Il piano-Diess per la Volkswagen di domani

VW prevede di guadagnare quote di mercato nei prossimi anni soprattutto grazie alla piattaforma MEB; la chiave del futuro è nel passare la barriera dell’auto connessa

Una intervista a una grande agenzia di stampa o a una testata internazionale autorevole non è forse altrettanto ricca di dettagli, numeri e tabelle colorate come una presentazione agli azionisti durante una assemblea generale.

Ma quando si tratta di una agenzia come Bloomberg specializzata in finanza si può trattare di una occasione per fare un punto del momento e rivelare obiettivi immediati o futuri. Anche per il numero uno di un grande gruppo come Volkswagen.

Herbert Diess per cominciare non si è nascosto dietro a specchi o fumo nel commentare che una amministrazione con Biden alla guida sarebbe più allineata alla strategia globale, su temi come il cambiamento climatico e la transizione alla mobilità elettrica. Nel 2019 il gruppo si è anche schierato con la California per standard rigidi sulle emissioni.

Una strategia che (quasi a fare eco a notizie di ieri provenienti da Monaco di Baviera che riferivano di una BMW che sta ripensando la propria) Diess ha sottolineato essere percorribile oggi grazie al fatto che cinque anni fa il gruppo ha deciso di appoggiare una architettura tecnologica dedicata all’elettrico. Quella piattaforma MEB che oggi supporta modelli come ID3 ed ID4 che cominciano ad essere consegnati in numeri crescenti in Europa e Asia.

Un balzo in un mondo nuovo quanto lo è stato la scelta di approvare una piattaforma dedicata all’auto elettrica secondo Diess è stata la consapevolezza di dover iniziare a lavorare su un’auto connessa quale mai era stata in precedenza. Per Volkswagen dalla connettività al software questo sta rappresentando un impegno e una sfida senza precedenti.

E paradossalmente il manager che guida il primo gruppo auto del pianeta sembra meno intimorito dalla sfida della guida autonoma che dal creare un ecosistema di connettività e un software Volkswagen. Grazie al rapporto con la startup americana Argo AI creato dall’alleanza con Ford, Diess ritiene che il livello di competitività nel settore della guida autonoma sia il migliore alle spalle di Waymo. In altri termini, sui futuri robotaxi e la guida autonoma avanzata di Livello 4 SAE, insieme sarebbero davanti alla stessa Tesla e al suo Autopilot.

Quanto al confronto diretto con l’ingombrante star dell’auto elettrica, Diess ha ammesso che Tesla sia un punto di riferimento dal punto di vista delle performance elettriche e della connettività della flotta. Ma si è anche detto convinto che il gruppo di Wolfsburg abbia ancora diversi vantaggi, indicando in particolare lo spessore della capacità produttiva e la qualità premium di modelli come Porsche Taycan ed Audi e-tron. E forse stava anche pensando alle cifre del confronto diretto tra modelli elettrici premium: dopo nove mesi le consegne globali 2020 di E-Tron erano, secondo i dati di EV-Volumes.com a 31.658 contro 21.970 Model X immatricolate.

E secondo Diess dopo un avviamento complicato, in particolare per ID3 che ha sofferto di un lancio all’insegna dello stop-and-go, adesso l’inerzia comincia a giocare a favore delle elettriche tedesche, con ID3 ormai arrivata a 20.000 pezzi mentre da poco è iniziata la produzione del crossover elettrico ID4 che sarà ancora più massiccio nella presenza globale visto che oltre che in Germania sarà prodotto in Cina in due versioni con i partner SAIC e FAW.

Un’inerzia che Diess si è detto convinto asseconderà il suo piano portando il gruppo verso una quota del 10% di veicoli elettrici quest’anno per raddoppiare già nel 2021. In Cina lo slancio dovrebbe essere simile, anche se là Volkswagen non avrà l’impellenza del mercato europeo, dove c’è da evitare il rischio di sanzioni sulle emissioni.

Secondo il Financial Times tra plug-in ed elettriche pure già commercializzate gli ultimi dati indicavano che i valori di flotta del gruppo sarebbero ormai a 1 grammo di CO2 a chilometro dal traguardo prefissato, che l’Unione Europea prevede in media a 95 g/km.

Questo aggiornamento della gamma che attraversa tutti i marchi, e che ha portato anche alla nascita di nuovi come Cupra in Europa e Jetta in Cina, fa ritenere all’amministratore delegato che ci siano le premesse per arrivare a buoni risultati nei prossimi anni, malgrado incognite come la crisi sanitaria.

Diess si attende di guadagnare quote del mercato globale, nei prossimi due, tre anni. Il successo più oltre, dopo la transizione tra motori convenzionali ed elettrici, sarà in mano alla bravura del gruppo nel rispondere all’altra transizione in corso: verso veicoli dominati dal software e dalla loro integrazione in una infrastruttura connessa che sarà il tema dominante nella seconda parte degli Anni ’20.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Volkswagen AG