7 giorni di business che cambia la mobilità: 3 – 9 gennaio 2022

I protagonisti della settimana: Amazon, Ambarella, Here, Mobileye, Panasonic, Qualcomm, Redwood Materials, Stellantis, Udelv, Volta Trucks

4 gennaio: Volta Trucks si attrezza per affiancare alla propulsione elettrica dei propri veicoli commerciali anche una adeguata digitalizzazione e quindi tecnologie di navigazione appropriate per una clientela che nella stragrande maggioranza dei casi si dedicherà alle consegne dell’ultimo miglio nei centri urbani delle grandi città. Il Volta Zero da 16 tonnellate sviluppato da Volta Trucks e che la casa prevede di consegnare in oltre 5.000 esemplari entro il 2023 disporrà della tecnologia dell’olandese Here Technologies, più esattamente della piattaforma dati e delle tecnologie di localizzazione sviluppate dal consorzio controllato da grandi case auto premium tedesche. Pertanto il Volta Zero potrà sfruttare le caratteristiche dell’EV Range Assistance: una funzionalità su misura per le consegne metropolitane che comprende la previsione dell’autonomia per la flotta di autocarri circolanti e permette di pianificare i percorsi con fermate multiple per le consegne. Here Navigation secondo l’annuncio dei partner consente a Volta di avvalersi del modello “navigation-as-a-service” per una catena di fornitura e un processo di sviluppo dell’infotainment semplificati, incluso un sistema “In-Vehicle-Infotainment” che può essere configurato da remoto e monitorato dai clienti, per migliorare e aggiornare l’esperienza del conducente. Il trasferimento sicuro dei dati tra l’autocarro e il cloud sono studiati per aumentare sicurezza e privacy dei conducenti delle flotte.

4 gennaio: notissima per i chip degli smartphone, Qualcomm sta premendo sull’acceleratore della presenza nel mercato automotive, al punto che deciso di aprire una sede tedesca per stare vicino ai suoi clienti dell’auto europea. Ma è stato nelle giornate del CES 2022 che la società californiana ha presentato la sua strategia battezzata Digital Chassis, e svelato alcuni dei partner auto che stanno sfruttando la tecnologia del “telaio digitale”. Lo Snapdragon Digital Chassis comprende tutte le offerte auto di Qualcomm, inclusi hardware e software come Snapdragon Car-to-Cloud, una piattaforma software e servizi per consentire alle case automobilistiche di sviluppare nuovi flussi di entrate; Snapdragon Auto Connectivity, una suite completa di soluzioni di connettività tra cui 4G LTE, 5G, C-V2X, Wi-Fi, Bluetooth e posizionamento satellitare per connettere il veicolo al mondo circostante; Snapdragon Cockpit, la piattaforma già adottata da clienti come Volvo che guida l’esperienza dell’utente a bordo del veicolo, inclusi infotainment, indicatori e visualizzazione e infine i sistemi avanzati ADAS e di guida automatizzata Snapdragon Ride, che dal 2024 vedranno commercializzate applicazioni che poggiano sul sistema di visione artificiale Arriver che intende rivaleggiare con chip di rivali come Mobileye e Nvidia. Qualcomm utilizza lo stack Arriver Vision sviluppato in collaborazione con Veoneer, che sta attualmente acquisendo, progettato per supportare più telecamere, comprese telecamere da 8 MP a risoluzione più elevata. Gruppi come GM useranno Qualcomm per piattaforme connesse al cloud e il processore Snapdragon Ride ADAS combinato col proprio software, e dal 2023 il nuovo Ultra Cruise, che consentirà la guida a mani libere anche nelle aree urbane, funzionerà su Snapdragon Ride. BMW e Renault sono tra i gruppi che nella produzione si serviranno dell’una o dell’altra delle tecnologie del Digital Chassis Qualcomm attorno a metà decade.

4 gennaio: giornata campale questa per chi al CES 2022 seguiva le novità nel settore dei chip rivolti all’uso nella guida autonoma avanzata e a usi ADAS. La californiana Ambarella ha lanciato la sua ultima generazione della famigliaCVflow, i chip AI CV3 per alimentare i veicoli autonomi, che saranno disponibili nella prima metà del 2022. Secondo la casa di Santa Clara il chip ha prestazioni di elaborazione basate sull’IA più elevate: fino a 500 TOPS, ovvero trilioni di operazioni al secondo, che rappresentano un aumento di 42 volte rispetto alla precedente famiglia di chip rivolti al settore automotive di Ambarella. Con un massimo di 16 core CPU Arm Cortex-A78AE, migliora fino a 30 volte le prestazioni della CPU rispetto alla generazione precedente a supporto delle applicazioni software per veicoli autonomi o ADAS avanzati, dal Livello 2+ a quello SAE 4. Il CV3 consente l’elaborazione centralizzata a chip singolo per la percezione multi-sensore, inclusi visione ad alta risoluzione, radar e ultrasuoni, la sensor fusion con sorgenti multiple, la pianificazione di percorsi ad elevata automazione e il monitoraggio dell’attenzione delle persone al volante.

4 gennaio: lo stesso giorno a contendere il palcoscenico di Las Vegas a Qualcomm e Ambarella c’era anche Mobileye che ha presentato un nuovo system-on-chip: EyeQ Ultra, che riunisce le prestazioni di dieci SoC EyeQ5 in un singolo pacchetto appositamente progettato per la guida autonoma, e sarà su veicoli driverless come quello della foto che Udelv realizzerà per le consegne merci. La società israeliana, che Intel rimetterà in borsa, ha affermato che è in grado di eseguire 176 TOPS al secondo ed uscirà a fine 2023, mirando alla produzione automobilistica nel 2025; la sua CPU è basata su 12 core con architettura RISC-V, non l’architettura MIPS che rimane sui chip “parenti” per usi ADAS. A precederlo l’EyeQ6L per supportare sistemi di sicurezza ADAS di Livello 2, e a seguirlo (entrerà in produzione dal 2024) EyeQ6H per ADAS o veicoli autonomi parziali. Questo processore dalle prestazioni più elevate sarà in grado di fornire tutte le funzioni avanzate di assistenza alla guida, l’elaborazione multi-camera (comprese le telecamere di parcheggio) e ospiterà app di terze parti come la visualizzazione del parcheggio e il monitoraggio del conducente. Mobileye continua a sviluppare anche grazie ai suoi prototipi di robotaxi accanto a uno stack completo di guida autonoma, True Redundancy basato sulla visione computerizzata ma validato da sensori radar e tecnologia LiDAR, il suo sistema di mappatura REM basato su dati di una flotta di oltre un milione di veicoli di sei gruppi auto globali raccolti dai chip EyeQ4 e una policy di guida basata su regole di sicurezza sensibile alla responsabilità (RSS).

5 gennaio: Amazon e Stellantis collaboreranno su molti versanti in modo ancora più stretto. I due gruppi metteranno in campo soluzioni software da implementare in STLA SmartCockpit, la nuova piattaforma per l’abitacolo digitale che sarà avviata nel 2024. Al raggiungimento dell’obiettivo concorreranno applicazioni potenziate dall’intelligenza artificiale che miglioreranno intrattenimento, navigazione, manutenzione del veicolo, assistenza vocale fornita da Alexa, utilizzo di piattaforme di e-commerce e servizi di pagamento adattati a comportamenti, passioni e interessi degli utenti, il tutto sempre aggiornato da periodiche release che raggiungeranno i veicoli via etere. A questo proposito, Stellantis sceglie anche la divisione AWS come partner per il cloud preferito per le piattaforme di veicoli, concretizzando la propria visione a lungo termine incentrata sul software; i due lanceranno iniziative di ingegneria collaborativa per accelerare il time to market dei nuovi prodotti digitali in un processo che coinvolgerà le fasi di sviluppo del veicolo, la costruzione di esperienze connesse a bordo delle auto e la formazione della prossima generazione di oltre 5.000 ingegneri del software automobilistico. Già fornitore dal 2018 alle flotte Amazon, nel 2023 il gruppo americano espanderà ulteriormente la sua rete globale di consegna sostenibile diventando il primo cliente commerciale del nuovo veicolo al 100% elettrico Ram ProMaster. Secondo la nota ufficiale congiunta Amazon metterà in circolazione i veicoli sulle strade degli Stati Uniti migliaia di ProMaster elettrici ogni anno, progettati arricchendoli di caratteristiche uniche, finalizzate alla consegna dell’ultimo miglio. Il vasto accordo ha avuto immediati echi negativi in borsa sulla partecipata di Amazon Rivian, che quest’anno ha l’impegno di dover già fornire 10.000 furgoni elettrici al gruppo di Seattle: ma nell’ambito dell’adesione della società di Jeff Bezos al Climate Pledge che punta alle zero emissioni a lungo termine sembra che ci sia tutto lo spazio necessario per entrambi, e Amazon stessa ha confermato che da Rivian si attende di avere le 100.000 unità a zero emissioni previste.

6 gennaio : Allan Swan, presidente di Panasonic Energy North America, ha scelto il CES di Las Vegas per annunciare un accordo grazie al quale inizierà a utilizzare il rame proveniente dai collettori di corrente contenuti nelle batterie riciclate dall’americana Redwood Materials. Questa materia prima riciclata servirà a produrre nuove batterie cilindriche agli ioni di litio nel suo stabilimento in Nevada, noto come fornitore dei veicoli elettrici Tesla. In pratica la società dell’ex-guru delle batterie Tesla JB Straubel riciclerà le lamine di rame collocate a sandwich con la grafite che costituisce gli anodi della maggioranza delle celle di veicoli elettrici ed elettronica di consumo. Redwood inizierà a produrre lamine di rame nella prima metà del 2022 e Panasonic inizierà a utilizzarle per realizzare nuove celle agli ioni di litio entro la fine dell’anno. Lo scorso settembre Redwood Materials aveva annunciato l’intenzione di espandere la propria attività dal riciclo vero e proprio alla produzione di materie prime fondamentali per la filiera delle batterie. Sta costruendo una fabbrica da $2 miliardi che produrrà materiali per catodi, anodi e altro in quantità annue adeguate per equipaggiare 100 GWh di capacità di batterie entro il 2025, che corrispondono al necessario per alimentare un milione di auto elettriche.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Intel Corp./Mobileye