«Blade Battery» su altri cinque modelli elettrici BYD

Dopo il successo sulla Han EV, la tecnologia con celle LFP prive di moduli si allargherà anche ai modelli Qin Plus EV, Song Plus EV, Tang EV, Qin EV ed E2, alcuni dei quali disponibili in Europa.

La Blade Battery, che ha fatto il suo esordio nel 2020 sulla BYD Han EV, è la scelta primaria anche per molti altri modelli del gruppo di Shenzhen. Lo ha confermato la stessa casa con una lista che comprende le nuove Qin Plus EV, Song Plus EV, nonché Tang EV, Qin EV ed E2 sottoposte a facelift.

BYD con la Han EV ha reso popolare il concetto di una batteria formata da celle LFP (ovvero con catodo basato su ferro e fosfato, finora ritenuto una tecnologia economica ma sorpassata), inserite in uno schema privo di moduli grazie a una progettazione del pacco batterie che integra le celle direttamente nel pianale del modello a cui la Blade Battery è destinata.

Così Blade Battery da un lato e Cell-to-Pack, come molti preferiscono chiamare lo schema di progettazione del pacco batterie, da Tesla fino a Volkswagen, stanno riproponendo l’attualità del concetto.

In pratica, ridimensionando nel pacco lo spazio destinato ai moduli, la densità di energia complessiva del pacco riduce il gap da una batteria convenzionale; misurando la differente densità di energia di una singola cella LFP ed una, ad esempio, NCM, il gap rimane invece più consistente.

Questo significa che un modello BYD proposto anche in Europa, a cominciare dalla Norvegia, come la Tang EV adesso avrà una capacità totale superiore alla precedente salendo da 82,8 a 86,4 kWh complessivi grazie alla sua Blade Battery, in grado di accompagnarla per circa 500 chilometri di autonomia, misurati però col vecchio standard NEDC.

In previsione del crescente interesse per la tecnologia di batterie senza moduli BYD, che in passato ha fornito di rado celle a gruppi rivali con rare eccezioni, come Ford, sta approntando una divisione concentrata esclusivamente sulla commercializzazione, chiamata FinDreams Battery e con sede a Chongqing.

Invece in Europa l’apertura del reclutamento per ingegneri e tecnici fa pensare che non debba mancare molto all’annuncio di una Gigafactory nel Vecchio Continente per fornire la clientela locale, con possibili opzioni a cominciare dai gruppi con cui ha collaborato e collabora, come Toyota e Daimler.

I conti del primo trimestre per BYD indicano una ripresa, dopo un 2020 malinconico: tra gennaio e marzo ha venduto in totale 104.145 veicoli, di cui 54.751 NEV (come in Cina chiamano i mezzi con la presa o fuel cell). Si tratta di un miglioramento complessivo del 69,9% rispetto allo stesso periodo 2020 ma soprattutto una crescita del 146% per i NEV, 38.599 dei quali erano elettriche pure.

Credito foto di apertura: ufficio stampa BYD