L’IPO mette fretta ai piani globali di LG Energy Solution

I vertici del gruppo coreano delle batterie preparano un ampliamento complessivo della capacità a 260 GWh per il 2023, per non scontentare nessuno, da GM a Tesla

A poco più di un mese dallo spin-off da LG Chem, il secondo maggior produttore globale di celle LG Energy Solution prepara piani che sollecitano le economie di scala per migliorare la competitività nel confronto con l’altro grande gruppo leader nella fornitura di batterie per i veicoli elettrici CATL.

I siti in Asia, Europa e Stati Uniti saranno ampliati mentre si tende a massimizzarne l’efficienza, come avvenuto già lo scorso anno a fine estate nelle fabbriche della Slesia. LG Energy Solution ha tracciato un piano a medio termine, sottolineava la testata finanziaria Business Korea, per portare la produzione complessiva dei suoi cavalli di battaglia, le celle pouch e quelle cilindriche a capacità globali di rispettivamente circa 200 e 60 GWh per il 2023.

Le celle a sacchetto sono quelle che da tempo equipaggiano modelli dei gruppi GM, Hyundai, Renault e Volkswagen. Secondo le stime una capacità di quella portata equivarrebbe all’approvvigionamento di circa tre milioni di veicoli con celle pouch, mentre 60 GWh potrebbero bastare a poco meno di un milione di auto, in questo caso prendendo come riferimento gli ordini di Tesla (per la maggior parte in Cina) e di Lucid Motors che quest’anno sta avviando la linea della nuova Air.

Secondo i dati della società di consulenza coreana SNE Research da gennaio a novembre LG (allora Chem) aveva installato 26,4 GWh su veicoli contro i 28,1% di CATL, e l’azienda della penisola del Pacifico poteva contare su una quota di mercato del 22,6% grazie una crescita del 142% su base annua, mentre ai cinesi spettava il 24,1% del mercato auto globale.

Arrivare al traguardo del 2023 comporta dal 2021 al 2023 aggiungere ogni anno 140 GWh di capacità aggiuntiva per tre anni, considerando che ci sono anche le celle per impianti di accumulo e altri settori. Per la fabbrica di Wroclaw dai circa 40 GWh di fine 2020 è già previsto un ampliamento a circa 70 GWh nei prossimi anni, che aumenterebbe ancora considerevolmente considerate le prospettive più recenti. È tutt’altro che escluso infatti che l’Electro Pole che nei piani di Luca de Meo dovrà produrre celle per il gruppo Renault non possa avere come partner proprio LG Energy Solution.

A Nanchino, in Cina, il gruppo coreano passerà entro il 2023 da 15 GWh a 30 GWh. Per non perdere il passo della crescita che caratterizza Tesla nel primo mercato globale la produzione di celle cilindriche tra Cina e Corea passerà dagli attuali 20 GWh di capacità a 60 GWh. E poi c’è la crescita che riguarda gli Stati Uniti: la joint venture Ultium Cells con General Motors, che in Ohio produrrà celle quaternarie invece che le più diffuse ternarie nichel-cobalto-manganese: la quarta materia prima presente negli elettrodi positivi sarà l’alluminio.

A mettere fretta al presidente Kim Jong-hyun e ai suoi uomini c’è alle porte la possibilità molto concreta di un IPO alla borsa nazionale nella seconda parte del 2021. Secondo gli analisti specializzati, in questa fase in cui tutto quello che è innovazione nel settore automotive attira questo potrebbe tradursi in una quotazione al KOSPI da 10.000 miliardi di won, circa $10 miliardi.

Si tratterebbe di oltre il doppio di quanto ha fruttato l’IPO più riuscito finora in Corea del Sud, alla compagnia di assicurazioni Samsung Life nel 2010. Ma non è escluso che vista la frenesia globale per aziende e startup del settore elettrico e della tecnologia si finisca per optare per il Nasdaq.

Credito immagine di apertura: sito web LG Energy Solution