Con ID5 la famiglia MEB diventa anche «fastback»

Il nuovo arrivato della gamma elettrica Volkswagen parte con la sola batteria di maggior capacità che può percorrere fino a 520 chilometri con ciclo WLTP ed è disponibile anche in versione GTX da 299 cavalli

L’ID5 è il quarto lancio di un veicolo della gamma Volkswagen basata sulla piattaforma elettrica MEB dopo l’hatchback ID3, il SUV compatto ID4 e il grande SUV (per ora riservato alla Cina) ID6. Si tratta di un SUV dagli accenti coupé che fa da specchio al recente Taigo termico e si posiziona nello stesso segmento dell’ID4, al quale costituisce un’alternativa dall’aspetto più dinamico. Il suo arrivo nei saloni è previsto per la primavera 2022.

Con 4,60 metri di lunghezza (e passo da 2,77), 1,85 di larghezza e 1,61 di altezza per dimensioni l’ID5 è davvero contiguo all’ID4: la differenza sta in solo 2 centimetri in più di lunghezza, mentre il centimetro in altezza si può attribuire ai suoi cerchi, che partono da 19″ rispetto ai 18″ che troviamo standard nell’ID4, sebbene il catalogo arrivi fino ai 21″.

Guardando gli elementi del pannello frontale dell’ID5 si fa fatica a distinguerlo da quelli dell’ID4. Ma il nuovo arrivato ha una declinazione sportiveggiante fastback che spinge il tetto a disegnare una curva dai montanti centrali fino all’estremo bordo posteriore. Il tetto diventa sfuggente man mano che ci si avvicina alla fine della carrozzeria, che termina con uno spoiler, ultimo componente di un progetto aerodinamico mirato a ridurre al minimo la resistenza, e che ha ottenuto un valore di 0,26 (contro un Cx di 0,28 per l’ID4) che favorisce l’autonomia di percorrenza.

L’ID.5 è dotato di serie di luci anteriori e posteriori a LED. In opzione o al top di gamma, i fari Matrix LED antiabbagliamento salutano con una strizzata d’occhio lo sbloccaggio dell’auto. E se l’auto è dotata dell’accesso senza chiave opzionale Keyless Access, i fanali seguono anche il guidatore con lo sguardo mentre si avvicina. Le luci posteriori, collegate da una fascia luminosa, possono essere predisposte anche per un effetto 3D sulle versioni più accessoriate.

La silhouette sfuggente dell’ID5 che è un vantaggio per aerodinamica e autonomia si traduce anche in una perdita di 12 mm di spazio per la testa posteriormente rispetto all’ID4, ma lo spazio per le gambe rimane generoso grazie al passo lungo con sbalzi brevi e al pavimento piatto tipico della piattaforma modulare Volkswagen e in generale dei veicoli elettrici nei quali le batterie sono collocate nel pianale secondo il concetto skateboard.

Il bagagliaio ha un volume di 549 litri, ovvero 6 in più in confronto a quello dell’ID4. A sedile posteriore ribaltato, la sua capacità sarà di 1.561 litri, di 214 litri inferiore a quella dell’ID.4. Se misuriamo il confronto con un altro SUV elettrico sportivo come Ford Mustang Mach-E (lunga 4,71 metri), l’americana offre un volume che va da 402 a 1.420 litri, con l’aggiunta di un frunk anteriore da 100 litri. Curiosamente, almeno rispetto alla tendenza della concorrenza, il vano anteriore dell’ID5 ospita solo radiatori e parte dell’impianto di climatizzazione.

Dai sedili anteriore dell’ID5, la vista è familiare per chi si è già seduto anche solo per un assaggio su ID3 o ID4: l’atmosfera è ordinata e razionale, con pochissimi pulsanti ma senza apparire monastica, anche se i materiali non appaiono inseguire il segmento premium elettrico di Tesla o Audi, per restare nella famiglia tedesca.

Grazie al pianale MEB l’abitacolo consente al conducente e ai passeggeri, in particolare quelli posteriori, di sedere in una comoda posizione elevata (credito foto: ufficio stampa Volkswagen Group Italia)

Il piccolo cruscotto digitale da 5,3″ è comune ad altri modelli ID, un touchscreen centrale da 12″ racchiude un gran numero di controlli e l’infotainment. Il SUV coupé offre un head-up display opzionale in realtà aumentata, le cui indicazioni sono proiettate a 10 metri di distanza.

Al contrario dei primi modelli del gruppo tedesco non predisposti per aggiornamento software va etere, come nel caso delle prime E-Tron, la ID5 sarà completamente collegata in rete e compatibile con lo standard per l’aggiornamento over-the-air (OTA) grazie alla versione di software 3.0.

La ID.Light, una banda luminosa posta sotto il parabrezza, offre nuove funzioni che supportano in maniera intuitiva il conducente nello svolgimento di numerose azioni, ad esempio in situazioni di pericolo o durante la navigazione.

Il nuovo assistente personale di Volkswagen, connesso a Internet e in grado di apprendere man mano che viene utilizzato. Sempre luminoso, l’ID5 beneficia automaticamente di un’illuminazione d’atmosfera con dieci colori tra cui scegliere. Una tavolozza che può essere estesa a trenta tonalità opzionali.

Posizionandosi in un segmento più sofisticato rispetto all’ID4, l’ID5 utilizza solo la batteria con capacità netta di 77 kWh: al suo interno sono presenti dodici moduli, ognuno dei quali contiene 24 celle dotate di un involucro flessibile.

L’allestimento di base al lancio si chiama Pro e si affida a un motore elettrico PSM posteriore da 128 kW (174 dei cari vecchi cavalli), un nuovo livello di potenza per un veicolo con piattaforma MEB. Al di sopra c’è il modello Pro Performance da 204 cavalli. Entrambi sono limitati a 160 km/h e Volkswagen annuncia un’autonomia WLTP fino a 520 km, vale a dire non superiore all’ID4.

L’ID5 GTX con caratteristiche più sportive dichiara una accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,3 secondi, mentre l’ID5 è accreditato per la stessa prova 8,4 secondi (credito foto: ufficio stampa Volkswagen Group Italia)

L’offerta apicale si traduce nella versione ID5 GTX, il cui motore elettrico supplementare collocato all’avantreno consente di aumentare la potenza totale a 299 cavalli (220 kW) e di offrire la trazione integrale, come già avvenuto a bordo dell’ID4 GTX. Questi due modelli sono auto-limitati a una velocità massima di 180 km/h e condividono lo stesso paraurti anteriore, con prese d’aria laterali evidenziate da LED. L’ID5 GTX può percorrere 490 chilometri con ciclo WLTP con una carica, secondo il costruttore.

Volkswagen ora si basa più sui pacchetti di equipaggiamento che sulle finiture per i suoi nuovi modelli. La gamma ID.5 ne ha cinque: Design, Infotainment, Comfort, Assistence e Sport. Incorpora tecnologie di comunicazione tra veicoli Car-to-X (con altre Volkswagen che ne sono già equipaggiate) e tra veicoli e infrastrutture, con una portata di 800 metri. Va inoltre notato che il sistema di parcheggio semi-autonomo opzionale Park Assist Plus è in grado di memorizzare la manovra del guidatore premendo un pulsante per riprodurla da sola in un secondo momento.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Volkswagen AG