La Transizione Ecologica che incontri in autostrada

Parigi sblocca €100 milioni di aiuti fino al 40% degli oneri per avere rapidamente in servizio 440 postazioni di ricarica pubblica ad alta potenza sulla rete autostradale nazionale entro fine 2022

Chi si è chiesto a cosa possa servire un ministero della Transizione Ecologica piuttosto che uno incentrato sull’Ambiente, potrebbe trovare una risposta parziale in un caso che si sta affacciando oltre le Alpi, in Francia. Jean-Baptiste Djebbari nel ministero della Transizione Ecologica transalpina ha la delega ai trasporti. Nell’ambito del programma France Relance, che non ha bisogno di traduzione, Djebbari si sta occupando della rete di ricarica autostradale francese, molto in ritardo nell’infrastruttura necessaria ai veicoli a zero emissioni locali, anche se non tanto quanto la nostra.

Se la scorsa primavera l’esecutivo francese aveva promesso tra le altre iniziative riguardanti industria e mobilità sostenibile un programma molto ambizioso (quasi sicuramente troppo) per 100.000 colonnine tra urbane e non, in questi giorni a Parigi il ministero della Transizione Ecologica si è focalizzato sulle autostrade.

Oltralpe accanto alla crescita della rete privata Ionity (a costo elevato però per gli automobilisti che non usano veicoli di partner del network) nel 2020 c’è stato il tracollo dovuto a problemi tecnici della maggioranza delle 200 colonnine della rete Corri-door.

Oggi la rete autostradale francese prevede 140 aree di servizio con colonnine veloci o ultra-veloci: il governo ne vuole 440 entro il 1 gennaio 2023, pertanto ha mobilitato €100 milioni aiuti per incoraggiare gruppi dell’energia che hanno in sede pompe di carburante, autogrill, supermercati, alberghi per spingerli a creare nuove colonnine di ricarica.

Postazioni pubbliche di potenza elevata sui grandi assi viari sono la premessa ovvia per consentire di percorrere anche grandi distanze ad un parco auto che secondo le previsioni del ministero della Transizione Ecologica potrebbe arrivare nel 2022 a un milione di auto con la presa, tra elettrice pure e ibride ricaricabili.

Il contributo previsto da parte del pubblico a chi le realizzerà sarà in media del 30%, e ci sarà un ulteriore bonus del 10% per le prime 150 postazioni di ricarica ultimate, mirato a spingere gli interessati a mettere in linea quanto prima il maggior numero possibile di colonnine.

Il provvedimento tuttavia prende in considerazione anche aree di servizio dal traffico inferiore rispetto alla media. Ad esempio l’Autoroute Verte che dalla capitale si spinge attraverso il Nivernais ha certamente aree di servizio dai ricavi molto inferiori a quelli della Costa Azzurra.

Per questo caso è prevista una lista di aree a fallimento di mercato nelle quali gli installatori faticherebbero a recuperare l’investimento, pertanto il contributo sarà del 40%, ma con l’obbligo di installare almeno quattro colonnine, due delle quali con potenza di almeno 150 kW.

Il contributo diventa particolarmente interessante per un autogrill o una stazione di servizio se si considera che si potrà cumulare con contributi separatamente previsti dalla LOM (Loi d’Orientation des Mobilités) che prevede la copertura fino al 75% per la realizzazione di opere finalizzate a collegare infrastrutture alla rete elettrica.

Credito foto di apertura: AUTO21