Comunque vada sarà un (inaspettato) successo

L’anno della crisi sanitaria è anche quello in cui si sono vendute in un mese tante auto elettriche quanto in tutto il 2018: uno sguardo in anteprima sulle cifre a sorpresa del 2020

Gli anni di crisi non si ricordano mai volentieri, ma sappiamo già che quella del 2020 sarà diversa da tutte le precedenti, non fosse altro perché ha accelerato e non ritardato la spinta e la rotta verso la sostenibilità. Nel settore dell’auto elettrica italiana mancano un paio di settimane ai dati finali del 2020, ma anche se terminasse con le cifre di undici mesi il bilancio sarebbe in attivo.

A guardarlo con una prospettiva che abbracci più anni, il solo mese di novembre rispecchiava un totale dei 4.810 immatricolazioni di elettriche pure, in pratica quante ne erano state vendute nell’intero 2018 o quasi, un anno che aveva superato di poco le 5.000 unità. A guardare le 25.271 elettriche pure vendute in 11 mesi in Italia pare di sognare paragonandole alle poco più di 10.000 dell’anno precedente.

Pensando alle cifre degli anni passati e a quella finale che potrebbe sfiorare i 30.000 a fine dicembre, si nota come anche i più ottimisti tra gli esperti che AUTO21 aveva consultato per le previsioni 2020 non lo erano stati abbastanza (la media della previsione era di 17.415, superata lo scorso ottobre).

N.B. le cifre del 2020 sono relative ai primi 11 mesi (credito grafico: AUTO21, fonte dati: UNRAE)

Una particolarità dell’Italia rispetto ai mercati principali d’Europa, in particolare Germania e Francia, sembra essere la tenuta delle elettriche pure rispetto alle ibride ricaricabili. Oltralpe o nella Repubblica Federale il sorpasso è già avvenuto, mentre nello Stivale i modelli BEV arrivati a quota 25.271 dopo undici mesi con ogni probabilità resteranno leader nel gradimento coi modelli con la presa rispetto alle ibride plug-in, a quota 21.021 dopo undici mesi.

Interessante anche la sfida per il primato tra le case e quella per il modello più graditi a pubblico e aziende. La classifica 2020 vedrà probabilmente lo stesso podio del 2019 ma con posizioni rimescolate: Renault Zoe è favoritissima a salire col gradino più alto, visto che dopo 11 mesi ha consegnato 4.310 unità e gode di circa 1.000 posizioni di vantaggio sulla Smart Fortwo prima lo scorso anno. Terzo posto confermato, sembra, per Tesla Model 3.

Nel grafico a torta sono indicare nell’ordine la casa automobilistica, le consegne di elettriche pure nei primi 11 mesi del 2020 e la quota relativa sul mercato di settore (credito grafico: AUTO21, fonte dati: UNRAE)

Tra le case la sfida è più aperta, visto che dopo 11 mesi Renault conduce con 4.808 immatricolazioni davanti a Smart, con 4.719. Terzo posto per Volkswagen ma non tanto grazie alle prime consegne dell’iconica ID3 quanto alla inossidabile Golf in versione elettrica e soprattutto alla citycar E-Up!. Tesla sembra destinata a confermare il quarto posto, visto che al costante gradimento per la Model 3 non fa eco una performance altrettanto brillante dei veicoli luxury Model X e Model S.

Il grafico mostra in rosso la proporzione delle immatricolazioni del 2020 rispetto alle consegne dell’ultimo quinquennio per le case con le migliori cifre di vendita di auto elettriche pure (credito grafico AUTO21, fonte dati: UNRAE).

Un aspetto interessante della sfida tra le case che propongono modelli elettrici è anche quella relativa alla presenza nel parco circolante nazionale. Se guardiamo all’ultimo lustro, notiamo che con le consegne di dicembre possiamo ritenere che sia Smart sia Renault siano in grado di superare la soglia delle 10.000 auto elettriche pure in marcia sulle strade italiane.

Una quota che con questi ritmi di crescita e l’affinamento di nuovi incentivi (come i sussidi a chi ha redditi ISEE limitati per l’acquisto di vetture con prezzo fino a €36.000 IVA inclusa) potrebbero portare altre case a raggiungere quella quota nel 2021, a cominciare dalle meglio piazzate Tesla, Nissan e Volkswagen.

Credito grafico di apertura: AUTO21; fonte dati: UNRAE