L’«Advanced Drive»: un sistema più sofisticato di quanto non riveli Toyota

Da oggi sull’ammiraglia Lexus LS e sulla Mirai fuel cell sarà disponibile la terza generazione di sistemi ADAS di supporto alla guida Toyota: i giapponesi scelgono più cautela di molti concorrenti e puntano sull’integrazione uomo/auto

Stamattina il solitamente cautissimo gruppo Toyota ha presentato contemporaneamente due modelli stradali dotati di sistemi ADAS di assistenza alla guida di Livello 2+. I dispositivi montati a bordo e battezzati Advanced Drive integreranno sensori incluso il LiDAR, chip e software per appoggiare il guidatore nel gestire situazioni come il mantenimento della corsia e della distanza dagli altri veicoli, cambiando anche corsia e sorpassando in strade e autostrade ben delimitate e mappate dal gruppo Toyota.

I sistemi Advanced Drive sono la terza generazione di quelli partiti nel 2015 come suite Toyota Safety Sense e rappresentano la punta di diamante del Teammate concept: ovvero del percorso scelto a Toyota City di integrare i ruoli di guidatore ed automobile, piuttosto che di cercare di stabilire una fase in modo chiaro e netto in cui la macchina prende il posto dell’uomo. Una fase che a volte può essere definita solo in modo vago, il che ha creato molte discussioni tra gli addetti ai lavori.

Toyota, con la prudenza che la contraddistingue e che ad esempio ora la lascia quasi non scalfita dai problemi di fornitura di chip che toccano rivali, ha invece continuato a muoversi ai suoi ritmi e sulla sua rotta. Il che non siginifica che voglia fare a meno di risorse ultra-moderne.

Infatti, come ha precisato James Kuffner, il responsabile della ricerca del centro Toyota Research Institute-AD e dell’hub tecnologico Woven Planet, i sistemi Advanced Drive saranno i primi in vendita al pubblico ad utilizzare l’AI basata su programmazione di deep learning, che punterà non solo al miglioramento costante ma anche alla personalizzazione sulle necessità del cliente. Questa prerogativa spiega anche perché saranno aggiornabili in modo perpetuo (almeno finché l’auto funzionerà) mediante tecnologia OTA, via etere.

I veicoli prescelti per montarli saranno la Lexus LS in vendita da oggi a prezzi compresi tra 16,3 e 17,9 milioni di yen e la seconda generazione Mirai, che debutterà lunedì 12 aprile con un listino compreso tra 8,4 e 8,6 milioni di yen. Nel caso della fuel cell Toyota l’aggiunta del sistema Advanced Drive crea un sovrapprezzo di 550.000 yen rispetto alla versione standard, equivalenti a circa $5.000.

Va notato che Toyota nella nota ufficiale ha scelto di non utilizzare espressamente la classificazione dei livelli di guida autonoma: l’Advanced Drive giunge sul mercato giapponese a poche settimane dal debutto del sistema Honda classificato di Livello 3 SAE.

In altri termini le cento Honda Legend Hybrid EX dotate di quel sistema sono le prime auto stradali vendute a privati effettivamente a guida autonoma (sia pure classificata come condizionale), perché il guidatore non è esentato dall’intervenire in casi di emergenza con un minimo preavviso.

Toyota e i suoi vertici non sono mai apparsi interessate alla rincorsa alle robocars come invece è notoriamente il caso di Tesla ed Elon Musk. Al contrario, le indicazioni ed il briefing dei tecnici della casa giapponese lasciano immaginare che con ben poco sforzo aggiuntivo Toyota avrebbe potuto puntare a rivendicare un Livello 3 SAE per le sue nuove Lexus LS e Mirai. Ma non sembra quello che interessa, almeno in questa fase, ad Akio Toyoda ed ai suoi scienziati.

Per fare un esempio molto chiaro: per mantenere elevata l’integrazione di ruoli tra auto e guidatore, sulla Toyota Mirai o la Lexus LS chi è seduto al posto di guida potrà staccare le mani dal volante solo in tratti noiosi rettilinei o nella guida stop-and-go, mentre saranno necessari interventi nei cambi corsia o negli svincoli. La dotazione hardware ed il software giapponesi probabilmente lo avrebbero consentito, ma Toyota non considera questa una gara, come fosse una 24 Ore di Le Mans.

Toyota insomma non si sente sminuita se il suo Advanced Drive sarà classificato come Livello 2. Il Livello 2, o automazione parziale, della tassonomia SAE J3016 che ne comprende sei, in molti casi ormai viene dotato di una versione migliorata nota come 2+, all’inizio contestata ma ormai accettata anche dalla stessa organizzazione SAE che l’ha compilata.

Quasi tutti i migliori sistemi ADAS avanzati, come il Super Cruise General Motors, il ProPilot Nissan e il Co-Pilot360 Ford sono considerati Livello 2+. Di certo l’elenco delle qualità e caratteristiche del dispositivo Toyota fanno pensare che anche l’Advanced Drive sia stato predisposto per raggiungere il genere di rendimento dei sistemi della concorrenza.

Le parole in questi casi sono pietre: Toyota non lascia mai spazio a termini come self driving o driverless. Assistere e alleggerire, sono invece il lessico della casa giapponese. L’Advanced Drive è fatto per sollevare il guidatore dall’operare l’acceleratore, i freni, lo sterzo.

Chi è seduto al volante ancora dovrà dare la sua approvazione ed interagire: ad esempio azionando una freccia per il cambio corsia. Non manca, come nei concorrenti, anche il monitoraggio dell’attenzione e della stanchezza di chi siede al posto di guida, essenziali per una piena collaborazione tra auto e chi la guida.

Al momento dell’uscita delle Lexus LS e Toyota Mirai equipaggiate con sistema Advanced Driver, questi si possono considerare gli unici due modelli di auto dotati di dispositivi di assistenza alla guida Livello 2 o 2+ ad impiegare il LiDAR, i sensori laser in grado di vedere a lunga distanza, fino a oltre 300 metri nel caso degli apparecchi usati sui veicoli commerciali sperimentali . Altri modelli auto in commercio sono dotati di LiDAR, ma le case li considerano di Livello 3 SAE (credito immagine: ufficio stampa Toyota Motor Corp.)
Credito foto di apertura: ufficio stampa Toyota Motor Corp.