarica rapida, ecc.), consente in caso di necessità, ad esempio in un centro storico, un’autonomia completamente elettrica di 18 chilometri.

Con un motore ibrido che aziona le ruote posteriori, e due motori elettrici sull’asse anteriore, One è di fatto una trazione integrale, che ha un differenziale autobloccante al posteriore, e un immancabile sistema di torque vectoring che distribuisce coppia e potenza in base alle condizioni di aderenza.

La trasmissione è stata sviluppata appositamente per il modello. Si tratta di un cambio meccanico robotizzato Speedshift a 7 rapporti, progettato per assorbire potenza e coppia (quest’ultima non comunicata, si dice, per la complessità della catena cinematica).

Alcune delle maggiori sfide nella progettazione di questa vettura sono state il controllo del consumo di carburante e delle emissioni inquinanti, per riuscire a mantenere un regime minimo di 1.500 giri/min per il V6, mentre in F1, gira a 4.000 giri/min, ma anche per avviarla. In F1 sono necessari una batteria per computer e un compressore. Qui, devi solo premere un pulsante. Non sembra molto, ma è quasi un risultato in sé.

Allo stesso modo, per limitare le emissioni, gli ingegneri AMG hanno utilizzato 4 catalizzatori metallici preriscaldati, due catalizzatori ceramici e due filtri antiparticolato benzina. Ciò consente di rispettare gli standard Euro6 in condizioni di guida reali. Un’impresa rispetto a una Formula 1 che non deve preoccuparsi di questi vincoli.

La One propone un telaio monoscocca in carbonio, in cui anche il motore e il cambio sono portanti e supportano integralmente la sospensione posteriore. I sottotelai sono realizzati in alluminio, con cinque bracci e due puntoni di sospensione, sia anteriore che posteriore. Le sospensioni “push-rod” sono installate trasversalmente e fungono da barre stabilizzatrici.

Le ruote in alluminio forgiato a 10 razze sono standard, con dado centrale e un design aerodinamico avanzato. Ma come optional, puoi scegliere cerchi in magnesio forgiato a 9 razze (vedi foto), che fanno risparmiare peso.

Con una copertura parziale aerodinamica in carbonio, nove alette che garantiscono una ventilazione ottimizzata del passaruota, migliorano ulteriormente il raffreddamento e quindi l’efficienza frenante degli enormi freni in carbonio/ceramica di serie. Hanno pinze fisse a 6 pistoncini all’anteriore (dischi da 398 mm) e pinze fisse a 4 pistoncini al posteriore (dischi da 380 mm). Gli pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 M01 sono sviluppati appositamente per la One e lo espongono sui fianchi.

Non stravagante nelle forme, che non si sono allontanate da quelle del prototipo, la One rimane impressionante per le sue dimensioni (4,76 m di lunghezza, 2,01 m di larghezza ma 1,26 m di altezza) e la presa d’aria sul tetto che si prolunga in un’aletta longitudinale (credito foto: ufficio stampa Mercedes-Benz Group)

Ma la cosa più impressionante da vedere è la capacità di “aerodinamica attiva” di questa meraviglia dell’ingegneria. Infatti, la One può essere trasformata, a seconda delle modalità di guida che si selezionano. In modalità “Race safe”, “Race”, “EV” e “Individual”, si presenta in una configurazione cosiddetta “highway”. L’altezza da terra è normale, le feritoie sopra le ruote anteriori sono chiuse, le alette del diffusore anteriore sono estese e lo spoiler posteriore è completamente retratto.

Ma non appena si selezionano le modalità “Race Plus” e “Strat2”, la One si trasforma adottando modalità “corsaiole”: si abbassa quindi di 37 millimetri all’anteriore, 30 mm al posteriore, le alette del diffusore anteriore sono sollevate, lo spoiler posteriore è completamente dispiegato, così come lo spoiler, le lamelle di ventilazione sopra le ruote si aprono per aumentare il carico sull’asse anteriore e aspirare nei passaruota.

Secondo i progettisti in questa configurazione il carico aerodinamico può essere fino a cinque volte quello della modalità autostradale, a seconda della velocità. C’è una terza modalità aerodinamica: la “Race DRS”, che alla semplice pressione di un pulsante, permette di ritrarre lo spoiler del deflettore posteriore e le alette dei parafanghi anteriori. In questo modo l’auto raggiunge la velocità massima più rapidamente.

Nell’abitacolo tutto profuma di motorsport, con sedili avvolgenti fissi, pedaliera regolabile, volante tipo F1 che nella parte superiore sfoggia led in corrispondenza del regime del motore, come in F1. Ma la One si è civilizzata: offre tappezzeria in Alcantara, specchietto per fotocamera, aria condizionata e schermi digitali per informazioni di guida e multimediali. Ci sono anche le porte USB, così come il sistema audio Burmeister.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Mercedes-Benz Group