DUE RUOTE

Quell’anno coi motori freddi e i pedali caldi

Nel 2020 le vendite di moto sono riuscite a contenere il calo malgrado la crisi sanitaria, quelle di biciclette sono state travolgenti, e si fa sempre più largo l’elettrico a due ruote

Confindustria ANCMA non sembrava quasi credere ai proprio occhi, nell’inviare la nota stampa che riassume i numeri di un anno che per il settore delle due ruote, motorizzate o meno, ha dimostrato una grande tenuta in modo quasi inversamente proporzionale a quanto è stato negativo per le quattro ruote. Per le moto, il settore più a rischio tra le due ruote, il 2020 si è chiuso con un significativo recupero dei volumi persi a causa della pandemia: un immatricolato che ha immesso sul mercato 218.626 veicoli, contenendo il calo al 5,76%.

Ma passando alla nuova generazione di due ruote, l’associazione che dal 1914 rappresenta l’industria nazionale delle due ruote e la sua filiera scriveva oggi: “il 2020 ha dato una vera e propria scossa al mercato delle due ruote elettriche. Malgrado l’emergenza sanitaria e le difficoltà congiunturali, l’anno ha infatti chiuso con un incremento molto positivo che ha interessato tutti gli ambiti del settore. Confermano il loro straordinario successo le E-Bike che, secondo le ultime stime, potrebbero volare oltre un robusto +20% sul 2019, mentre le moto superano complessivamente, per la prima volta in Italia, i 10mila veicoli immatricolati, facendo segnare un convincente +84,5%”.

Nei veicoli a trazione elettrica, la crescita più significativa in termini percentuali dallo scorso anno è stata quella riguardante il mercato degli scooter con un + 268,8% (6.088 pezzi immatricolati), seguiti dalle moto vere e proprie con un +125,7% (377 veicoli) mentre i ciclomotori con 4.378 consegne hanno chiuso il 2020 +8,3%. Positivi anche i numeri dei quadricicli che, con 710 veicoli immatricolati, raggiungono un +10,5% rispetto al 2019.

Per quanto riguarda invece l’andamento delle biciclette a pedalata assistita dai primi dati elaborati emerge che il desiderio o la necessità di sport e di mobilità sostenibile ha indotto gli italiani ad acquistare oltre 40.000 unità in più vendute rispetto all’anno scorso, quando erano arrivate a 195.000. Tra i modelli più richiesti le E-mtbs, ma il boom è stato per quelle da città e da trekking che hanno rappresentato il 50% dei nuovi acquisti.

Il responsabile del gruppo veicoli elettrici della Confindustria ANCMA Gary Fabris ha commentato il fenomeno a cui abbiamo assistito, che ha fatto diventare così cool le due ruote rispetto alle quattro, collegandolo “in parte alle necessità emerse dalla pandemia di Covid-19, che hanno esaltato le peculiarità delle due ruote come la fruibilità, il distanziamento, la velocità assicurata negli spostamenti, la facilità di parcheggio e la sostenibilità, soprattutto in ambito urbano”.

La crescita del mercato è un impulso allo stato di salute dell’industria italiana del settore, chiamata oggi ad affrontare importanti sfide, che riguardano appunto la sostenibilità e la conversione tecnologica richiesta dalle istituzioni europee e nazionali.

“Il consolidamento di una filiera d’eccellenza Made in Italy nell’elettrico rappresenta non solo un elemento facilitatore di questo processo, ma può offrire opportunità occupazionali concrete e molto rilevanti, anche in relazione allo sviluppo interessante che l’elettrico sta avendo nei mercati esteri”, ha commentato Fabris.

Quasi una sconfessione anche logica, oltre che pratica, delle isterie a cui abbiamo assistito da parte chi contesta a priori misure e provvedimenti presi da molte amministrazioni per sostenere e favorire un settore dove l’industria nazionale dice ancora la sua nella manifattura globale, mentre purtroppo quella a quattro ruote è stata da tempo distanziata in Europa non solo da Germania e Francia ma da Spagna ed ex-paesi dell’Est.

Infatti oltre alle vendite si è assistito ad una impennata della produzione: ancora da quantificare nelle cifre definitive, ma che ha superato senza ombra di dubbio la produzione di E-Bike che nel 2019 a quota 213.000 aveva già saputo crescere del 209% rispetto all’anno precedente.

Le biciclette convenzionali prodotte nel 2019 erano state 2.625.000, con una variazione percentuale annua del 7%. A quelle cifre facevano riscontro vendite per circa 1.713.000 pezzi, che nel corso del 2020 hanno superato agevolmente i due milioni di unità per attestarsi a circa 2.150.000.

A breve termine, dopo le sospirate misure governative per il sostegno all’acquisto di moto e bici elettriche e la spinta impressa delle flotte e della mobilità condivisa, l’associazione si attende un ulteriore impulso grazie al rinnovo dell’ecobonus per moto, scooter, ciclomotori, tricicli e quadricicli a trazione elettrica, che prevede uno stanziamento di €150 milioni fino al 2026 per sostenere le vendite delle due ruote.

L’interesse degli italiani non si è nemmeno fatto scoraggiare da scivoloni come quello del click day, che ha visto nelle prime ventiquattro ore affollarsi circa 600.000 utilizzatori che alternativamente pazientavano e sgomitavano virtualmente per registrarsi ed ottenere il sospirato coupon al ritmo di 4.500 click al minuto, salvo rischiare di non trovare più il modello desiderato, vista l’esuberante domanda che ha caratterizzato la seconda parte del 2020.

Credito foto di apertura: ufficio stampa BMW Group