Per Li Shufu la piattaforma SEA è un’assicurazione

Se le cose vanno bene in Occidente per gli investimenti del leader di Geely, in Cina il miliardario cerca un equilibrio tra alleanze e intromissioni che ruotano attorno all’auto elettrica

I risultati recenti hanno premiato i conti dei due grandi investimenti in Occidente di Li Shufu, il leader del più grande gruppo privato automobilistico cinese. Il proprietario di Zhejiang Geely ha ricevuto nelle scorse settimane conferma che Daimler ha registrato un utile EBIT di €6,6 miliardi, importo che ha battuto le previsioni degli analisti che gliene accreditavano €5,2. A sua volta Volvo Cars ha chiuso il 2020 col miglior risultato del secondo semestre mai riportato: profitti aumentati dell’8,2% durante il periodo, ricavi del 4,9% e margine di profitto attestato al 6,3%.

Simili risultati di Daimler e Volvo farebbero pensare che Li in patria abbia tutto il tempo di fare piani e lanciare iniziative con molta calma. Invece le ultime settimane hanno dimostrato il contrario: una attività costante, addirittura frenetica. Geely in effetti ha tessuto alleanze ed accordi commerciali con Baidu, Tencent, Foxconn per iniziative legate all’innovazione e alla connettività.

I progetti valorizzeranno anche il potenziale della nuova piattaforma SEA studiata per le auto elettriche e presentata al Salone Auto di Pechino lo scorso settembre. Costata 18 miliardi di yuan di investimenti, circa $2,7 miliardi, la piattaforma SEA sarà il supporto di sette marchi auto (non solo direttamente Geely ma anche collegati, come Smart ad esempio) per 16 nuovi modelli.

Più altri esterni: come ad esempio la vettura alto di gamma di Faraday Future. Distribuire i costi tra un numero crescente di modelli è un modo per riassorbire gli investimenti sulla piattaforma SEA. Li Shufu lo sta facendo in un modo che a qualche addetto ai lavori ha creato però dubbi. Di Faraday Future è noto il passato travagliato, inoltre Geely ha deciso di dare una mano ad altre imprese in difficoltà, come Lifan, nota soprattutto per la tecnologia di sostituzione rapida delle batterie sui veicoli.

Secondo una interpretazione diretta Li sta cercando di risolvere il problema del sottoutilizzo dei propri impianti: in 10 città cinesi sarebbe in grado di produrre 3 milioni di veicoli. Ma lo scorso anno ne ha costruito circa 1,3 milioni. Ma c’è anche un’altra spiegazione più tortuosa dell’attivismo di Li.

Negli ultimi mesi Pechino ha cambiato atteggiamento verso i miliardari che la Cina in questo secolo ha espresso: il caso più clamoroso è stato il semaforo rosso ai progetti di Jack Ma nella finanza che hanno impedito la quotazione di Ant, una sorta di PayPal asiatica. Il fondatore di Alibaba potrebbe non essere stato l’ultimo esempio di imprenditore privato di successo punito perché troppo indipendente ed autonomo dai piani dei vertici del governo.

Sostenere imprese in difficoltà come Lifan o FaradayFuture vuol dire non solo cercare di risolvere i propri problemi di sovra-capacità, ma anche contribuire alla salute di aziende che in molti casi sono tenute a galla da iniezioni di liquidità e da investimenti di governi locali. È stato il caso di FaradayFuture e Lifan ma è stato il caso anche per imprese ora in crescita ma che hanno corso gravi rischi, come NIO. Le istituzioni nazionali e locali non gradiscono i casi come quello di Brilliance, impresa come noto traballante nonostante il sodalizio col gruppo BMW.

Li Shufu tessendo questa rete di alleanze sta facendo diventare il suo gruppo uno snodo indispensabile a tutti. Perché ottimo cliente ed alleato di gruppi della tecnologia come Baidu o Tencent. Ma anche un gruppo la cui buona salute è indispensabile alla tranquillità di molti governi locali, che ben difficilmente vorrebbero vedere un Li bersaglio di una campagna di moralizzazione che metta a rischio gli equilibri ed i bilanci di troppe città, province, regioni.

Poiché il dinamico Li non è tipo da non sfruttare una occasione, il contesto lo starebbe spingendo a creare perfino una nuova divisione del proprio gruppo, secondo l’agenzia Reuters, che sperimenterà nuove alternative di vendita e pianificazione collegati alle auto elettriche, ramo nel quale in Cina finora è stato un inseguitore piuttosto che un leader.

La controllata Lingling Technologies dovrebbe essere concentrata sullo sviluppo di opportunità collegate alla piattaforma SEA, e per iniziare a questa divisione dovrebbero passare i programmi collegati al primo modello realizzato, la Zero di Lynk & Co. che vedete nella foto di apertura.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Lynk & Co.