Zoom ottimistico sul futuro dalla European Battery Alliance

L’Unione Europea può raggiungere l’autosufficienza nella produzione di celle per le batterie necessarie alle sue fabbriche di auto elettriche entro il 2025, è il messaggio della conferenza dell’associazione

Secondo il vicepresidente della Commissione Europea Maros Sefcovic, l’Unione potrebbe raggiungere a metà di questa decade l’autosufficienza nella produzione di celle necessarie ad alimentare le batterie della flotta di veicoli elettrici che sta gradualmente popolando le strade del Vecchio Continente.

La previsione era contenuta nell’ultimo discorso ufficiale pronunciato da Sefcovic, e corrisponderebbe a un passo importante nel percorso continentale verso il raggiungimento entro il 2050 della neutralità dal punto di vista dell’impatto sul clima, a cui l’Unione Europea vuole contribuire agevolando e promuovendo la produzione locale di quelli che sono i pilastri dei settori verdi, oltre alle batterie la filiera dell’idrogeno per i trasporti e l’energia e la siderurgia a basso impatto di emissioni.

“Confido che entro il 2025 la UE sarà in grado di produrre abbastanza celle di batterie per corrispondere ai bisogni del settore auto europeo, e anche di costituire una quota per l’export” ha detto Sefcovic durante la conferenza online della European Battery Alliance, associazione creata solo nel 2017.

Oggi come noto l’Asia è leader in questo settore, con la Cina che da sola arriva all’80% della capacità. Ma l’Europa si nuove sempre più rapidamente e gli stessi gruppi asiatici guardando ad impianti in Europa, come SVolt in Germania e Panasonic in Scandinavia.

Da tempo Sefcovic si sta spendendo di concerto con le istituzioni trans-nazionali e nazionali ad assicurare un panorama che non guardi solo al profilo dell’industrializazione ma anche a quello della sostenibilità. Una posizione che Sefcovic ha ribadito in una intervista a Euractiv lo scorso ottobre. In Europa l’obiettivo sarà avere le batterie più verdi del pianeta. Attraverso norme rigorose e, se necessario, barriere tariffarie che riguarderanno le celle e i componenti ma anche precursori e materie prime.

“Anche se estraiamo litio, attualmente dobbiamo trasportarlo in Cina per la raffinazione, e questo gli conferisce una impronta sul clima meno attraente per consumatori che, ad esempio, pensano di acquistare un’auto elettrica”, aveva commentato. Creare una filiera completa sarà quindi fondamentale per le prospettive dell’industria sostenibile continentale.

Secondo il vicepresidente slovacco entro il 2025 i siti produttivi saranno in grado di produrre abbastanza celle per le batterie di 6 milioni di veicoli elettrici. Fondamentale per il mettersi in moto del settore è stato lo strumento IPCEI: rendere il settore prioritario secondo le norme sottraendolo all’eventualità di ricevere aiuti pubblici che fanno scattare multe.

Il primo progetto IPCEI guidato dalla Francia ha coinvolto 7 nazioni e 17 aziende (ed ha per leader PSA e Total/SAFT) e può contare su €3,2 miliardi di contributi a fondo perduto che stanno mettendo in moto €5 miliardi di investimenti privati. Il secondo programma IPCEI ha alla guida la Germania e coinvolgerà 12 stati membri e circa 50 aziende.

Non collegati direttamente ai due progetti ci sono ormai notizie di investimenti quasi quotidiane per supportare le filiere: ultimo dei quali la conferma da BASF dell’apertura di un sito tedesco per lavorare i precursori dei materiali attivi dei catodi provenienti dalla fabbrica dello stesso gruppo con sede in Finlandia.

Movimento che vuol essere in grado di rispondere a una domanda di veicoli a basse o zero emissioni che per il 2025 la Commissione prevede possa attestarsi a13 milioni di unità. Dentro al New Generation Fund reso indispensabile dalla crisi sanitaria, una parte dei €750 miliardi di dotazione sembra fatta su misura per consentire a progetti indispensabili alla futura competitività europea di non arenarsi nella fase del finanziamento. E per una quota sembra sempre più probabile che possa facilitare il rilancio della disponibilità di materie prime con patente di sostenibilità.

Credito foto di apertura: ufficio stampa European Commission – Audiovisual Service