Partenariato strategico tra Ford e Google

A partire dal 2023 tutte le auto americane avranno sistema operativo e sistemi Android e saranno collegate al cloud Google, che aiuterà a migliorare anche la manifattura e la filiera della fornitura Ford

A poche settimane di distanza da un accordo di ampio respiro tra General Motors e Microsoft, uno dei Big3 di Detroit e un grande gruppo della tecnologia tornano a fare notizia. Questa volta sono Ford Motor Co. e la divisione più nota di Alphabet: oggi hanno annunciato una collaborazione della durata di sei anni che porterà sulle auto dell’Ovale Blu i sistemi operativi Android, che finora erano apparsi solo sulle auto premium Volvo.

Milioni di veicoli della casa di Dearborn useranno quindi la tecnologia di Google per servizi come la sempre più diffusa (e invadente) connettività basata sul cloud, dopo essere state costruite con processi che saranno filtrati e magari aggiornati da sistemi e server su cui girano programmi di intelligenza artificiale del gruppo di Mountain View.

Per modernizzare il business della casa del Michigan il CEO Jim Farley pur essendo un car guy al 100% che non disdegna di guidare con profitto una Lola biposto in gare per auto storiche, dopo aver deciso di sterzare ancora più rapidamente verso il settore elettrico ora intende cambiare ancora di più l’auto per sfruttare i servizi cloud per far volare un business model guidato dai dati, riproponendo a molti altri potenziali clienti corporate combinazioni con una clientela che per molti anni ancora ci si figura costretta a stare in auto molte ore al giorno.

Ma la modernizzazione che passa del cloud, come hanno già sottolineato alcuni gruppi auto nel presentare nuove fabbriche iper-connesse, ad esempio Mercedes-Benz con la Factory 56 a Sindelfingen e General Motors con la Factory Zero in Michigan consentirà prima di tutto di modernizzare la manifattura e la catena della fornitura con i sistemi di machine learning a plasmare il modo di lavorare dell’organico e a monitorare ogni défaillance di una linea, con una sottintesa promessa di un traguardo di qualità non umana. Che sarebbe la benvenuta quando e se avremo conferma che con l’AI nelle fabbriche i richiami diventeranno un ricordo del passato.

Sfortunatamente durante la conferenza stampa con i media americani le due società non hanno discusso termini economici e dettagli dell’importante accordo: Farley in una intervista di pochi minuti fa alla TV finanziaria CNBC ha indicato che vale centinaia di milioni di dollari, senza essere più specifico.

Sappiamo in compenso che ingegneri, programmatori, tecnici dei due partner collaboreranno per una squadra comune già battezzata Team Upshift che collaborerà a sviluppare tecnologia e servizi data driven.

Ad esempio sviluppando di comune accordo app che aiuteranno la clientela a migliorare l’esperienza di acquisto del veicolo (un altro segnale di una casa che vuole vendere più auto online), oppure creando nuove offerte alla clientela basate sui dati. Stiamo forse parlando di proporre sconti da parte dei supermercati o centri commerciali collocati sulla strada dei pendolari, oppure qualcosa di molto più immaginifico?

Dovremo aspettare per scoprirlo, e dovremo aspettare il 2023 per vedere apparire sulle Ford di ogni mercato globale servizi come l’Assistant, ovviamente Google Maps e Google Play. Oggi sulle vetture americane il sistema di comunicazione e connettività è Sync, che è basato sul sistema operativo QNX dell’ex-regina dei palmari Blackberry, che continuerà ad essere la scelta fino a quando il passaggio non sarà ultimato.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Ford Motor Co.