Gli Hyundai Xcient a idrogeno hanno iniziato il viaggio verso le Alpi

I primi di 1.600 camion fuel cell coreani che renderanno comune la presenza di camion a medio raggio a zero emissioni in Svizzera, hanno raggiunto la Confederazione

Non sono passate che poche ore dalla conferma che il gruppo Hyundai ha consegnato le prime dieci unità di camion fuel cell Xcient in Svizzera, una coincidenza fortunata visto che oggi è previsto che sia svelata la strategia riguardante l’idrogeno come componente del futuro industriale e tecnologico nell’Unione Europea.

Un piano che secondo il commissario di Bruxelles all’Energia Kadri Simson dovrà rinvigorire un settore che aiuterà l’area ad essere carbon neutral entro il 2050 e molto prima dovrebbe schiudere opportunità di sviluppo della tecnologia per crescere fino a un valore di €140 miliardi già nel 2030, creando lavoro, eliminando emissioni.

In attesa di vedere i progetti i primi camion a medio ragio che rilasciano acqua dallo scarico potranno già vederli e altri 40 nel resto del 2020 per arrivare a un totale di 1.600 camion che consumeranno la molecola leggera entro il 2025. Le consegne vere e proprie dell’Xcient ai clienti inizieranno a partire da settembre.

La clientela sarà agevolata nell’adozione di questi veicoli attraverso affitti con criterio pay-per-use: una soluzione per evitare agli utilizzatori un elevato investimento di capitale iniziale, finché la scala non abbasserà col tempo il prezzo di partenza dei mezzi. Ad occuparsi della gestione è Hyundai Hydrogen Mobility, una joint venture creata nel 2019 da Hyundai e H2 Energy.

Il camion Hyundai H2 sarà spinto da un impianto fuel cell da 190 kW che affianca due pile a combustibile da 95 kW ciascuna che operano in parallelo. Sette serbatoi di idrogeno ad alta pressione assicurano lo stoccaggio di circa 32 chili di materiale utilizzabile dai due stack. La capacità prevista equivale ad assicurare una autonomia fino a circa 400 chilometri.

L’operazione di rifornimento richiederà secondo Hyundai tra gli otto e i venti minuti. Questa caratteristica, e la scelta dell’esecutivo svizzero di esentare dalla tassa di utilizzo delle strade i mezzi commerciali a zero emissioni locali attirano la potenziale clientela. Che in questo caso, sgravio fiscale incluso, possono contare su un veicolo che al chilometro a loro costerà come uno convenzionale a gasolio. Hyundai ha in mente di usare la nazione alpina per affinare una strategia sul mercato della logistica che vorrebbe estendere ad altri paesi europei.

Al programma viene affiancato lo studio della praticabilità ed efficienza della produzione locale di idrogeno green, ovvero non ricavato dal reforming del gas naturale, il che taglierebbe molto meno le emissioni complessive. Ad occuparsene un’altra joint venture: Hydrospider nella quale oltre ad H2 Energy è coinvolta l’utility Alpiq e l’azienda specializzata Linde. Nel caso specifico l’idrogeno che alimenterà i camion del programma sarà prodotto da un elettrolizzatore nella centrale di Gösgen, gestita da Alpiq.

Il modello Hyundai Xcient in futuro avrò compagnia, visto che il gruppo coreano sta lavorando a un modello di trattore a lungo raggio in grado di arrivare fino ad un range di 1.000 chilometri. Un progetto che rientra nella strategia complessiva del sistema-paese Corea, che entro il 2030 vuole una posizione di leader in tutto quello che riguarda l’idrogeno.

Questo veicolo sarà maggiormente mirato a mercati come quello Nord Americano, dove esistono già veicoli fuel cell della imponente Classe 8 locale, attivi soprattutto finora in aree portuali, ma che con maggiore autonomia potrebbero misurarsi su grandi tratte.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Hyundai Europe