Enel X “sposa” la cinese che non ti aspetti

Il gruppo italiano stringe un accordo con la startup dell’auto elettrica WM Motor, che esporterà il suo SUV EX5, a partire dal Sudest asiatico e contando sulla rete Enel X

Nelle giornate precedenti il Natale non è passato inosservato che in Norvegia siano iniziate le prime consegne di SUV elettrici G3 prodotti dalla startup cinese Xpeng Motors. Alla vigilia di Natale però un’altra startup cinese delle auto elettriche, WM Motor, insieme ad Enel X ha annunciato (per il momento solo in mandarino, letto grazie a Google Translate) l’inizio di una collaborazione ad ampio raggio che accompagnerà i progetti rivolti all’export che l’azienda di Shanghai ha in programma.

WM Motor, in patria nota come Weima, conterà sul supporto della rete Enel X già estesa in 80 aree del globo per accelerare lo sviluppo e presentarsi alla clientela con un portafoglio completo di servizi connessi alla commercializzazione di veicoli elettrici. Il primo passo è previsto a breve termine: nel primo trimestre del 2021, con l’espansione della rete di vendita WM Motor nel Sudest Asiatico.

L’accordo è stato commentato entusiasticamente dai rispettivi numeri uno Freeman Shen e Francesco Venturini. Con questa alleanza Enel X “sposa” quella che Katrina Hamlin in una recente previsione per l’agenzia Reuters ha indicato potrebbe sorpassare le rivali nazionali molto più valutate in borsa (WM Motor si quoterà l’anno prossimo ma non in America).

L’accordo, il primo strategico con una casa auto cinese specializzata nelle auto elettriche per il gruppo italiano, arriva sulla scia di recenti passi compiuti da Enel X per essere presente in Asia, con i recenti annunci degli ingressi a Singapore ed in Cina, a partire da Shanghai.

Proprio lo sbarco di Enel X a Singapore contiene una premessa importante su un aspetto della collaborazione tra le due società. Oltre ai sistemi e software di ricarica necessari alla adeguata gestione di un’auto elettrica, la collaborazione riguarderà anche la tecnologia V2G (vehicle-to-grid).

Nella Penisola asiatica, Enel X è entrata nel mercato della demand response: il suo Virtual Power Plant supporterà il mercato nazionale dell’elettricità di Singapore allo scopo di migliorare la sicurezza e l’efficienza complessiva del sistema, oltre a permettere un risparmio per chi vi aderisce. Le competenze in questo settore sembrano una importante premessa alla futura possibilità di inserire veicoli elettrici opportunamente predisposti nei servizi di demand response alla rete.

Dal suo debutto nel settembre del 2018 le consegne totali del modello EX5 prodotto da WM Motor hanno superato le 40.000 unità. A novembre in patria Weima ha venduto 3.018 SUV elettrici EX5, quota record per la marca e il miglior risultato del gruppo delle startup cinesi che comprende anche NIO (ES6: 2.386) e Xpeng (P7: 2.732), preceduto solo dalle 4.646 One di Li Auto, che sono però SUV ibridi plug-in.

Dopo undici mesi del 2020 era arrivato a 19.648 il totale di veicoli elettrici puri consegnati dalla marca cinese il cui nome è talvolta occidentalizzato in Weltmeister (come dire campione del mondo in… tedesco). Un titolo che WM Motor vuole vincere con una strategia diversa da quella di Tesla o delle altre startup cinesi già quotate in borsa.

Al contrario delle rivali WM Motor ha puntato subito sul mercato di massa piuttosto che partire da quello premium. Una EX5 costa la metà di una Model 3, e la crescita costante della quota di mercato delle elettriche ha davanti ampia capacità da soddisfare, anche per l’export: fino a 250.000 unità l’anno.

Credito foto di apertura: ufficio stampa WM Motor