Il 2020 non ha lasciato al buio il Microlino 2.0

Il veicolo della svizzera Micro Mobility Systems (ma che nascerà in Piemonte) si avvicina alla produzione di serie coi primi cinque prototipi alle porte e la commercializzazione vicina

Con la fine dell’anno caratterizzato dalla crisi sanitaria, la svizzera Micro Mobility Systems ci tiene a sottolineare che i progetti di avvio della produzione del suo Microlino 2.0 sono confermati. Via dunque a inizio 2021 alla produzione dei primi cinque prototipi completi.

Questo modello elettrico ultra-compatto, che ha fatto significativi passi avanti dal Microlino 1.0, è realizzato in collaborazione con CECOMP, gruppo torinese che nell’ambito dei veicoli elettrici molti ricorderanno come protagonista della produzione delle citycar del gruppo francese Bolloré.

Nella versione Microlino 2.0, il cui primo prototipo è già sottoposto alle “torture” del caso, i progettisti assicurano si troverà migliorata maneggevolezza, una ergonomia superiore e anche una possibilità di interventi di riparazione agevolata rispetto alla prima versione, il genere di cose che facilitano la produzione in ampi volumi.

L’aria di famiglia Anni ’50 resta nella forma a goccia, ma certo una simpaticissima Isetta non è il veicolo che assoceremmo alla presenza di luci orizzontali LED, che saranno presenti sia anteriormente che posteriormente. Secondo Micro Mobility il Microlino di serie sarà il primo modello della categoria L7e a presentare questo tipo di illuminotecnica.

Micro Mobility ha anche apportato una modifica al cruscotto presentato la scorsa primavera in un lancio virtuale dovuto alla cancellazione del Salone Auto di Ginevra. L’impostazione minimalista rimane, ma nella versione di serie farà la sua comparsa anche un touch screen centrale oltre a quello dietro al volante. Aggiornato anche il selettore delle marce.

Il telaio misto acciaio e alluminio, nella parte posteriore è stato allargato per consentire di installare uno schema di sospensioni a ruote indipendenti. Micro Mobility ha anche deciso che le batterie del suo primo modello di produzione dovranno avere celle con catodi NMC (nichel-manganese-cobalto) a maggiore densità di energia, con scelta tra capacità di 8 e 14,4 kWh, al fine di contenere gli ingombri del pacco inserito nel pianale e liberare più spazio per gli interni.

Questa caratteristica, inoltre, consentirà di confermare l’autonomia massima di 200 chilometri malgrado un motore elettrico da 11 kW, più potente rispetto al Microlino 1.0. Il prezzo dell’ordine dei €12.000 risulta confermato.

Microlino 2.0 è un quadriciclo categoria L7E, ha due posti e peserà soltanto 513 chilogrammi (credito foto: sito web Micro Mobility Systems AG)
Credito foto di apertura: sito web Micro Mobility Systems AG