GAC Aion inizia i test di batterie potenziate al grafene

La divisione del gruppo cinese GAC proverà entro fine 2020 sui modelli elettrici S e V le nuove celle puntando al traguardo di ricariche di energia in soli otto minuti

Guangzhou Automobile Group inizierà i test di batterie al grafene già entro la fine dell’anno, secondo quanto riferisce l’edizione inglese della testata di Shanghai Yicai Global che cita il gruppo auto. I test devono accertare che le batterie, da cui ci si attende che abbiano la caratteristica di tollerare molto bene cariche ultra-veloci, siano pronte per la produzione di massa.

Ad essere equipaggiati con queste batterie, realizzate in collaborazione con la nuova divisione Guangzhou Juwan e le cui celle conterranno quote non meglio precisate di grafene, saranno modelli GAC Aion prodotti dalla divisione specializzata nei veicoli a zero emissioni locali, e di particolare successo nel gradimento del pubblico fin dall’uscita del tipo S, seguito da poco dal modello V.

Nei primi undici mesi del 2020 di Aion S ne sono state vendute oltre 40.000 (con una crescita del 67% rispetto all’anno precedente) e oltre 5.000 il mese scorso (+20% rispetto al 2019). L’Aion S, finora la terza elettrica più venduta in Cina, da pochi mesi è disponibile anche con pacco batterie interamente sostituibile in meno di due minuti: una soluzione particolarmente gradita ai taxisti che ne possono disporre, grazie all’infrastruttura della società Aulton.

Ai taxisti che hanno particolare fretta nel traffico delle metropoli asiatiche e non solo a loro probabilmente interesseranno molto anche le batterie al grafene, di cui la scorsa primavera il gruppo GAC aveva rivelato l’esistenza anticipando la possibilità di ricaricare le celle all’85% della capacità in appena otto minuti.

Il gruppo del Sud della Cina lavora su questo materiale dal 2014, e vanta un certo numero di brevetti sia per quanto riguarda il grafene nelle celle in sento stretto, sia per la sua sintesi e per il settore dei supercondensatori.

La maggior parte degli studi recenti sul grafene si è concentrata sull’impiego negli anodi, anche se non mancano ricerche sugli elettroliti. La ricerca forse più nota risale a cinque anni fa e vedeva coinvolto anche il produttore di batterie coreano Samsung SDI, arrivata ad identificare molecole grafene-silicio in grado di rivestire coi loro strati catodi realizzati con base nichel ed anodi in grafite, aumentando la capacità del 45% e rendendo la velocità di ricarica cinque volte più veloce.

Credito foto di apertura: sito web GAC Aion