Tra Hino e Traton il filo rosso è incandescente

La nuova joint venture tra divisioni veicoli commerciali Volkswagen e Toyota ha ambizioni in ogni settore: dai camion al 100% elettrici a quelli ad idrogeno

Stamattina la divisione Volkswagen dei veicoli commerciali Traton ed Hino, il suo equivalente nel gruppo Toyota, hanno emesso una nota stampa congiunta che annuncia la loro collaborazione per sviluppare insieme futuri veicoli elettrificati attraverso una nuova joint venture.

Nella nota ufficiale l’amministratore delegato Traton Matthias Gründler dichiara: “questa nuova joint venture col nostro forte partner Hino è il prossimo passo importante nell’elettrificazione”. I piani resi noti da Traton lo scorso anno prevedono investimenti nella mobilità elettrica per un miliardo di euro fino al 2025.

I settori di interesse della nuova società euro-giapponese saranno molteplici: veicoli commerciali spinti da batteria di trazione, camion fuel cell (una nicchia in cui Hino proprio come Toyota è molto attiva) e componentistica.

Ma Traton ed Hino si avventureranno anche nei settori dello sviluppo software e delle interfacce che saranno necessari alle nuove piattaforme a zero emissioni locali in grado di contrastare il gruppo numero uno Daimler e chi già sgomita per una fetta del futuro mercato, da Tesla a Nikola.

Il presidente di Hino Motors Yoshio Shimo ha detto: “sono entusiasta che possiamo far seguire alla joint venture che riguarda le forniture una che dà corpo alla nostra sinergia con Traton nell’elettromobilità, contribuendo a ridurre le emissioni globali di CO2 e combattendo il riscaldamento globale”.

La collaborazione iniziale tra Traton ed Hino era iniziata in forma più superficiale nel 2018 per poi ampliarsi lo scorso anno con un ulteriore accordo mirato all’acquisto comune di componentistica.

La prima sede della joint venture dei due partner sarà in Svezia a Södertälje, un sito familiare per quello che insieme a Man è uno dei due marchi principali Traton: Scania. In seguito la nuova entità avrà un sito anche in Giappone.

Che si parta dalla Scandinavia non appare strano, considerato che l’energia disponibile localmente in gran parte proveniente da rinnovabili sarà un ottimo punto di partenza per qualsiasi attività di manifattura di veicoli elettrici riducendone a monte l’impronta.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Traton