Volkswagen vuole il 70% di elettriche in Europa nel 2030

La nuova strategia Accelerate supera in ambizioni quella precedente, con Volkswagen che punta su fattori come software, dati ed energia connessi alle nuove auto elettriche

I modelli al 100% elettrici della marca Volkswagen nella gamma europea di fine decade saliranno a oltre il 70% rispetto al precedente obiettivo del 35%, ha annunciato oggi il numero uno della casa Ralf Brandstaetter annunciando il rinnovamento della strategia del maggior marchio generalista del gruppo di Wolfsburg, che ora sarà denominata Accelerate.

“Con Accelerate aumenteremo la velocità sul nostro percorso verso un futuro digitale”, ha tra l’altro detto il capo del marchio presentando la nuova strategia. Negli Stati Uniti ed in Cina l’obiettivo 2030 della quota di veicoli elettrici puri sarà del 50%: più circoscritto rispetto a quello europeo. I manager Volkswagen sono convinti che il marchio in particolare ed il gruppo in generale sia favorito nella rincorsa al ruolo di protagonista della transizione grazie alla partenza che ha preceduto quella di molti rivali dell’auto tradizionale.

La famiglia ID basata sulla piattaforma modulare MEB, con ID3 e ID4 che hanno iniziato le consegne e saranno seguiti da ID4 GTX, da ID5 e da ID6 X e Crozz, farà da traino iniziale. Ma il pianale MEB ha già un successore nella Scalable Systems Platform, che sarà dispiegata a partire dal 2026.

Il primo modello ad esserne equipaggiato sarà una fastback affidata al progetto noto come Trinity (la silhouette si intravede nel teaser in apertura) e sarà costruita nella storica fabbrica di Wolfsburg. Tra le caratteristiche che oggi la casa ha svelato: grande autonomia, capacità di ricarica ultra-veloce in pochi minuti e dotazione di guida autonoma avanzata di Livello 4 SAE, ovvero affidata anche per lungo tempo solo a computer e sensori.

Dopo l’elettrico, il prossimo grande fattore di accelerazione sarà quello del software: implementare modelli di business basati su questo ed i dati generati dai veicoli sarà un fattore di crescita e di nuovi ricavi, come molti gruppi rivali possono confermare, visto che da Tesla in là non c’è nessuno che non stia puntando a ritagliarsi uno spazio digitale. Per questo il gruppo tedesco sta anche creando nel proprio organico le competenze necessarie per riuscire nell’intento.

Ma la transizione all’elettrico non sarà certo soppiantata in pochi mesi dal software e ci sono ancora molte opportunità da esplorare. L’esperto di strategie della casa tedesca Michael Jost parlando al periodico finanziario WirtschaftsWoche ha sottolineato come ad esempio ci sia molto da attendersi dalla risorsa dello stoccaggio di energia.

Nel 2027 la capacità di stoccare energia delle auto elettriche vendute sarà di circa un terawatt. “Se usiamo la capacità delle auto di conservare energia sarebbe possibile una remunerazione annua fino a €500 per auto, una remunerazione di cui i proprietari delle auto e chi le costruisce potrebbero beneficiare”, ha detto Jost.

Per fine decade Volkswagen ritiene che avrà costruito oltre 20 milioni di auto con la batteria: una sorta di impianto di accumulo distribuito dotato di ruote. Se solo una parte di questo network ricevesse un compenso per il contributo allo stoccaggio tenuto a disposizione della rete elettrica, il totale dei ricavi per clienti e costruttori sarebbe sostanziale.

E software, dati, energia, sono le nuove occasioni di ricavi relative alla fase di vita attiva dell’auto elettrica. Quando una singola auto sarà da mandare in pensione, probabilmente non lo sarà la sua batteria: dapprima per usi di second life e in seguito per la re-immissione in fasi di economia circolare che sappiano riportare al punto di partenza le materie prime, in certi casi rare o di difficile approvvigionamento. Altro carburante per far accelerare la transizione in corso e per contribuire a portare il ritorno sulle vendite al 6% che l’azienda si aspetta già dal 2023.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Volkswagen AG