Honda entrerà in pool con Tesla ed FCA

La casa giapponese è l’ultima ad aderire all’opzione concessa per abbattere i valori di emissioni di CO2 delle flotte ed evitare di pagare le multe a Bruxelles

Matthias Schmidt da qualche anno non perde occasione di confermarsi uno degli analisti più attenti alle dinamiche dell’auto elettrica, e anche oggi precede colleghi e la stampa specializzata nel segnalare una novità interessante che riguarda il panorama delle alleanze tessute per sfuggire alle multe sui livelli di emissioni delle flotte in Europa.

Se FCA era stata la prima a decidere di ricorrere a questa possibilità associando la propria flotta a quella Tesla nel presentare i dati alla Commissione Europea, adesso Honda si è resa conto di non essere in grado da sola di ridurre a sufficienza le emissioni di CO2 della propria flotta. La situazione di FCA appare peraltro piuttosto diversa da quella del gruppo giapponese.

La scaletta della programmazione delle uscite della Fiat 500 elettrica e delle nuove ibride ricaricabili già da mesi aveva reso palese al management italo-americano che gli effetti di questi arrivi avrebbero fatto sentire i benefici solo nel 2021 e oltre. Facendo i conti, il Lingotto a fine inverno 2019 aveva deciso di approfittare dei crediti maturati (e pronti all’uso a pagamento) dalla società di Elon Musk.

La scelta Honda di aderire a un pool fa pensare invece a un imprevisto, come già avvenuto nel caso Ford. La casa americana aveva previsto di poter raggiungere i traguardi di emissioni con un lancio accurato e calcolato di modelli ibridi plug-in come Kuga, in attesa che Transit e Mustang elettrici migliorino in modo più radicale il bilancio 2019 di 128,5 grammi di CO2 a chilometro, in salita rispetto alla media 2018 di 123,7.

Ma Kuga, che pure si è rivelata un best seller (in Italia dopo dieci mesi è ancora leader 2020), è stata bloccata dai richiami costringendo Ford ad allearsi a Volvo e Polestar in un pool che beneficia degli effetti dell’esclusiva gamma elettrica della nuova marca scandinava e dei molti ibridi plug-in finora immatricolati dagli svedesi.

Honda da parte sua sembra avere avuto troppa fiducia nel successo della elettrica pura E, una citycar che ha avuto un gradimento della critica quasi incondizionato (e potete inserire AUTO21 nell’elenco) ma non altrettanto riscontro nel libro degli ordini.

La piccola e originale auto elettrica non ha contribuito a sufficienza a ridurre le emissioni della flotta Honda perché, secondo i dati di Schmidt Automotive Research, solo 1.000 nuove immatricolazioni sono state totalizzate finora in Europa occidentale, circa il due per cento di tutte le nuove immatricolazioni del marchio.

Oltre al pool con Tesla cui hanno aderito finora FCA ed Honda e a quello citato tra Ford e marche scandinave, come noto ci sono altri produttori che si sono uniti per raggiungere gli obiettivi di CO2 dell’Unione Europea.

Anche Toyota e Mazda collaborano, PSA e FCA mettono già in comune i loro veicoli commerciali leggeri. Volkswagen e Ford stanno cooperando sulla CO2, mentre proprio i marchi Volkswagen hanno formato un pool col gruppo SAIC (che a Shanghai costruisce elettriche coi tedeschi), attirate dal marchio inglese MG che si sta espandendo in Europa anche grazie al crossover elettrico al 100% ZS EV.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Honda Italy