Fine del braccio di ferro, via ai bracci dei robot

Il Consiglio di Sorveglianza di Wolfsburg conferma il sostegno ad Herbert Diess, che ora potrà far galoppare Volkswagen verso digitalizzazione ed elettrificazione

Una nota ufficiale da Wolfsburg ha confermato che Herbert Diess resterà CEO del gruppo fino alla sua scadenza del contratto prevista a primavera 2023. Il manager ha ritirato la precedente richiesta al Consiglio di Sorveglianza del gruppo Volkswagen di prolungare l’accordo oltre quella data, come segno di conciliazione dopo che alcune sue richieste su figure-chiave del board sono state accolte.

Oggi la risposta degli investitori era positiva, col titolo in crescita, a conferma che la spinta a tratti brutale impressa da Diess alla trasformazione del grande gruppo nel leader dell’auto elettrica globale piace, mentre chi faceva più resistenza sembra aver dovuto abbassare il tiro, dopo aver quasi costretto la guida dell’ex-auto del popolo a farsi da parte nel corso di una turbolenta estate.

Il Consiglio di Sorveglianza non solo ha confermato gli obiettivi della strategia Together 2025+, ma in particolare ha validato il supporto all’amministratore delegato nel correre, più che nel viaggiare, verso auto elettrica e digitalizzazione.

Per questo Diess ha ottenuto che nel board sia creato un nuovo dipartimento che sarà trasversale al gruppo battezzato „Technik“, che avrà nei prossimi tre anni alla guida Thomas Schmall, oggi CEO della divisione Volkswagen Group Components.

Se negli Anni ’90 o ’80 a capo della tecnologia sarebbe stato scelto un motorista o un esperto di telai, ora il posto va a chi si occupa già di batterie, delle materie prime che non devono mancare ai fornitori di celle, ma anche dell’infrastruttura di ricarica inclusi i wallbox per i garage dei clienti, e di altri dettagli come gli accordi per avere nuovi clienti per partenariati che abbiano al centro la piattaforma modulare MEB, o magari un giorno perfino quella PPE.

Un altro successo di Diess è stata la designazione del responsabile della finanza Audi Arno Antlitz alla stessa posizione per l’intero gruppo a partire dal giugno 2021. Antlitz si dedicherà a 360° a ricercare nuove efficienze per il gruppo, come farà il prossimo capo degli acquisti Murat Aksel, un ennesimo top manager di Wolfsburg che condividerà con Diess la precedente formazione in BMW.

Entro il primo trimestre Consigli di Fabbrica e manager cercheranno l’accordo su una piattaforma che intende mirare a ridurre i costi fissi del 5%. Nel corso di 2021 e 2022 il traguardo di riduzione dei costi materiali sarà inoltre collocato al 7%.

Il supporto esplicito offerto dal Consiglio di Sorveglianza e dalla famiglie Porsche e Piëch a Diess non significa che quello che veniva identificato come principale oppositore, ovvero Bernd Osterloh, a capo dei Consigli di Fabbrica, non abbia ottenuto nulla. Al contrario è riuscito a far approvare una delle sue richieste periodiche di aggiungere anche il sito di Wolfsburg a quelli già designati di Zwickau, Emden ed Hannover per la produzione di auto elettriche.

A Wolfsburg toccherà una linea di produzione di un modello Volkswagen (forse una ammiraglia) che sarà un esempio di automazione e digitalizzazione. Probabilmente Osterloh aveva in mente la rivale Daimler e la Factory 56 di Sindelfingen, ma vista la rivalità nazionale la nota ha preferito far riferimento a un progetto simile all’Artemis sviluppata da Audi e diretta da Alexander Hitzinger, che riguarderà anche le case Porsche e Bentley.

Il Consiglio ha anche deciso che Lamborghini e Ducati resteranno sotto l’ombrello di Wolfsburg e, considerato che il dinamico Stephan Winkelmann è tornato alla guida di Sant’Agata Bolognese dallo scorso primo dicembre, non ci stupiremmo se il lavoro della divisione Artemis nel prossimo futuro iniziasse a riguardare anche il Toro.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Volkswagen AG