Tutti contro CATL (e le sue batterie a basso costo)

LG Chem e Panasonic, rivali diretti del colosso cinese nella fornitura a Tesla, stanno accelerando sulla densità di energia per marcare il divario dal prodotto concorrente

Stanno arrivando segnali di salute dai maggiori protagonisti del settore delle celle per veicoli ed elettronica di consumo, nelle ultime ore. LG Chem ha confermato per l’ultimo trimestre da poco concluso un profitto, in parte dovuto alla possibilità di tornare ad una situazione di normalità nelle fabbriche coreane ed in Polonia dopo la fase acuta della crisi sanitaria.

Con il ritorno alla produttività abituale o quasi, per il gruppo che fornisce tra gli altri Volkswagen, Renault e (in Cina) Tesla, l’interesse si sposta dalla normalizzazione delle linee che consentono una prospettiva positiva per la seconda metà del 2020 alle caratteristiche del prodotto.

Nel commentare col corrispondente dell’agenzia Reuters la situazione del confronto di mercato, il manager LG Chem Chang Seung-se non ha perso l’occasione di sottolineare come la produzione coreana di celle con chimica del catodo NCM (nickel-cobalto-manganese) si possa considerare superiore alla concorrenza in particolare per la densità di energia.

La densità di energia delle batterie LFP, o ferro-fosfato, della concorrente cinese CATL, che come LG Chem fornirà a Tesla una quota della produzione di Model 3 sfornate dall’impianto di Shanghai, è in effetti più indicata per modelli che non hanno ambizioni di sfoggiare con la clientela autonomie di marcia elevate.

All’appunto, certo interessato ma corretto, a questo difetto della gamma di celle LFP, vanno però aggiunte le altre considerazioni che rendono le batterie più modeste in performance comunque interessanti: il loro costo contenuto, se non vogliamo considerare la loro maggiore stabilità e quindi sicurezza.

Meno di 24 ore prima un altro grande player della manifattura di batterie come Panasonic aveva parimenti lanciato una stoccata alle qualità delle chiacchierate celle LFP.

La marca giapponese condivide la posizione di fornitore Tesla con LG Chem ma è meno direttamente esposta dei coreani alla concorrenza delle batterie CATL, visto che le proprie celle cilindriche al contrario di quelle dei vicini asiatici vanno a finire nel prodotto venduto in Occidente.

Ieri Yasuaki Takamoto, responsabile del settore delle celle per il mercato americano, aveva commentato sulle prospettive di miglioramento del prodotto giapponese. E non aveva perso l’occasione di sottolineare come la densità di energia delle celle NCA (la versione di chimica del catodo fornita a Tesla basata su nickel, cobalto e alluminio) sia il doppio di quella delle batterie LFP che CATL pone in commercio.

Da settembre le celle cilindriche NCA con formato 2170 prodotte nella Gigafactory Tesla a Sparks, vedranno la densità di energia volumetrica salire del 5% rispetto a quella attuale stimata già oltre i 700 wattora per litro, con accorgimenti per compensare la quota di cobalto che man mano diminuisce e mantenere stabile la cella.

Panasonic in varie fasi punta ad aumentare la densità di energia fino al 20% nei prossimi cinque anni, mentre l’eliminazione del cobalto dalle celle, oggi scesa al 5% della composizione del catodo, richiederà altri due, tre anni.

Un fornitore di batterie coreano che non venda a Tesla è invece SKI (SK Innovation): non si è fatta sentire per sminuire la concorrenza LFP ma comunque per annunciare una collaborazione col venerando premio Nobel John Goodenough che dovrebbe contribuire a portare a compimento un prodotto con elettroliti allo stato solido e anodi in litio metallico in grado di raggiungere densità volumetriche di 1.000 Wh/l, ben al di là di quelle attuali.

Si tratterebbe di un risultato molto significativo senza dubbio, ma SK Innovation è anche invischiata in una causa legale con LG Chem in America per una questione di proprietà intellettuale.

Inoltre in passato aveva annunciato di avere ormai pronte celle con chimica NCM 811, che tuttavia non sono arrivate sul mercato con la sollecitudine che gli annunci lasciavano sperare. Oggi quel tipo di batteria sta diventando comune, ma SKI non è l’unico ad averlo nella propria offerta.

Credito foto di apertura: sito web CATL