7 giorni di notizie su auto elettriche, mobilità, innovazione: 15 – 21 novembre

LA NOTIZIA PIÙ LETTA QUESTA SETTIMANA SU AUTO21:

“Panasonic pensa allo sbarco in Scandinavia”
(18 novembre)
Il gruppo giapponese sembra molto attratto dall’energia rinnovabile disponibile in Norvegia: vorrebbe aprire là una Gigafactory con Norsk Hydro ed Equinor
— Una nota congiunta Panasonic, Equinor e Norsk Hydro ha rivelato la firma di un accordo di programma che darà tempo fino all’inizio della prossima estate al gruppo giapponese e ai partner scandinavi per esplorare le opportunità di una produzione di batterie verdi agli ioni di litio in Norvegia.
Nel paese che in passato doveva una quota rilevante del proprio PIL a petrolio e gas del mare del Nord (in parte estratti proprio da Equinor) gli investimenti nelle rinnovabili e nella mobilità sostenibile hanno spinto il settore auto verso il 60% delle vendite, mentre le auto convenzionali non potranno più essere messe in vendita oltre il 2025.

QUESTA SETTIMANA CI È PIACIUTO SCRIVERE:

Le notizie di progetti di case di auto elettriche cinesi che vogliono tentare la via dell’export in Europa si susseguono e intimoriscono. Ma nello stesso mercato cinese i gruppi auto perdono stabilmente quote di mercato rispetto a rivali tedeschi e giapponesi. Il timore giustificato per il futuro del settore non sembra quello che l’Europa sia invasa da Huawei a quattro ruote, caso mai da iPhone a quattro ruote: veicoli di gruppi occidentali costruiti in Asia. (credito foto: ufficio stampa Xiaopeng Motors)

“La grande muraglia che non fa uscire l’auto cinese”
(16 novembre)
Alcune case cinesi, specie startup dell’auto elettrica, guardano all’export in Europa. Ma in Cina sono i marchi esteri a mettere ancora in difficoltà quelli nazionali
—  In questo 2020 si allunga l’elenco di marchi cinesi poco o molto conosciuti che si propongono di vendere in Europa auto, specie elettriche. Di BYD da tempo si sapeva che dopo il lancio del suo modello più ambizioso, quella Han di cui sono stati già costruiti 20.000 esemplari, avrebbe saggiato il terreno. Startup cinesi come Aiways la scorsa estate e nel corso dell’autunno Xpeng e soprattutto NIO hanno confermato le ambizioni di export.

QUESTA SETTIMANA CI È PIACIUTO LEGGERE:

L’Economist ha messo a fuoco cosa ci aspetta per l’anno prossimo, anche per quanto riguarda i trasporti e la mobilità: “l’uso dei trasporti pubblici ad agosto, quando i casi di Covid-19 erano precipitati dai loro picchi precedenti, è rimasto del 40% al di sotto del livelli di norma pre-pandemia. Questo suggerisce che nel 2021, fino a quando il virus resta una minaccia, la gente preferirà ancora spostarsi in modo indipendente, malgrado gli sforzi di rendere il trasporto pubblico più sicuro promuovendo l’uso di mascherine”. Ma la testata non prevede un riscatto dell’auto: piuttosto un futuro roseo per le due ruote. (credito foto: ufficio stampa BMW Group).

“The pandemic is changing urban-transport patterns”
(The Economist)
People are getting on their bikes (and scooters).

Credito foto di apertura: ufficio stampa Nissan Italia