Una crisi che non tiene a distanza le prese

Emob, festival italiano della e-mobility è in pieno svolgimento all’insegna della partecipazione virtuale e conferma i progressi verso un futuro sostenibile

La giornata istituzionale di Emob, festival della mobilità sostenibile in corso per tre giorni in modalità virtuale, è stata sintetizzata in modo emblematico da Alessandra Todde, sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico: “C’è la necessità di costruire un sistema, dove imprese e istituzioni cooperano per accelerare la transizione verso la mobilità elettrica, sia dei veicoli privati, sia del trasporto pubblico”.

Un festival che andrà avanti fino a domani ed è iniziato coi saluti di Giancarlo Morandi, presidente di Cobat, che ha sottolineato la rilevanza del settore della mobilità in Europa che, per la sola industria dell’auto, occupa più di 16 milioni di persone.

Joost Flamand, ambasciatore dei Paesi Bassi in Italia ha ricordato come la sfida alla de-carbonizzazione si vinca uniti, ad esempio attraverso la fattiva collaborazione con l’Italia in termini di conoscenza e best practice.

Interessanti gli ambiziosi obiettivi dell’Olanda su emissioni di CO2 e mobilità: ridurre del 49% i gas serra entro il 2030 e diventare carbon neutral nel 2050, nonché confermarsi entro il 2030 leader nel settore della ricarica grazie a 1,8 milioni punti pubblici per 1,9 milioni di auto elettriche. Anche dai Paesi Bassi arriva conferma che la crisi sanitaria e i suoi effetti accentuano, non bloccano, la transizione verso veicoli ed infrastruttura che supportano la sostenibilità

L’esigenza di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e promuovere la mobilità elettrica per garantire ai cittadini aria salubre è arrivata anche da Claudia Terzi, assessore alla mobilità di Regione Lombardia, che ha ricordato l’impegno dell’amministrazione regionale su più fronti, quali lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica pubblica, il supporto per l’installazione di colonnine domestiche, le agevolazioni per la sostituzione dei mezzi inquinanti e il coordinamento con le Regioni del bacino padano per creare itinerari elettrici.

A vivacizzare la tavola rotonda moderata da Camillo Piazza, coordinatore di e_mob, hanno contribuito Renato Mazzoncini (AD A2A), Arrigo Giana (direttore generale ATM), Paolo Martini (AD Be Charge), Stefano Venier (amministratore delegato Gruppo Hera), Massimo Quaglini (AD Edison Energia), Francesco Venturini (AD Enel X) e a rappresentare le case automobilistiche Roberto Di Stefano (Head of e-Mobility EMEA Region in FCA) e Andrea Crespi (direttore generale di Hyundai Italia).

Condivisa la consapevolezza che la strada dell’elettrico sia irreversibile, per le norme internazionali e per le esigenze di tutela ambientale e della salute. Un percorso impegnativo considerata la quota odierna del 92% dei trasporti oggi alimentati da combustibili fossili.

Ma fino a pochi anni fa in Italia le auto elettriche erano una curiosità senza presenza di mercato e la rete di ricarica quasi inesistente, mentre oggi è possibile viaggiare in tutta Italia e oltre grazie a una rete che, solo considerando l’infrastruttura Enel X, conta più di 13.000 punti di ricarica.

Scogli restano: come l’accessibilità economica. La costante riduzione del costo delle batterie porterà nel 2025 a modelli di auto elettriche con listini in linea con le tradizionali; forse prima, secondo la speranza del responsabile FCA. Altri benefici auspicati sono la riduzione dei costi di ricarica pubblica, possibilmente con tariffe di poco superiori a quelli per il “rifornimento” domestico, che oggi si aggira sui €0,20-0,25 a kWh.

Importate è inoltre cambiare la visione dell’opinione pubblica sulla mobilità elettrica, associata ancora a disservizi e difficoltà. In realtà, per oltre il 90% degli spostamenti le moderne auto con autonomie di circa 500 chilometri WLTP non comportano particolari ostacoli, grazie anche alle onnipresenti app.

La nota dolente rimane la ricarica che, seppur sufficiente in relazione alle attuali vetture circolanti, necessita di uno sviluppo deciso per fare fronte alla domanda prevista in futuro. In tale contesto è emersa l’importanza di facilitare la diffusione della ricarica domestica e condominiale, ancora gravata da difficoltà burocratiche, dalla carenza degli impianti elettrici delle abitazioni e da altri limiti. Non è un limite invece per il sistema elettrico nazionale, visto che questo settore con una gestione smart può evitare picchi di domanda di elettricità.

Si richiede altresì l’accelerazione della rete di ricarica pubblica, in particolare con colonnine veloci (con potenza oltre 50 kW) e ultra veloci (350 kW) sui principali assi viari, autostrade comprese, ma anche in aree metropolitane, dove gli utenti delle zone a maggiore densità abitativa potrebbero avere problemi di disponibilità.

La richiesta più rilevante emersa da Emob è avere dalle istituzioni programmazione univoca per la mobilità elettrica, che sia di indirizzo per le pubbliche amministrazioni e le imprese del settore. In particolare, si chiede di omogeneizzare e semplificare la procedura di richiesta a Comuni ed enti locali per l’installazione di colonnine, iter che oggi può richiedere numerosi mesi.

Un’attività di coordinamento che potrebbe essere concretamente attuata dall’Anci, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, con la realizzazione di un protocollo unico che permetta di accorciare i tempi delle pratiche burocratiche e consenta a chi realizza le infrastrutture di contare su procedure univoche in tutto il Paese. Di fatto, si chiede alle istituzioni una strategia a medio e lungo termine per pianificare la transizione nel modo più efficace possibile.

È inoltre condivisa la richiesta di avere incentivi univoci su tutto il territorio, mentre oggi le agevolazioni offerte da Comuni e Regioni vanno a creare delle differenze che non sempre sono giustificate dalle reali esigenze del territorio e creano molta confusione tra gli utenti e gli addetti al settore. Viceversa, sarebbe preferibile avere un’unica fonte di erogazione di contributi, meglio se a livello nazionale, per renderne facile la comprensione.

Per contro, gli enti locali si potrebbero concentrare su altri fronti, come sull’erogazione di incentivi a determinate categorie (ad esempio i tassisti) o nella definizione della rete di ricarica locale. Una visione, naturalmente, che richiede una maggiore collaborazione tra istituzioni statali, Regioni e Comuni.

L’accordo è unanime anche sulla filosofia da seguire per la transizione tecnologica: la necessità di un’alleanza tra istituzioni, aziende e associazioni per perseguire congiuntamente l’obiettivo verso la de-carbonizzazione. Un’idea, quella della collaborazione tra le diverse realtà nazionali, che è alla base di Emob fin dalla sua nascita e che sfocerà, come nelle passate edizioni della rassegna, in un documento condiviso da consegnare ai decisori politici con tutte le proposte emerse nella tavola rotonda.

Il messaggio più chiaro emerso dal convegno inaugurale dell’edizione 2020 di Emob è che la mobilità elettrica è un’opportunità preziosa non soltanto per il settore dell’auto e delle infrastrutture, ma per l’intero Paese. A sintetizzare il pensiero è Massimo Dal Checco (Consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi) quando ha ricordato che la transizione verso la mobilità elettrica è inevitabile e che bisogna solo decidere se subirla e accompagnarla.

La sua risposta è naturalmente la seconda, perché si tratta di un’occasione anche per sostenere l’impegno delle imprese verso l’ambiente e di un’opportunità per l’economia e l’occupazione. In particolare, l’esigenza di avere nuove competenze, come quelle digitali, necessarie a rendere concreta la mobilità elettrica potrebbe favorire giovani e start up innovative come quelle supportate dalla Camera di commercio.

La città che ospita la tre giorni di discussioni e incontri virtuali era rappresentata da Marco Granelli, assessore alla mobilità del Comune che ha anticipato alcuni progetti, come l’obbligo di offrire servizi di car sharing con sole auto elettriche dal 2024 adattandolo a un approccio già valido per lo scooter.

L’infrastruttura di ricarica sarà ampliata: alle 160 colonnine attuali si dovrebbe aggiungerne altre 240 portando a circa 1.000 i punti di ricarica cittadini. Ma il totale è destinato a raggiungere quota 1.500 poiché il regolamento Aria impone a tutte le stazioni di servizio di Milano di installare una colonnina entro la fine del 2021.

Nell’ambito del trasporto pubblico locale il direttore generale di ATM Arrigo Giana ha sottolineato alcuni scogli del comparto per una reale mobilità sostenibile, come l’elevato costo dei mezzi elettrici (oltre il doppio dei bus convenzionali) e le alte spese per la realizzazione dei depositi previsti (più che triple rispetto ai tradizionali).

Fattori che rendono difficile la sostenibilità economica di progetti ambiziosi come quelli di ATM, ossia rendere il trasporto pubblico al 100% elettrico (oggi al 70%) con la progressiva sostituzione dei bus a gasolio con quelli elettrici (nel 2021 dovrebbero essere 180).

Credito foto di apertura: ufficio stampa Volkswagen AG