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Il ritardo cresce per le consegne dei Rivian R1T a lunga autonomia

Dovranno attendere il 2023, i clienti che vogliono ritirare un pickup elettrico con Max Pack da 400 miglia di autonomia: la startup californiana si concentra per ora sulla produzione dei modelli più gettonati tra quelli della gamma

Sembra che il production hell sia una fase da cui nessuna startup dei veicoli elettrici riesca a sfuggire: dopo quanto successo nel 2018 a Fremont col lancio della Tesla Model 3, questo vale anche per Rivian, che sta ritardando al 2023 le consegne del suo pickup R1T in versione con autonomia da 400 miglia (643 chilometri).

In un messaggio email ai clienti finito nelle mani del sito specializzato Electrek, l’amministratore delegato RJ Scaringe ha affermato che la società ha deciso di dare nel suo impianto dell’Illinois la priorità alla produzione di veicoli R1T equipaggiati coi “Large Pack”, ovvero le batterie in grado di supportare una autonomia fino a 314 miglia (505 chilometri).

Quando la fabbrica ex-Mitsubishi di Normal avrà costruito questi modelli che costituiscono il nocciolo duro del portafoglio ordini, rivolgerà quindi la sua attenzione all’allestimento più accessibile economicamente “Explorer Package”, poi a quelli che hanno scelto i “Max Pack” con massima autonomia.

Da notare che la pianificazione è sostanzialmente diversa rispetto a quella di altre startup dell’auto elettrica come Lucid con la berlina Air o della stessa Tesla per i lanci di Model 3 e Model Y, nonché a quella di Big di Detroit come Ford per Mustang Mach-E e F-150 Lightining e di General Motors per l’immatricolazione dei nuovi GMC Hummer EV: tutti hanno sostanzialmente puntato a mettere subito in mano ai clienti più facoltosi i modelli coi cartellini del prezzo più elevati.

“Nell’impostare i tempi di consegna, abbiamo ottimizzato la nostra sequenza di costruzione attorno alla combinazione di costruzione che ci avrebbe aiutato a crescere il più rapidamente possibile e quindi avere il maggior impatto positivo possibile sul clima”, si legge nel testo del messaggio che Scaringe ha inviato poche ore fa alla clientela.

Un altro aspetto interessante è che nello stesso messaggio Scaringe rileva che le varianti Max Pack rappresentano circa il 20% dei 71.000 pre-ordini per R1T e i SUV R1S (le cui consegne si sono recentemente avviate). Il ritardo coinvolge circa 14.200 Rivian R1T. La casa permette alla clientela di cambiare i loro ordini, se desiderano ottenere il loro R1T prima, inoltre ha promesso di condividere ulteriori informazioni sulla scaletta aggiornata delle consegne all’inizio del 2022.

In passato Rivian le consegne R1T erano già state oggetto di ritardo: il debutto del light truck elettrico della società di Irvine, California, era originariamente previsto per il 2020, ma col passare del tempo, problemi di crescita industriale e contributo della pandemia quella data è diventata settembre 2021, coi primissimi esemplari finiti nelle mani di dipendenti, come era abitudine anche in casa Tesla.

Alla crescita ulteriore e al superamento del production hell che a suo tempo aveva portato Elon Musk a dormire accanto alla linea di montaggio di Fremont, contribuirà in futuro l’apertura di una seconda fabbrica in Georgia, la cui costruzione inizierà secondo i piani la prossima estate. Peraltro quell’impianto da 400.000 pezzi l’anno non potrà essere completato fino al 2024. e l’attuale ha una capacità di circa la metà.

Come possa questa crescita dipanarsi agevolmente senza procurare altri forti mal di testa per gli attuali manager, progettisti e organico Rivian col solo impianto di Normal è un bel rebus, se si pensa che la società ha anche un maxi-ordine da 100.000 furgoni elettrici per Amazon, che non è solo un cliente ma anche un azionista di riferimento.

Credito immagine di apertura: sito web Rivian