Il futuro Alpine sterza verso la piattaforma CMF-EV

Secondo la stampa transalpina lo stesso direttore della tecnica del gruppo Renault Gilles Le Borgne spinge per sportive che condividano i pianali di Mégane e Nissan Ariya

Il 14 gennaio forse non sarà la prima e più eclatante notizia del piano che Luca De Meo esporrà per delineare il futuro rivoluzionario Renault durante l’evento battezzato Renaulution. Ma il futuro che aspetta un marchio nostalgico ed iconico come Alpine, pur non suscettibile dei grandi volumi di una Renault Zoe o di una Tesla Model 3, interessa gli appassionati e non solo quelli francesi né quelli di Formula 1, dove il marchio rappresenterà il gruppo.

Secondo il diffuso periodico transalpino Auto Plus Alpine sembra destinata a un futuro matrimonio con quella piattaforma CMF-EV che è fondamentale per molti altri modelli dell’Alleanza franco-giapponese. E a lavorarci sarebbe anche lo stesso Gilles Le Borgne, non solo direttore della tecnologia del gruppo di Boulogne-Billancourt, ma l’ingegnere che nel suo periodo PSA ha contribuito in modo decisivo a gettare le basi per una flotta che quest’anno Carlos Tavares constaterà essere in linea con le norme sulle emissioni europee.

I pianali CMF-EV sono quelli che saranno nascosti sotto alle elettriche Nissan Ariya in arrivo anche in Italia a fine primavera e alle Renault Megane derivate dal convincente concept Mégane EVision presentato lo scorso ottobre. La fascia entro la quale si possono sfruttare le caratteristiche della piattaforma è quelle comprese tra 4 e 4,70 metri, ovvero dimensioni da Segmento C che è quello che preme di più al gruppo francese.

Per un marchio improntato non solo alla nostalgia ma alle prestazioni come Alpine il punto interrogativo riguarda l’impatto del pacco batterie sul peso complessivo. Per il concept Mégane accreditato di 217 cavalli e di una batteria con capacità di 60 kWh era indicato un peso di 1.650 chili, ovvero 550 chili più di quelli riportati nella scheda dell’Alpine A100, che di cavalli ne ha 252.

Gli obiettivi di prezzo ragionevolmente previsti probabilmente non faranno prendere in considerazione l’ipotesi di risparmiare sul peso optando per telai in carbonio, come avvenuto invece nell’ambito dell’Alleanza per il modello halo Nissan Leaf Nismo RC, accreditata di una accelerazione 0-100 km/h in 3,4 secondi grazie sì a 326 cavalli ma soprattutto a un peso limitato a 1.220 chili.

Che cosa resta dunque come alternativa per la generazione di Alpine del futuro? Le soluzioni che mirano alla riduzione di peso per marchi rivali nel settore dei veicoli elettrici sportivi passano per l’architettura del sistema elettrico, con impianti a 800 o perfino 900 volt.

In alternativa potremmo pensare alla stessa progettazione della batteria. E in questo campo è inevitabile notare come Renault per le sue elettriche attuali abbia una collaborazione in essere di lunga data con LG Chem. Lo scorso novembre la stampa specializzata coreana ha rivelato come la società, che dal 1 dicembre si chiama LG Energy Solution, abbia avviato gli studi su schemi privi di moduli per contenere le celle, risparmiando peso e accrescendo la densità di energia.

Un cammino che dovrebbe accompagnarsi alla presenza di sistemi BMS di gestione della batteria del tutto wireless, il che consentirà altro risparmio di componenti. Non potrebbe esserci momento migliore per iniziare a progettare modelli elettrici sportivi di questo, per la piccola ma gloriosa marca di Dieppe.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Renault Italia