Per la Chevy Bolt il richiamo totale è quasi un’ultima spiaggia

Non tutti i richiami nascono uguali: lo prova l’estate difficile dei clienti delle Bolt afflitte da guai alle celle LG Energy Solution, che mette in evidenza la differenza con gli interventi al software sulle Porsche ed Audi elettriche

Quella del 2021 si sta rivelando l’estate dei richiami; ma non ogni richiamo ha gli stessi effetti dirompenti, che non potrebbero essere più differenti all’apparenza di quelli che riguardano da un lato Porsche Taycan e più di recente Audi E-Tron GT e dall’altro quello totale relativo alla gamma General Motors di Bolt EV ed EUV.

La ragione principale del differente impatto che appaiono destinati ad avere su clientela e su conti aziendali è strettamente connessa alle cause dei problemi: ai capricci del software si può rimediare con imbarazzata facilità, mentre i problemi di manifattura delle celle sono critici e costosi oltre l’immaginabile.

Non è il più vecchio dei due problemi quello che riguarda il software ed ha già determinato che 42.826 Porsche Taycan e Taycan Cross Turismo siano state sottoposte a richiamo con un intervento al software che ripristina il normale funzionamento in circa un’ora di lavoro in officina.

Finora nove clienti Taycan, secondo l’agenzia nordamericana della sicurezza del traffico NHTSA, hanno perso improvvisamente corrente ai motori elettrici senza particolare ragione; sei di loro non hanno più potuto rimetterlo in moto, una volta fermi.

Porsche ha individuato problemi di comunicazione tra centraline e inverter sono stati proposti come spiegazione dell’inquietante problema, per la verità reso un po’ meno inquietante dal fatto che l’energia non viene a mancare in servofreno o idroguida, ma esclusivamente ai motori.

Inizialmente sembrava che le Audi E-Tron GT, che condividono numerosi componenti con le cugine di Stoccarda, sarebbero state risparmiate dal richiamo, perché di generazione successiva: in effetti il lancio commerciale risale ad appena sei mesi fa.

Invece la settimana scorsa l’agenzia federale tedesca KBA ha comunicato che 548 Audi in Germania e 1.728 in totale, di produzione compresa tra 20 novembre 2020 e il 20 aprile 2021 avrebbero a loro volta richiesto un aggiornamento. L’azione di richiamo non è certo la benvenuta per i due marchi premium del gruppo tedesco, ma appare relativamente indolore, anche perché riguarda veicoli che difficilmente si possono considerare quelli usati quotidianamente dalla clientela.

Potrebbe non essere così nel caso delle Chevrolet elettriche (a quanto pare in molti casi veicoli scelti da commuter americani), che tra Bolt EV e le più recenti Bolt EUV sono ormai arrivate alla quarta campagna di richiamo. Nell’autunno 2020 General Motors aveva aggiornato il software a 68.766 prodotte tra il 2017 ed il 2019 nella convinzione che si trattasse del soluzione definitiva.

Ma ad aprile di quest’anno aveva dovuto applicare altre misure sempre con interventi al solo software, prima di ammettere a luglio che proprio le celle, non i pacchi, cablaggi o centraline dei pacchi batterie, avrebbero dovuto essere sostituiti integralmente.

La settimana scorsa a Detroit hanno dovuto infine alzare bandiera bianca: perché non basterà la sostituzione delle celle pouch della vecchia generazione a scongiurare i rischi di thermal runaway che possono scatenare incendi su vetture tranquillamente parcheggiate.

Stavolta, General Motors procederà al richiamo di altre 73.018 Bolt EV ed EUV: non si salverà niente e nessuno perché si tratta in pratica di tutta la produzione recente dei model year da 2019 a 2022, che era stata equipaggiata di celle prodotte da LG Energy Solution nella fabbrica di Ochang.

Se il gruppo diretto da Mary Barra aveva accantonato per il precedente richiamo $800 milioni nei propri bilanci, il nuovo intervento costerà $1 miliardo aggiuntivo: non si tratta del più costoso richiamo nella storia aziendale, ma nemmeno si è troppo distanti dallo sgradito record.

La campagna in questo caso ha creato un ulteriore attrito tra General Motors e LG Energy Solution (che sono partner nella joint venture Ultium Cells), poiché in questo caso la nota ufficiale del gruppo americano ha esplicitamente individuato due difetti di manifattura attribuibili ai coreani che verificandosi in una stessa cella possono creare le condizioni per disastrosi incendi: la presenza di membrane porose piegate e quindi non completamente distese per tener separate le intere superfici degli elettrodi, e il verificarsi di linguette di connessione strappate in alcuni anodi, gli elettrodi negativi delle celle.

Nel recente passato l’attribuzione delle responsabilità per i difetti alle celle pouch (non risultano problemi di fabbricazione per le celle con fattore-forma cilindrico LG Energy Solution) aveva creato fortissimi attriti anche tra la stessa casa coreana e Hyundai, quando analoghi episodi di incendi in Kona elettriche parcheggiate avevano determinato l’avvio di un altro clamoroso richiamo.

La campagna di richiamo General Motors realizzata a tappeto su tutta la produzione Bolt e l’attribuzione di responsabilità a LG Energy Solution stanno determinando effetti anche sui piani dei coreani: a settembre era previsto l’IPO della divisione, controllata dal colosso LG Chem.

LG Energy Solution e LG Electronics (che produce moduli e aveva da poco ceduto la divisione che realizza separatori alla “cugina”) hanno accantonato fondi per coprire il precedente richiamo ma non quello avviato la settimana scorsa, e in borsa a Seoul la reazione del mercato è stata di far scendere il corso azionario LG Chem di oltre il 10%.

Sebbene si possa considerare una vittima del fornitore, la reazione immediata di Wall Street alle nuove notizie non ha fatto molto, o niente, per risollevare il titolo di Detroit (al momento di chiudere l’articolo perdeva quasi il 2%), avviato da qualche settimana verso il livello di inizio anno e cancellando gli scintillanti massimi di inizio giugno.

Invece la borsa tedesca venerdì scorso ed oggi in riapertura non ha praticamente dato segno di voler considerare problematico il richiamo delle sportive elettriche Audi: Volkswagen ha anzi chiuso in leggero rialzo. Richiami dovuti al software o all’hardware hanno davvero impatti differenti sui conti.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Chevrolet