Nuovi investimenti mettono le ali a Redwood Materials

Per quella che cerca di diventare la società leader dell’economia circolare applicata al riciclo delle batterie c’è la fila di fondi e banche interessate a investire $700 milioni per mettere in moto la filiera

Ai nostalgici dei combustibili fossili (e forse del piombo tetraetile) piace crogiolarsi in domande che ritengono scaltre come: chi riciclerà le batterie esauste, dove le riciclerà e magari anche chi metterà i soldi in una impresa donchisciottesca del genere? Se avete il tempo di continuare a leggere, a quelle domande le risposte non sono balbettanti, ma sempre più dettagliate, man mano il settore dell’economia circolare si espande.

L’amministratore delegato e fondatore di Redwood Materials JB Straubel non ha mai nascosto le sue aspirazioni lo scorso anno di trasformare la startup che ha co-fondato nel 2017 e per cui ha lasciato Tesla, dove era considerato un guru delle batterie, in una delle principali aziende di riciclo di batterie al mondo. Da oggi ha decisamente alle spalle una montagna di denaro con cui far galoppare la sua società.

Redwood Materials ha dichiarato infatti di aver raccolto 700 milioni di dollari: investimenti che provengono da banche d’affari e società di venture capital e le conferiranno il capitale necessario per espandere le sue operazioni esistenti oltre la sede di Carson City, in Nevada, in tutto il Nord America e in Europa, mentre in futuro sarà considerata anche l’Asia.

Il round Serie C è stato condotto da fondi e banche assistite da T. Rowe Price Associates e comprendeva Goldman Sachs Asset Management, Baillie Gifford, Canada Pension Plan Investment Board e Fidelity. Gli investitori precedenti (tra cui Technology Impact Fund di Capricorn, Breakthrough Energy Ventures di Bill Gates e il Climate Pledge Fund di Amazon) si sono associati ampliando il capitale già investito in precedenza. Hanno partecipato anche Valor Equity Partners, Emerson Collective e Franklin Templeton.

Redwood Materials aveva raccolto $40 milioni in una Serie B e investimenti minori agli esordi, il che porta la sua raccolta complessiva poco sotto gli $800 milioni, secondo la società. La valutazione della startup dell’economia circolare è ora di $3,7 miliardi, secondo una fonte che ha familiarità con il round di investimenti, non confermata direttamente da Redwood.

Redwood Materials mira a creare una catena di approvvigionamento circolare. Questo sistema a circuito chiuso, ha affermato Straubel, sarà essenziale se i produttori mondiali di celle contano di disporre delle materie prime indispensabili all’elettronica di consumo e alla prossima ondata di veicoli elettrici senza rishciare di incorrere nelle sorprese negative che vediamo attualmente per la carenza di semiconduttori.

Redwood ricicla gli scarti della produzione di celle della batteria e dell’elettronica di consumo come batterie di telefoni cellulari, computer portatili, utensili elettrici, power bank, scooter e biciclette elettriche. Quindi elabora questi beni a fine vita estraendone materiali come cobalto, nichel e litio che vengono estratti e li rifornisce ai suoi clienti, che oggi includono Panasonic presso la Gigafactory aperta con Tesla a Spark in Nevada e l’impianto di batterie di Envision AESC che ha come cliente principale Nissan nel Tennessee. Redwood ha anche collaborato con Amazon per riciclare altre batterie agli ioni di litio e rifiuti elettronici raccolti da divisioni del gruppo.

Straubel in occasioni pubbliche e webinar ha detto di veder arrivare un collo di bottiglia poiché l’intera filiera della fornitura entrerà in competizione per accedere a materiali critici. Ciò influenzerà il tasso di crescita e sarà un fattore di costo e una sfida per i gruppi automobilistiche che ormai senza eccezioni elaborano piani per elettrificare le loro flotte, col problema che tenderà a diventare più pesante man mano la quota di elettriche nella gamma di ciascuno si espanderà.

Straubel ha detto che è tempo per Redwood di scalare in modo più aggressivo. Quei piani erano già a buon punto anche prima della chiusura del round da 700 milioni di dollari, ha osservato Straubel. La società ha annunciato a giugno di aver acquistato 100 acri di terreno vicino alla Gigafactory che Panasonic opera con Tesla a Sparks, in Nevada. Redwood ora ha alcune operazioni nel sito.

Redwood sta anche quasi triplicando le dimensioni della sua struttura esistente di 150.000 piedi quadrati (circa 14.000 mq) a Carson City. La nuova espansione a 400.000 piedi quadrati all’impianto di riciclo dovrebbe essere operativa entro la fine dell’anno.

Prima di chiudere i nuovi investimenti, per supportare la crescita Redwood Materials aveva iniziato ad assumere più dipendenti, con l’intenzione di aggiungere più di 500 posti di lavoro nei prossimi due anni: oggi impiega oltre 130 persone. L’azienda si è espansa anche in altri modi, incluso il lancio di un programma che consente ai consumatori di inviare dispositivi elettronici personali come gli smartphone da riciclare.

Redwood sta anche investendo denaro in alcuni progetti su larga scala che cercano di migliorare ulteriormente il suo processo di riciclaggio, in particolare per quanto riguarda la purificazione dei materiali e il modo più efficace per riportare queste materie prime nella catena di fornitura delle batterie.

Credito foto di apertura: