Lusso a idrogeno: la scommessa dalla Francia

Il giovane imprenditore Olivier Lombard affronta la borsa con la startup HMC, che ha come bandiera una berlina luxury fuel cell di cui vuole mostrarci il prototipo nel 2021

A tentare l’avventura della borsa quest’anno non sono state solo startup cinesi o spinoff di università: a Parigi, nel listino Access, la settimana scorsa è stata ammessa la divisione auto di HMC (Hydrogen Motive Company) un’azienda francese che ha come attuale biglietto da visita il progetto di una vettura fuel cell.

Alla guida di questo programma c’è Olivier Lombard: affermatosi giovanissimo come pilota di auto da competizione in gare endurance e legato a un progetto svizzero (GreenGT) che punta a schierarsi sulla griglia di partenza della 24 Ore di Le Mans del 2024 con una GT fuel cell.

L’idea si è estesa a una vettura stradale e a una marca fondata nel 2019. Lo scorso ottobre Hopium ha presentato il modello che vuole portare in produzione: la Māchina, vettura ambiziosa nei contenuti e sostenibile nelle emissioni.

Di certo il tempismo del ventinovenne Lombard è appropriato, visto che l’idrogeno si è inserito nel novero delle tecnologie green apprezzate dai vertici istituzionali fino al punto di meritarsi pianificazioni nazionali, come quella tedesca, italiana, eccetera, ma anche europee, visto che chi opererà nel settore avrà la possibilità e i vantaggi di inserirsi in progetti IPCEI, agevolati e finanziati con maggior generosità per il loro interesse strategico.

Malgrado sia ben noto che il guru dell’auto del 21° secolo Elon Musk abbia un’idiosincrasia per la tecnologia dell’idrogeno, chi come Lombard si propone di imitarlo almeno in parte, sembra convinto che per il momento in cui si propone di avviare la produzione in serie (nel primo semestre 2025) il problema più consistente del proporre a un cliente una vettura fuel cell, quello dell’infrastruttura di rifornimento, sarà molto meno spigoloso di quanto sia ora.

E che proprio in Francia il governo attraverso il ministro dell’Economia Bruno Le Maire abbia deciso di appoggiare il settore con €7 miliardi di finanziamenti non è un dettaglio. Pertanto l’idea di Hopium di inserirsi in un mercato di nicchia, ma comunque un mercato in mezzo a tante case generaliste e premium è un azzardo calcolato.

Che Lombard per trovare i finanziamenti per presentare il prossimo anno il suo prototipo e poi avviare la produzione abbia bisogno di convincere che l’azzardo sia, appunto, calcolato sembra essere il fulcro del futuro della Hopium Māchina.

Disegnata da Felix Godard, che ha trascorsi professionali in Porsche, Tesla e Lucid, sembra voler nascere per una clientela che abbia fatto il liceo con Bernard Arnault o François Pinault. Ma non promette solo stile: per attirare una clientela che dovrà essere in grado di pagare dai €120.000 in su anticipa la possibilità di sedere su una vettura da 500 cavalli, in grado di spingersi fino a 230 km/h dove è consentito e disporre di una autonomia di 1.000 chilometri, con il pieno di idrogeno possibile in 3 minuti, come su un’auto convenzionale.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Hopium