La lobby delle case auto in Cina si organizza sui Big data

Per superare il frazionamento e l’incomunicabilità tra dati, l’associazione CAAM insieme a un gruppo di aderenti crea una piattaforma neutrale con cui condividere e gestire dati di veicoli e traffico

CAAM è una delle due associazione confindustriali dell’auto cinese (l’altra è CPCA) ai cui dati gli addetti ai lavori guardano ogni mese per scoprire i segreti del mercato nazionale. Ma la grande familiarità con cifre, numeri e spreadsheet della China Association of Automobile Manufacturers, negli ultimi tre anni l’ha spinta a lavorare insieme ad associati su una piattaforma che riunisce Big data riguardanti i veicoli il cui lancio è previsto a giorni in Cina.

Grazie all’e-commerce, il mondo si è abituato ad acquistare online tutti i tipi di necessità quotidiane. Le case automobilistiche in Cina avranno presto la stessa comodità, con la possibilità di acquistare i dati di guida autonoma indispensabili da un archivio centrale.

La Cina, pioniera nella promozione delle auto elettriche, sta esplorando un modo credibile ed efficiente di archiviare, condividere e utilizzare i dati per aiutare le case automobilistiche ad accelerare i loro sforzi per rendere la guida autonoma una realtà più concreta, riportava nelle scorse ore l’agenzia Bloomberg.

Nello spazio automobilistico intelligente e connesso, i dati sono importanti per i veicoli quanto il petrolio greggio per le auto con motore a combustione interna. Il problema è la scala. Migliaia e migliaia di terabyte di dati sensoriali devono essere raccolti, analizzati e interpretati per produrre la tecnologia che alla fine consente alle auto di percorrere strade, autostrade e ostacoli stessi.

Attualmente, queste preziose informazioni sono nelle mani di singole aziende, che stanno facendo del loro meglio per utilizzarle per “addestrare” il cervello dei veicoli intelligenti e dei loro archivi di solito sono molto gelosi, il che non accelera il cammino tecnologico verso quella fase in cui potremo staccare del tutto le mani dal volante e farlo abitualmente.

CAAM ha anticipato l’esigenza che alcune case automobilistiche avrebbero avuto di affrontare il limite di non possedere dati sufficienti per sviluppare rapidamente il proprio know-how sulla guida autonoma.

Il VDP è progettato per affrontare questo compito urgente di combinare gli sforzi delle case automobilistiche, ridurre i costi e promuovere lo sviluppo della guida autonoma in Cina nel suo insieme, secondo Wang Yao, assistente segretario generale del CAAM che supervisiona il progetto. Una volta raccolti i dati dalle singole società, tutte le informazioni sensibili verranno eliminate e verrà aggiunto un software anti-manomissione come ulteriore sicurezza.

Altre case automobilistiche possono quindi avere accesso a questa “libreria” di dati, selezionare i set che desiderano utilizzare e pagare una tariffa per l’accesso. È il tipo di condivisione delle informazioni che potrebbe sollevare le sopracciglia nella Silicon Valley, ma CAAM si preoccupa di sottolineare quanto è possibile evitare violazioni dei dati, come la registrazione di una società indipendente per creare il VDP e l’utilizzo della tecnologia blockchain per una maggiore sicurezza.

Speriamo che le nostre aziende non siano limitate da dati insufficienti”, ha affermato Wang. “Nello spazio competitivo della guida autonoma, le aziende possono investire di più in chip e algoritmi software” se dispongono di dati sufficienti per iniziare.

Una tale piattaforma di Big data si potrebbe anche rivelare utile per aiutare le case automobilistiche avvinghiate controvoglia in controversie con clienti: proprio in Cina di recente Tesla ha pagato uno scotto nelle vendite di aprile la cattiva pubblicità creata da una cliente al Salone auto di Shanghai durante il quale la società è stata perfino accusata anche di qualche forma di manipolazione dei dati in caso di incidente.

Nel caso della piattaforma VDP, sottolinea Wang, ogni diatriba sarebbe messa a tacerebbe senza difficoltà grazie al fatto che ogni intervento o manipolazione dei dati del cliente sarebbe tracciqbile e quindi le controversie speciose di alcuni clienti, ma anche quelle legate a richieste e istanze legittime sarebbero messe sotto una nuova e virtuosa luce.

Credito foto di apertura : Denis Novazhai on Unsplash