Allo staff Argo AI piacciono le regole sulla sicurezza

La startup sostenuta da Ford e Volkswagen certificata da un audit indipendente sulla formazione dei supervisori: si apre la strada a una guida autonoma meno da Far West

Forse sarebbe stata una notizia sottovalutata anche se fosse arrivata prima delle frenetiche giornate pre-natalizie. E sarebbe stato un peccato perché nello spazio della guida autonoma avanzata, dopo le delusioni degli anni passati sulla raggiungibilità degli obiettivi di diffusione di guida computerizzata e robotaxi i passi verso una maggiore affidabilità e trasparenza vanno salutate con interesse.

In effetti a leggere le righe della nota ufficiale diffusa da Argo.AI, la startup partecipata da Ford e Volkswagen, di primo acchito è difficile trovare di che entusiasmarsi: ciò che viene rivelato è che la tedesca TÜV SÜD, un ente di certificazione leader a livello globale per la sicurezza attivo anche nel settore della guida autonoma, ha condotto un audit sulla società di Pittsburgh.

Sono state verificate le procedure relative alla selezione dei conducenti collaudatori, alla formazione e alle procedure di supervisione conformi alle migliori pratiche dell’Autonomous Vehicle Safety Consortium (AVSC) e allo standard J3018 di SAE International per i test su strada sicuri.

Alla fine del processo di test ed esami TÜV SÜD ha concluso che Argo soddisfa, e in alcuni casi supera, le migliori pratiche e gli standard del settore quali delineati da AVSC e dallo standard J3018 di SAE International, certificando il programma di formazione di quattro settimane dell’azienda americana Autonomous Vehicle System Test Specialist come conforme a queste norme.

Cosa c’è di così interessante? Malgrado un pugno di veicoli circoli oggi senza nessuno al volante in alcune città, la maggior parte dei test su strade aperte al pubblico di veicoli autonomi e robotaxi, da quelli di Waymo a quelli di Cruise, utilizzano ancora dei supervisori, dei safety driver. Il ruolo degli autisti/supervisori era stato molto discusso dopo il noto episodio in Arizona in cui un membro di un programma sulla guida autonoma non era riuscito a evitare un incidente fatale a un veicolo di Uber ATG, una progetto ormai archiviato.

Ma ancora oggi tornano alla ribalta, magari perché, come a San Francisco nei giorni scorsi, un robotaxi Waymo col computer disinserito viene coinvolto in un incidente causato dall’autista… In altri casi c’è chi come la startup (appoggiata anche da investimenti Toyota) può vedersi ritirare il permesso di viaggiare davvero senza pilota, autenticamente driverless, dalla motorizzazione californiana dopo un incidente, sia pure senza danni fisici, e deve rimetterli a bordo per tutte le attività di test.

Insomma i supervisori non sembra spariranno in un baleno, e quindi anche in questo aspetto del settore della elevata automazione di guida appare fondamentale ci sia un riscontro esterno. Così, per la verità, come in tutti gli standard di sicurezza, e questo malgrado il più famoso epigono della guida autonoma, Elon Musk, col suo approccio libertario alla vita e al business abbia l’orticaria quando sente parlare di regole e norme.

Di fatto la certificazione di una terza parte si può definire lo standard aureo di conformità e Argo è la prima a sentirsi e ad essere pronta per misurarsi con questo scoglio da superare. In un recente tweet di commento alla nota Argo, Phil Koopman, esperto di settore e professore associato alla Carnegie Mellon University, ha detto che misurarsi con lo standard SAE J3018 per la sicurezza dei test su strada e dimostrare di essere in grado di seguirlo è un fatto enorme: dovrebbe interessare non solo gli esperti ma anche il pubblico e chiunque sia a piedi o in auto sulle strade dove attualmente sono condotti test di guida autonoma avanzata.

Annunciando di essersi misurati contro una scala di valore trasparente, perché disponibile a tutti gli attori del settore, il fondatore e CEO della startup americana Bryan Salesky ha commentato: “La sicurezza è il valore fondamentale di Argo. Durante i test sui veicoli autonomi, vogliamo garantire la sicurezza non solo dei nostri dipendenti, ma anche dei residenti locali con cui condividiamo le strade. Non ci sono scorciatoie quando si tratta di sviluppare prodotti critici per la sicurezza”.

Argo conduce lo sviluppo del suo sistema di guida autonoma con Test Specialist, o operatori di veicoli autonomi altamente qualificati, per supervisionare le capacità di guida della sua flotta globale di veicoli autonomi, attualmente in fase di test in sei metropoli negli Stati Uniti e due aree della Germania.

Oggigiorno, è forse bene precisare, i test di robotaxi e servizi di corse passeggeri in Europa e Stati Uniti sono sottoposti a una pletora di regolatori. Ma in America la supervisione relativa alle pratiche di sicurezza dei supervisori/collaudatori di veicoli autonomi non è un requisito per il settore. Tuttavia Argo ha sollecitato un audit volontario da TÜV SÜD per confermare che i propri sforzi fossero coerenti con standard del settore che sono valutabili come una ulteriore garanzia per il pubblico.

“Negli Stati Uniti attualmente non esistono requisiti legali per la valutazione da parte di terzi prima del rilascio dell’autorizzazione per testare i veicoli automatizzati su strade pubbliche. Il fatto che Argo si sia ancora rivolta a TÜV SÜD per la valutazione è una chiara dimostrazione del suo impegno per la sicurezza dei veicoli autonomi, e la sua fiducia nella nostra esperienza nel campo dei veicoli autonomi”, afferma Christian Gnandt , Vice President Automated Driving di TÜV SÜD.

L’audit ha prima esaminato il processo di assunzione e formazione dei Test Specialist di Argo. I candidati sono tenuti ad avere una patente di guida valida e devono superare i controlli dei precedenti penali, di istruzione e di occupazione, e i loro dati corrispondere a quelli in possesso della motorizzazione. Devono anche superare un test che rileva 10 tipi di sostanze stupefacenti e un alcol test.

Seguendo questi gateway c’è un corso di formazione intensivo di quattro settimane, che prevede lezioni in aula, formazione su piste di prova e valutazioni su strada. Il corso include la formazione “fault injection”, il processo mediante il quale Argo crea scenari inaspettati su un tracciato di prova per preparare il suo staff a reagire in modo appropriato a incontri insoliti che possono capitare nell’ambiente di guida del mondo reale.

Successivamente, l’audit ha esaminato il modo in cui Argo prepara uno specialista completamente addestrato per le missioni quotidiane, a partire dai briefing pre-missione o le procedure di sicurezza che ogni specialista di test si sottopone ogni giorno prima di mettersi al volante.

Quindi, Argo ha condiviso i suoi “protocolli in missione”, incluso l’obbligo per i suoi autisti di fare una pausa di almeno 15 minuti ogni due ore di guida per recuperare energia e mantenere la concentrazione. TÜV SÜD ha anche preso doverosa nota della presenza di un sistema di monitoraggio del conducente.

Una telecamera sul cruscotto del veicolo traccia lo sguardo del conducente, assicurando che il conducente sia allertato in modo che non perda la concentrazione sul percorso. Si tratta certo di un genere di dispositivo che si sta diffondendo anche sulle auto passeggeri; ma che non sia una pratica di sicurezza scontata lo ha ricordato uno “scivolone” della società cinese WeRide lo scorso ottobre: uno dei suoi supervisori a San José, California all’apparenza si è assopito seduto davanti al volante.

Infine, Argo ha dettagliato le sue linee guida per riportare in tutta sicurezza ogni veicolo autonomo a casa alla fine di ogni giornata. L’azienda ha anche condiviso i suoi “protocolli post-missione“, compreso il modo in cui i test specialist forniscono feedback sulle prestazioni del veicolo nei riepiloghi dei turni e il modo in cui uno specialista dei test registra e inoltra i problemi di sistema ai propri responsabili delle operazioni, che a loro volta comunicano i risultati ai tecnici squadra.

Andando oltre la routine quotidiana, gli specialisti dei test fanno revisionare le loro prestazioni su base continua. Per soddisfare gli standard operativi in ​​corso, vengono condotte sessioni di formazione regolari per aggiungere competenze e un programma annuale di ri-certificazione di più giorni conferma la loro conoscenza e conformità agli standard di prestazione.

“La fiducia del pubblico è importante quanto fornire concretamente la tecnologia”, ha affermato Salesky. “Possiamo sviluppare la tecnologia, ma se i consumatori e le comunità non si fidano di essa, allora non abbiamo svolto il nostro lavoro. Speriamo che questo passaggio in più aiuti a garantire che Argo stia guadagnando la fiducia necessaria per accogliere le auto a guida autonoma mercato”.

Credito foto di apertura: sito web Argo.AI