Guida alle fabbriche Stellantis già “vaccinate”

Azionisti FCA e PSA hanno approvato la fusione creando il quarto gruppo globale; ecco su quali fabbriche di auto con la presa John Elkann e Carlos Tavares possono già contare

Le agenzie di stampa che stanno oggi hanno seguito passo passo le conferme che gli azionisti di FCA e PSA hanno dato al varo della fusione che porterà alla nascita di Stellantis, sono anche leste a ricordare, oltre al potenziale del quarto gruppo auto globale, anche le sue magagne.

Una particolarmente critica è la sovra-capacità, un fattore che per essere chiari non riguarda solo le fabbriche europee: anzi, per la verità riguarda soprattutto l’Asia. Attualmente come noto nessun impianto FCA o PSA è dedicato esclusivamente a modelli elettrici, come già avviene invece a quelli di Zwickau e Dresda della rivale Volkswagen.

Le fabbriche che già rientrano in programmi Stellantis di modelli a zero emissioni sembrerebbero poter godere di maggior tranquillità rispetto alle altre: come se la mobilità elettrica fosse un “vaccino” contro i rischi che corre l’auto globale di questo terzo millennio. Anche se, come dimostra il caso di Flins, non sempre un futuro di sostenibilità vuol dire produrre a lungo termine auto elettriche (in questo caso i programmi saranno collegati all’economia circolare).

Abbiamo quindi ritenuto utile ricostruire in sintesi quali siano in Europa le fabbriche FCA e PSA che hanno già il loro presente collegato a modelli con la presa, oppure a produzioni future certe o ritenute affidabilmente tali. Certo una minoranza rispetto al totale di 147 che i due partner gestiscono su scala globale, dove assommano 15 marchi e poco più di 400.000 dipendenti.

Non siamo scesi in profondità sui siti che sempre più numerosi costruiscono modelli ibridi convenzionali o mild hybrid, considerando queste tecnologie-ponte, né sui furgoni elettrici, che hanno già in SEVEL Nord un punto di riferimento per il gruppo appena nato, oppure le celle di batterie, settore in cui PSA partecipa alla joint venture ACC con Total.

Cassino appare un punto interrogativo per Stellantis. Le linee di un marchio glorioso ma in difficoltà come l’attuale Alfa Romeo per Giulia, Giulietta e Stelvio non sono state abbastanza per coprire la capacità. Alle porte c’è l’arrivo del primo modello plug-in: il D-SUV Maserati Grecale che si presenta come interessante, anche se non da grandi numeri.

Melfi è stato uno dei primi siti del gruppo italo-americano ad ottenere una propria gamma con la presa, grazie all’avvio dei programmi delle versioni Jeep ibride ricaricabili basate sulla piattaforma Small Wide per Compass e Renegade, il cui esordio sui mercati non è passato inosservato.

Mirafiori è oggi soprattutto la casa della 500 elettrica: a Torino sono in 1.200 ad occuparsi di questo modello, con la prospettiva di arrivare fino a una capacità produttiva annua di 80.000 veicoli. Il sito sembra uno di quelli che meno avranno motivo di temere nell’immediato futuro.

Modena, versante Maserati, dovrà aspettare fino al 2022 per vedere una vettura al 100% elettrica nella versione “halo” della sportivissima MC20, mentre le Gran Turismo e Gran Cabrio del Tridente prodotte a Grugliasco già da quest’anno avranno a seguire anche una versione ibrida ricaricabile.

La fabbrica sul lato francese del Reno a Mulhouse è da tempo concentrata sulle berline: due di queste hanno ottenuto una versione con la presa che ne ha fatto salire le prestazioni rispetto a quelle convenzionali: DS7 Crossback E-Tense e di Peugeot 508 PSE, inseritesi subito nelle classifiche di vendita di settore, per lo meno in Francia. A queste si aggiungerà a fine 2021 o inizio 2022 anche una Peugeot 308 con propulsione ibrida ricaricabile, mentre per l’alternativa elettrica pura occorrerà attendere il 2023.

Poissy è la fabbrica PSA che da tempo ha fatto pratica con la piattaforma E-CMP per la DS3 Crossback E-Tense e da qualche settimana le ha affiancato il SUV Opel Mokka-e, già richiestissimo in Germania. A Poissy si è messa in moto in questi giorni anche la linea dell’ammiraglia DS9 E-Tense, che avrà una versione PHEV.

Pomigliano d’Arco da quest’anno avrà l’Alfa Romeo Tonale accanto alla produzione della inossidabile Panda, e il suo primo modello ibrido plug-in, quando la vettura del Biscione beneficerà di una versione analoga a quelle che dal 2020 caratterizzano già le Jeep prodotte nel sito di Melfi.

Rennes è forse il sito PSA meno legato all’elettrificazione: entrata in attività nel 1961, dal 2015 alla fabbrica di La Jannais sono destinati SUV sulla piattaforma EMP2: il Peugeot 5008 che recentemente ha avuto un restyling ma non una versione con la presa, e il C5 Aircross di Citroën, invece disponibile come plug-in.

Saragozza ha avuto come modello principale a tenerla occupata recentemente Opel Corsa, la cui linea si è avviata a ottobre 2019, e alla quale da inizio 2020 fa compagnia anche la versione elettrica pura della vettura tedesca basata sulla piattaforma francese E-CMP.

A metà dello scorso dicembre è stata completata nella nuova linea di Sochaux una Peugeot 3008, primo passo di un piano di rinnovamento chiamato Sochaux 2022, che porterà entro quella data il sito storico della famiglia Peugeot a rinnovarsi completamente: avrà una sola linea da 60 veicoli l’ora invece delle due precedenti. Nella rinnovata fabbrica della Franca Contea si potranno costruire fino a 400.000 veicoli l’anno. Peugeot 3008 e Opel Grandland X hanno già versioni ibride plug-in, a cui si aggiungeranno quelle di altri modelli prodotti in loco, mentre per il 2023 si mormora anche di un nuovo 3008 full electric sul futuro pianale EVMP.

La stella europea di Stellantis, se attribuiamo le stelle in base al contributo produttivo delle fabbriche di auto elettriche nel 2020 è sicuramente Trnava: in Slovacchia sono state prodotte circa 30.000 E-208. Nel sito inaugurato nel 2006, il più recente di PSA, le 208 marciano a pieno regime dal 2019 e a quelle convenzionali hanno fatto seguito le elettriche sui pianali E-CMP.

La fabbrica polacca FCA di Tychy proprio a fine 2020 ha avuto una missione a zero o quasi emissioni: dal 2022 sulla piattaforma PSA E-CMP vedremo il B-SUV Alfa Romeo, che si chiami o meno Brennero, oltre a modelli Jeep e Fiat. Non manca chi è convinto (ma non ne saremmo così sicuri) che anche la versione di produzione del concept elettrico Centoventi farà base in Slesia.

Vigo è stata la fabbrica spagnola che ha meglio resistito nell’era del Covid-19, costruendo 497.000 auto e registrando il suo secondo miglior anno di sempre. Sull’Atlantico si sono occupati anche del crossover Peugeot 2008 che dal 2020 ha una versione al 100% elettrica, e di un nuovo reparto di assemblaggio batterie che può produrre fino a 80.000 pacchi l’anno e inviandoli anche a Saragozza (per le Corsa-e) e a Madrid (per le E-C4).

Poco a sud di Madrid c’è Villaverde, una fabbrica che dopo 68 anni di storia, ha sfornato anche la prima elettrica pura: la Citroën E-C4 basata sulla piattaforma E-CMP. Nel primo anno di produzione del modello della marca francese ha prodotto circa il 15% di elettriche sul totale e punta al 20% per il 2021.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Groupe PSA