BYD: dai veicoli elettrici e batterie alle mascherine in pochi giorni

La casa di Shenzhen nota come leader in vari settori della mobilità sostenibile, dai tram alle celle, prova la flessibilità della sua manifattura con una conversione in tempi record

Nel giro di poche traumatiche settimane, il più grande produttore globale di mascherine è diventato una casa cinese fino ad ora nota per le sue batterie, le sue auto ed autobus elettrici: BYD.

Il gruppo che fino all’inizio dello scorso anno precedeva Tesla come maggior produttore mondiale di veicoli elettrici, adesso in modo del tutto imprevisto si rivela da primato in una manifattura come quella delle forniture medicali. Una conversione produttiva a dir poco velocissima le ha consentito di raggiungere una capacità giornaliera di 5 milioni di mascherine.

La società di Shenzhen, molto nota in occidente anche per essere uno degli investimenti più riusciti dell’americano Warren Buffett, a gennaio aveva annunciato la decisione di dedicarsi alla produzione di mascherine.

A questo compito si aggiunge uno sforzo collaterale nel quale fanno comodo le competenze aziendali nella chimica: un impegno che vale 300.000 bottiglie di disinfettanti.

La produzione BYD di mascherine, iniziata lo scorso 8 febbraio, viene destinata a chi nel paese per primo colpito dall’emergenza-Covid19 si trova in prima linea: quindi al sistema sanitario, ma anche alle agenzie governative e locali, alla pubblica sicurezza.

La predisposizione del gruppo guidato dal presidente Wang Chuan-fu alla flessibilità nella manifattura, ha consentito a una speciale task force di oltre 3.000 ingegneri e tecnici provenienti dalle più disparate divisioni BYD, dalle batterie all’elettronica, di lavorare a ritmi accelerati per arrivare celermente al traguardo.

Traguardo tagliato in due settimane là dove occorrono solitamente due mesi, secondo la nota. Ha ultimato i passi della progettazione e della manifattura per produrre mascherine in soli sette giorni invece dei 15-30 giorni abituali.

Un altro gruppo in sei giorni ha terminato gli studi preliminari necessari ad avviare la linea di un disinfettante per le mani, i primi esemplari del quale sono stati spediti al personale medico ed infermieristico dopo otto giorni.

La rapidità della conversione della manifattura rispetto alle attività abituali per BYD, che sono tanto diverse dal bio-medicale quanto lo può essere produrre batterie o tram, si spiega anche con la progettazione e produzione in-house dei macchinari necessari alle linee.

“Una macchina di una linea di assemblaggio di cui stiamo parlando è composta di circa 1.300 pezzi, catene, pignoni, rulli, carrelli” ha detto la manager BYD Sherry Li “il 90% dei quali fatto da noi”. Il che non significa che BYD chiuda le porte a collaborazioni dove lo ritiene opportuno, visto che ne ha avviata una con Toyota per produrre insieme SUV elettrici.

In Cina BYD non è il solo gruppo auto ad aver iniziato a produrre prodotti adatti a rispondere alla carenza di offerta di questa fase di emergenza. Anche SAIC-GM-Wuling, GAC Group, Changan Automobile e Skywell sono tra i marchi che hanno iniziato a produrre mascherine.

Peraltro che un contributo da primato, nel corso di questa fase mirata a sradicare la pandemia, arrivi proprio da un gruppo da tempo noto per il ruolo nella mobilità sostenibile no, non ci dispiace proprio.

Credito foto di apertura: ufficio stampa BYD