Metà della produzione Tesla è già con celle LFP

Le celle a base ferrosa sono state protagoniste in metà dei modelli americani consegnati nel primo trimestre dei record: le batterie LFP diventeranno dominanti nel globo dal 2024 come lo sono già in CIna

L’attesissima e brillante giornata di presentazione degli utili Tesla ha consentito ai manager della casa americana di precisare che nel primo trimestre 2022, periodo come noto da record per utili e ricavi, i modelli consegnati globalmente (in schiacciante maggioranza Model 3 e Model Y) per la prima volta sono stati consegnati quasi in parti uguali con celle a base ferrosa LFP tanto quanto con batterie dai catodi ternari, ovvero con prevalenza di nichel.

Pertanto si può ben dire che l’opera di convincimento all’adozione da parte di CATL sia passata dall’esperimento alla normalità per i modelli Tesla. Non è altro che un interessante segnale di tendenza che trova conferma previsioni della società specializzata TrendForce.

Gli esperti coreani hanno appena previsto in un nuovo rapporto che le celle LFP supereranno quelle ternarie per quota di mercato a partire dal 2024, e in questo caso non ci si riferisce ovviamente alla sola società di Elon Musk ma al mercato globale. Queste batterie sono prodotte principalmente da società cinesi, mentre le società coreane e quelle giapponesi si concentrano di preferenza sulle celle ternarie agli ioni di litio.

Le case automobilistiche globali come tutti ormai sappiamo stanno aumentando da alcuni mesi i prezzi dei veicoli elettrici puri e in misura minore di PHEV perché i prezzi di materie prime come litio, cobalto e nichel sono aumentati di recente e preferiranno le celle LFP a causa di un aumento dei prezzi delle materie prime, afferma il rapporto diffuso lo scorso 19 aprile.

Nel 2021, la quota di mercato globale delle batterie LFP era compresa tra il 32% e il 36% circa, molto inferiore a quella delle batterie ternarie di oltre il 60%. Tuttavia, TrendForce stima che i materiali catodici a base ferrosa rappresenteranno il 64% degli 11 milioni di tonnellate di materiali catodici che l’industria globale dei materiali catodici prevede di aggiungere.

Inoltre, poiché i prezzi delle principali materie prime per batterie sono aumentati dalla seconda metà del 2021 e la catena di approvvigionamento globale delle batterie è stata colpita dalla guerra Russia-Ucraina e dalla pandemia di COVID-19, TrendForce prevede che le case automobilistiche si concentreranno maggiormente sulla riduzione delle materie prime costi dei materiali e garantire una catena di approvvigionamento stabile.

Di conseguenza, ha previsto che le batterie LFP, che sono più economiche delle batterie ternarie, diventeranno il mainstream nel mercato entro i prossimi due o tre anni. TrendForce prevede che anche il rapporto globale delle batterie LFP rispetto alle batterie ternarie cambierà da 3 a 7 a 6 a 4 nel 2024.

Dalla Cina un’altra società specializzata nella consulenza sul settore dell’auto elettrica e delle batterie, ICCsino, che traccia la produzione e la manifattura nonché la fornitura di materiali legati alle celle, dai precursori ai solventi che vanno a finire negli elettroliti, ha appena tracciato il quadro dell’ultimo mese che si può valutare non troppo “inquinato” dai lockdown, ovvero marzo.

Secondo ICCsino la produzione totale dei quattro principali materiali catodici in Cina il mese scorso era stata di 121.700 tonnellate, con un aumento del 57,9% anno su anno e del 14,7% mese su mese. Tra questi, la produzione di materiali per catodi NCM (nichel, cobalto e manganese) e NCA (nichel, cobalto e alluminio, quella prediletta da Tesla) è stata di 46.700 tonnellate, con un aumento del 58,5% su base annua nonché un aumento del 19,4% su base mensile.

In Cina, il cosiddetto paradiso delle celle a base ferrosa, perché mercato con una predilezione di lunga data verso questa chimica, la produzione di catodi LFP era stata di 61.000 tonnellate, con un aumento del 119,8% su base annua e un aumento del 10,5% rispetto a febbraio.

ICCsino si attarda anche su altri componenti essenziali, molti ancora soggetti a variazioni corpose di prezzo come l’idrossido di litio e il carbonato di litio. Ma alcuni sono stati addirittura in calo, ad esempio l’economico elettrolita per le celle LFP è addirittura sceso del 3% e sali come LiPF6 e solventi rispettivamente del 9% e oltre il 15% secondo i riscontri del database dell’azienda asiatica.

Credito foto di apertura: ufficio stampa BYD