Il lancio della produzione tedesca Tesla slitta a inizio 2022

Permessi e burocrazia da un lato, ma anche le difficoltà della transizione alla tecnologia dei pacchi batterie privi di moduli e alle nuove celle tabless 4860, avrebbero convinto Musk che spostare la scadenza di luglio sia ragionevole

L’inizio della produzione nella nuova fabbrica Tesla in costruzione in Brandeburgo slitterà di sei mesi, secondo un report pubblicato dalla testata specializzata tedesca Automobilwoche.

Lo stesso numero uno della casa di Palo Alto Elon Musk, dopo ripetuti scontri con la burocrazia prussiana e con resistenze della popolazione locale, da quelle concrete (scarsità di alloggi per un organico che crescerà a dismisura) a quelle eteree (come preoccupazioni per popolazioni della fauna locale che non si erano mai sentite prima della nascita del progetto), avrebbe approvato uno slittamento di sei mesi a gennaio 2022, secondo le fonti di chi firma l’articolo.

In particolare, lo slittamento dovrebbe consentire di superare lo scoglio di permessi definitivi ancora di là da venire, che i severissimi ingegneri tedeschi non sono disposti ad accelerare con la stessa celerità di quelli cinesi (quando il Partito Comunista aveva deliberato che la Gigafactory Tesla di Shanghai fosse nell’interesse nazionale).

Ma il ritardo sarà anche un vantaggio dal punto di vista della pianificazione industriale interna, in particolare perché in quella che sarà la più grande fabbrica di batterie d’Europa si produrranno non solo le nuove celle cilindriche tabless 4860 (che hanno già una linea pilota a Fremont e che Panasonic e LG Energy Solution stanno parimenti sviluppando) ma nella regione di Berlino si produrranno i nuovi prodotti cell-to-pack promessi da Musk al Battery Day, ma che finora in Tesla al contrario della concorrenza asiatica non hanno mai messo a punto.

Già il solo fatto di aggiungere alla produzione di auto, soprattutto la Model Y ancora non importata in Europa, la produzione di celle e pacchi batterie è una modifica ai piani che richiederà almeno tre mesi per l’approvazione, ha detto pochi giorni fa il ministro dell’Ambiente del Land Brandeburgo.

Nell’ultimo resoconto presentato agli azionisti insieme a una foto della Gigafactory Berlin che vedete in apertura Tesla aveva indicato come inizio della produzione tedesca non più il luglio 2021 prescelto in passato ma la fine del 2021. L’inizio del 2022 sembra una data ancora più verosimile. Questo comporta alcuni punti di domanda dal punta di vista dei piani di produzione della casa americana.

Anzitutto se la Model Y continuerà a rimanere una assenza sul mercato delle elettriche d’Europa, visto che finora solo Model 3 continua ad essere il modello da grandi volumi nel vecchio continente. In alternativa a queste latitudini potrebbero decidere di inviare unità costruite a Fremont o a Lingang, dove la produzione sta galoppando.

In secondo luogo c’è da domandarsi se la Model Y tedesca quando uscirà dalle linee di montaggio Tesla in Brandeburgo sarà una vettura con pacchi batterie privi di moduli oppure dovremo attendere una fase successiva per scoprire le Model Y con celle 4860 e scoprire che sarà invece inizialmente prodotta con celle 2170, ovvero quelle della Model 3.

Sembrerebbero da escludere le celle 18650, che sono presenti nei pianali dei modelli luxury Model S e Model X che in queste settimane sono sottoposte ad aggiornamento delle linee per produrre le versioni sottoposte a facelift e con celle dalla chimica NCA aggiornata.

Credito foto di apertura: Report trimestrale Tesla Q1 2021