7 giorni di business che cambia la mobilità: 15 – 21 novembre 2021

I protagonisti della settimana: Anadolu Isuzu, Aulton, Bosch, BP, Hystar, Johnson Mattey, LionVolt, Lithium Americas, Lucid Motors, OMB Saleri, Proterra, Tevva

15 novembre: la divisione cinese del gruppo dell’energia BP ha firmato un accordo con Aulton New Energy Automotive Technology per fornire servizi di sostituzione rapida delle batterie ad auto elettriche a Guangzhou, maggiore metropoli della provincia del Guangdong. Il battery swap comporta la sostituzione delle batterie scariche di auto elettriche con altre completamente cariche, come avviene già con una certa frequenza per alcuni modelli di due ruote in Asia. Finora in tutta la Cina ci sono circa 160.000 veicoli abilitati per il cambio batteria, utilizzati principalmente nei settori dei taxi, della logistica e del noleggio. In base a questo accordo nascerà Guangzhou Aulton, una joint venture di entrambe le società in grado di fornire servizi di sostituzione rapido della batteria a taxi ed altri veicoli passeggeri a Guangzhou. Secondo le statistiche della società di ricerca AskCI Consulting, alla fine del 2020 in Cina c’erano 555 sedi di cambio batteria, di cui 286 gestite da Aulton e 175 da Nio. Sebbene la maggior parte delle auto e furgoni elettrici cinesi sia ricaricabile solo alla colonnina o wallbox Aulton afferma che ci sono già oltre 20 modelli di veicoli elettrici compatibili con la rete di cambio rapido delle batterie dell’azienda con 14 principali case automobilistiche, tra cui BAIC Group, FAW Group, Dongfeng Motor, Changan Automobile, SAIC Motor e gruppo GAC, curiosamente con l’eccezione di NIO tutti gruppi pubblici. Ad oggi NIO ha 609 stazioni di cambio-batteria e prevede di installarne più di 700 entro la fine di quest’anno e di aggiungerne 600 all’anno tra il 2022 e il 2025 in Cina; di recente ha aperto la prima in Norvegia. Aulton ha detto che prevede di completare la costruzione di 10.000 stazioni di cambio rapido che potrebbero servire più di 10 milioni di veicoli elettrici entro il 2025. L’accordo BP-Aulton arriva sulla scia di un recente annuncio del Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione che, dopo aver definito uno standard nazionale per il sistema, ha proposto 11 città in Cina per eseguire un programma-pilota che acceleri la creazione di infrastrutture per il battery swap.

15 novembre: a pochi giorni dalla sorprendente e traumatica uscita dal mercato dei materiali per batterie, Johnson Matthey annuncia un accordo la cui tempistica sembra voler sottolineare le buone prospettive di crescita di altri settori di attività, come l’idrogeno. Come controparti di un nuovo accordo, il gruppo britannico ed Hystar collaboreranno a sviluppare una tecnologia mirata ad elettrolizzatori di nuova generazione per aumentare le capacità di produzione di idrogeno verde. In base all’accordo, Johnson Matthey collaborerà con Hystar per fornire CCM (membrane rivestite con catalizzatore) da utilizzare nell’innovativa PEM (membrana a scambio protonico) dell’azienda norvegese e nel pacchetto del sistema elettrolizzatore, che offre un significativo miglioramento dell’efficienza. Secondo i due partner, il frutto della collaborazione sarebbe in grado di dare un contributo del 10% nel migliorare l’attuale produzione di idrogeno, perché il design della cella Hystar offre miglioramenti significativi delle prestazioni per chi utilizzerà i nuovi elettrolizzatori e i componenti CCM di Johnson Matthey hanno una membrana a resistenza molto più sottile e con una resistenza inferiore rispetto a quelle oggi normalmente utilizzate nei sistemi PEM commerciali.

16 novembre: la società specializzata negli autobus elettrici Proterra annuncia di aver ricevuto un ordine per i suoi moduli di batterie dal produttore turco di veicoli commerciali Anadolu Isuzu, che vuole vuole integrare le batterie del partner americano nei suoi nuovi modelli di autobus elettrici Citi Volt da 12 metri e 18 metri. Il contenuto energetico dei sistemi di batterie per veicolo e anche l’ambito totale dell’ordine non sono menzionati nell’annuncio, che dichiara invece che gli autobus Citi Volt di Anadolu Isuzu avranno un’autonomia compresa tra 200 e 405 chilometri. Per l’azienda americana si tratta del primo ordine riguardante un autobus elettrico prodotto in Europa in numeri sostanziali e quindi un ingresso nel mercato del trasporto pubblico europeo. Le unità per il cliente turco continueranno a essere sviluppate e prodotte negli Stati Uniti. Sebbene questo sia il primo ordine di batterie per autobus elettrici dall’Europa per Proterra, non lo è dall’Europa in generale: a febbraio era infatti arrivato dalla startup svedese Volta Trucks un precedente ordine di moduli di batterie per il camion elettrico Volta Zero. La settimana scorsa la società entrata in borsa la scorsa estate aveva ricevuto un altro grosso ordine, in questo caso dal Nord America: Lightning EMotors aveva infatti ordinato batterie per veicoli elettrici delle Classi americane 4 e 5 (relative a veicoli come bus navetta o veicoli commerciali medi).

16 novembre: la startup dei veicoli commerciali elettrici Tevva conferma la chiusura di un finanziamento per un importo di $57 milioni in un round finalizzato a completare l’avvio della produzione nel suo nuovo stabilimento di Londra e a consegnare i suoi primi veicoli ai clienti entro la fine del 2022. In totale finora Tevva ha raccolto oltre $90 milioni. Il produttore britannico ha in gamma due modelli da 7,5 tonnellate a zero emissioni locali: un modello elettrico a batteria con un’autonomia di 160 miglia (257 chilometri) ed una versione che propone un’alternativa scelta anche per alcuni furgoni a marca Opel da Stellantis, una piccola cella a combustibile a idrogeno raddoppiare l’autonomia massima fino a 310 miglia. Ma, considerato che l’infrastruttura dei rifornimenti di idrogeno è ancora agli inizi anche in Giappone e Corea del Sud, i mercati più avanzati finora per questa tecnologia, Tevva si adopererà per fornire anche il carburante ai clienti che sceglieranno questa opzione. Il grande gruppo globale della logistica UPS sta attualmente utilizzando 15 modelli di camion di Tevva per un programma di test. Nelle intenzioni di Tevva c’è di produrre diverse centinaia di camion entro la fine del 2022 e di puntare a una produzione annuale di 3.000 camion entro il 2023. Bennett afferma di aver pianificato piccole fabbriche per realizzare camion più vicino ai mercati in cui saranno presenti i clienti. Una volta che lo stabilimento londinese di Tevva sarà operativo su larga scala, la società esaminerà l’apertura di ulteriori siti in Nord America e nell’Unione Europea.

16 novembre: sulle orme di quanto già visto nelle scorse settimane per i titoli dell’altra startup Rivian, il martedì è la giornata in cui Lucid Motors per la prima volta supera Ford in capitalizzazione di borsa, circa quattro anni dopo che la casa di Dearborn aveva valutato il suo ingresso nella società californiana, preferendo in seguito entrare in Rivian, l’altra azienda che in questo 2021 si segnala per le primissime consegne di veicoli elettrici e per il contemporaneo boom a Wall Street. Questo avviene un giorno dopo che la startup ha riportato i suoi primi risultati finanziari trimestrali come società quotata (e controllata con capitale di maggioranza dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita). Nel resoconto trimestrale la startup diretta dall’ingegnere ex-Lotus ed ex-Tesla Peter Rawlinson ha rivelato di aver perso più di $1,5 miliardi solo quest’anno nella sua rincorsa ad iniziare le consegne della edizione limitata ed esclusiva della sua berlina Air ai clienti, e di aver speso finora circa $5 miliardi nel corso della sua esistenza per mettere in piedi una vera produzione, che ha luogo presso il polo di Casa Grande, in Arizona e dove Lucid punta a costruire fino a 20.000 unità il prossimo anno. Alla chiusura del martedì, il mercato di borsa aveva spinto la valutazione di Lucid Motors a quasi $90 miliardi, mentre Ford ha concluso la giornata a circa $79 miliardi. Dopo la giornata di gloria del 16 novembre i mercati prendono fiato per un paio di giorni, ma la settimana si è poi conclusa in rialzo con la chiusura del venerdì a $55,21 che si traduce in una capitalizzazione a quota $90,9 miliardi e porta allo spuntare di una vera antologia di analisi ed articoli che, dopo il fuori-quota Tesla, con l’emergere di altri due fenomeni come Lucid e Rivian esplicitamente si preoccupano di una bolla delle startup della mobilità elettrica.

17 novembre: la convinzione che i colossi cinesi non possano mai essere fermati nella loro corsa all’espansione ha ricevuto una scossa questa settimana, quando CATL non è riuscita ad aggiudicarsi la corsa all’acquisto della canadese Millennial Lithium Corp., una acquisizione con cui il primo produttore mondiale di batterie puntava ad espandere l’integrazione verticale nella catena della fornitura di materie prime per le sua celle. Invece la società è passata sotto il controllo di Lithium Americas Corp. che pagherà 4,70 dollari canadesi ($3,73) in azioni e cash ogni azione ordinaria di Millennial, per un importo di circa $400 milioni, che rappresenta un rilancio di circa il 22,1% alla precedente offerta dei cinesi, secondo una nota ufficiale di Millennial Lithium. Alla fine della contesa commerciale il management di Lithium Americas si è detto convinto che il fatto di avere sede in Canada come la società-bersaglio abbia funzionato a suo vantaggio, essendo molto minori i rischi di incorrere in scogli regolatori rispetto a una nuova proprietà cinese, specialmente in una fase in cui i governi occidentali si sono da tempo resi conto che le risorse e le materie prime hanno un ruolo fondamentale nelle economie. Adesso i vincitori si aspettano una grande opportunità di espansione in Argentina, dove la società spera di iniziare la costruzione del progetto di Pastos Grandes lanciato da Millennial entro due anni. Le previsioni sono che a regime dal sito estrattivo si possano ottenere 24.000 tonnellate l’anno di carbonato di litio di qualità per batterie per i prossimi 40 anni. Lithium Americas già partecipa al progetto sul litio a Cauchari in collaborazione con la cinese Ganfeng Lithium Co, il suo maggiore azionista, che è vicino al deposito di litio di Millennial. Lithium Americas è anche a capo del progetto sul lito di Thacker Pass in Nevada, sebbene quello abbia dovuto affrontare battute d’arresto legali. La società pubblicherà uno studio di fattibilità definitivo su Thacker Pass nel 2022.

17 novembre: l’attività Bosch nel settore dell’idrogeno che riguarda componenti per i sistemi di stoccaggio, come le valvole o i regolatori di pressione dei serbatoi appare potenziata dalla nuova partnership tecnologica con OMB Saleri confermata da una nota del gruppo tedesco, grazie alla quale i prodotti verranno ulteriormente sviluppati. La collaborazione con l’azienda italiana permetterà a quella sveva di offrire componenti per i serbatoi a idrogeno per la produzione di massa, in una fase in cui la domanda di sistemi di propulsione alimentati a idrogeno sembra destinata a crescere nei prossimi anni in particolare per i veicoli commerciali. In effetti Bosch prevede che, entro il 2030, circa uno su otto dei nuovi veicoli commerciali immatricolati nel mondo saranno alimentati dalla cella a combustibile. Con l’accordo sottoscritto Bosch e OMB Saleri intendo giocare da protagonisti nella fornitura di componenti per gli impianti di rifornimento a idrogeno, oggi particolarmente carenti in Europa e pertanto destinati a una futura domanda tesa a riempire il gap, secondo i partner. La collaborazione include un accordo per la concessione in licenza e lo sviluppo di diversi prodotti legati alle soluzioni per lo stoccaggio dell’idrogeno a pressioni comprese tra i 350 e i 700 bar. I team di ingegneri delle due parti lavoreranno unendo i rispettivi know-how per sviluppare ulteriormente i prodotti esistenti con lo scopo di ottimizzarli per la produzione di massa. L’azienda bresciana è considerata tra i maggiori esperti mondiali di componenti per soluzioni di stoccaggio dell’idrogeno. In quanto partner Bosch beneficerà quindi dell’esperienza ingegneristica, di una moderna infrastruttura di test e banchi di prova per l’idrogeno e di componenti provati nelle applicazioni iniziali. In cambio, Bosch porterà la propria esperienza nella commercializzazione di prodotti innovativi, oltre a una rete globale di sviluppo e produzione in grandi volumi.

18 novembre: la startup delle batterie dei Paesi Bassi LionVolt ha chiuso con successo un round seed che porterà nelle sue casse €4 milioni, con oltre €5 milioni di finanziamenti totali raggiunti quest’anno. Il round è stato guidato da Innovation Industries, società di venture capital orientata alle attività innovative, con la partecipazione del fondo per startup focalizzato sul Brabante Brabantse Ontwikkelingsmaatschappij (Agenzia per lo sviluppo del Brabante, BOM) e del noto investitore Sake Bosch. LionVolt è nata lo scorso anno a seguito di uno spin-off dal consorzio tecnologico olandese TNO all’ Holst Centre ed è il frutto di sei anni di ricerca e sviluppo incentrati sul suo innovativo design delle batterie. Il finanziamento supporterà lo sviluppo di una batteria agli ioni di litio con elettroliti allo stato solido, che punta ad essere più efficiente e sostenibile rispetto a qualsiasi prodotto analogo attualmente disponibile sul mercato. La batteria che LionVolt sta sviluppando si basa su tecnologia 3D e strati a stato solido. Rispetto alle batterie agli ioni di litio attualmente utilizzate, queste celle 3D allo stato solido a film sottile (thin film) puntano su più leggerezza e sicurezza. Inoltre si potranno ricaricare rapidamente, avranno maggiore densità di energia e una lunga durata. Le batterie sono realizzate grazie a una tecnica di rivestimento particolare con sottili strati di materiale funzionale, creando una struttura 3D con una superficie molto ampia e distanze molto brevi tra i due elettrodi della batteria che consentiranno agli ioni di litio di percorrere solo una breve distanza, riducendo i tempi di carica e scarica. Il proof-of-concept LionVolt di una batteria a film sottile 3D completamente allo stato solido è stato dimostrato nel dicembre 2020, premessa all’obiettivo aziendale di produrre queste batterie su larga scala.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Lucid Motors