Rassegna 1 – 7 novembre : le notizie della settimana su auto elettriche, innovazione

LA NOTIZIA PIÙ LETTA QUESTA SETTIMANA:

“Occhio al contenuto, non alla taglia della nuova batteria NIO”
(6 novembre)
La startup cinese NIO proporrà una grande batteria da 100 kWh ai clienti dei suoi SUV elettrici: ma la primizia è la tecnologia CTP priva di moduli con le celle CATL NCM 523
— Continua a far parlare di sé NIO, la startup fondata dall’imprenditore del web William Bin Li e possiamo considerare un segnale positivo che sia per temi legati al prodotto, più che all’effervescenza di borsa. Effervescenza che pure continua, visto che nei giorni scorsi la sua capitalizzazione (oltre $57 miliardi) ha superato quella di General Motors.

QUESTA SETTIMANA CI È PIACIUTO SCRIVERE:

Rassegna 1 – 7 novembre : le notizie della settimana su auto elettriche, innovazione
Insieme a conti dell’ultimo trimestre che si confermano solidi malgrado la crisi sanitaria, l’amministratore delegato del gruppo BMW Oliver Zipse ha lasciato capire che la scelta industriale a Monaco si sta orientando verso architetture al 100% elettriche. A partire da metà decade dovrebbero andare in archivio pianali realizzati sempre con in mente il compromesso tra esigenze dell’auto elettrica e dell’auto tradizionale. (credito foto: ufficio stampa BMW Group)

“Le sorprese da Monaco di Baviera, tra conti e pianali”
(4 novembre)
Un utile su del 9,6% a dispetto della crisi è la sorpresa del terzo trimestre nei conti del gruppo BMW, che ora vuole investire in una piattaforma esclusivamente elettrica
—  In un anno come il 2020 essere in grado, come ha fatto stamattina BMW, di annunciare che l’utile trimestrale è aumentato e di confermare le previsioni annuali non è un dettaglio banale. Ma l’utile del terzo trimestre arrivato quasi al 10% grazie al rimbalzo della domanda in Asia, e in particolare in Cina, non è la notizia più interessante di oggi a medio e lungo termine riguardante il gruppo bavarese.

QUESTA SETTIMANA CI È PIACIUTO LEGGERE:

Tra i settori che sono stati interessati dalle compensazioni Volkswagen in America come effetto del dieselgate, oltre ai consumatori (ripagati con $11 miliardi) e all’infrastruttura di ricarica, in cui il gruppo tedesco ha dovuto investire $2 miliardi, creando la società Electrify America, erano previsti anche $2,9 miliardi da destinare ai singoli stati per abbassare l’inquinamento collegato al trasporto pubblico locale. Non tutto ha proceduto sempre proprio come auspicabile, ma ora anche veicoli commerciali e scuolabus elettrici cominciano a beneficiare di quei fondi (credito foto: sito web Proterra)

“How VW’s Diesel Settlement Is Changing Fleets, From Schools to Seaports”
(The New York Times)
A scandal led to a $2.9 billion trust fund for states to put cleaner vehicles on their roads. A lot of the money has gone to more diesel vehicles.

Credito foto di apertura: sito web NIO