Tra molte incertezze del periodo, una certezza è la prossima BMW i7

Alla vigilia della chiusura di quattro settimane degli impianti europei, BMW ha confermato che anche la Serie 7 avrà un modello al 100% elettrico; seguirà le uscite di iX3, iNext, i4

In una settimana in cui i gruppi auto sono stati principalmente impegnati a stabilire i calendari delle chiusure dei loro impianti europei e americani, il gruppo BMW a questa necessità resa impellente dall’emergenza sanitaria ha affiancato una buona notizia in prospettiva, durante la sua conferenza annuale.

La prossima generazione della lussuosa Serie 7 sara infatti disponibile in quattro motorizzazioni, inclusa quella al 100% elettrica: una BMW i7 che si prevede possa arrivare nel 2022. Per ora è tutto: non sono stati forniti dati su potenza, batteria o autonomia.

Sappiamo però già che la BMW i4 con 600 chilometri di range intende rivaleggiare con la Tesla Model S, mentre la futura Mercedes-Benz EQS punta a 700 chilometri. In altri termini per il segmento del lusso l’ansia da ricarica sarà un ricordo.

Una cosa peraltro la marca premium l’ha confermata: come i modelli elettrici puri in uscita tra 2020 e 2021, BMW i7 sarà equipaggiata con la trasmissione elettrica di quinta generazione. iX3, iNext e i4 come noto saranno i modelli sui quali punta maggiormente a breve termine come paladini di una campagna che entro il 2023 prevede il gruppo di Monaco di Baviera abbia 25 modelli elettrificati sulle strade, più della metà dei quali completamente elettrici.

Il poker di scelte per la clientela rarefatta della Serie 7 è la conferma della politica aziendale che cerca l’aiuto di un sistema di produzione altamente flessibile, per consentire a ogni modello di essere equipaggiato con un’alimentazione completamente elettrica, con un propulsore ibrido plug-in o con un motore a combustione.

In questi tempi di pandemia, l’amministratore delegato Oliver Zipse non si è sottratto a commenti sull’argomento che monopolizza l’attenzione planetaria. Il giorno precedente all’annuncio della chiusura degli impianti europei del gruppo per quattro settimane ha dichiarato: “Sono richiesti solidarietà e azioni responsabili. Nella nostra società è dovere dei forti proteggere i deboli. Il gruppo BMW sostiene quindi pienamente le misure volte a contenere la diffusione del coronavirus”.

Zipse ha poi continuato: “prendiamo sul serio le nostre responsabilità, sia quando si tratta di garantire la protezione e la salute dei nostri dipendenti sia di raggiungere il miglior equilibrio possibile in termini di redditività. Una cosa è certa: il coronavirus è qui ora, ma ci sarà anche un tempo dopo il coronavirus. L’approccio che stiamo adottando riflette chiaramente la capacità del gruppo BMW di reagire rapidamente e in modo flessibile”.

BMW, che prima del deflagrare della crisi sanitaria globale si era segnalata per i buoni risultati iniziali nella riduzione dei valori di emissioni della propria flotta in Europa, dove dal 1 gennaio sono in vigore i nuovi obiettivi medi di 95 grammi di CO2 emessa al chilometro, insiste sulle nuove tecnologie come supporto al futuro della mobilità. Fino al 2025 il gruppo tedesco prevede oltre €30 miliardi investiti in ricerca e sviluppo per consolidare la posizione di società all’avanguardia nell’innovazione.

Peraltro a queste scelte confermate non possono ora corrispondere conferme nelle previsioni, visto l’attuale incertezza riguardo all’ulteriore diffusione globale e agli effetti del coronavirus rende difficile fornire una previsione accurata delle prestazioni aziendali del gruppo per l’esercizio 2020.

Sulla base degli ultimi sviluppi, si prevede che la diffusione del coronavirus e le misure di contenimento avranno un impatto negativo sui volumi di consegna in tutti i principali mercati nel corso dell’intero 2020. Pertanto le consegne del segmento automotive ai clienti di tutto il mondo nel 2020 saranno significativamente inferiori al livello dell’anno precedente.

Questo avrà un impatto negativo sugli utili del settore automobilistico, in particolare nella prima metà del 2020. Di conseguenza, si prevede che un effetto negativo sul margine EBIT (quello 2019 del gruppo era 6,8% e 4,9% quello del solo settore auto) del segmento automobilistico per l’intero periodo di dodici mesi sarà intorno ai 4 punti percentuali. Sulla base delle ultime previsioni, il margine EBIT del segmento automotive dovrebbe quindi essere compreso tra il 2 e il 4%.

Credito foto di apertura: ufficio stampa BMW Italia