Arrivato alla quinta generazione il Waymo Driver “vede” sempre meglio

Sensori che vedono attorno agli oggetti, software che classificano le situazioni con precisione crescente e, soprattutto, costi dimezzati rispetto alla generazione precedente

Nel giro di ventiquattro ore Waymo ha dapprima rivelato l’apertura a nuovi investitori che porteranno $2,25 miliardi (una svolta che alleggerisce il fardello economico della casa madre verso l’azienda nata dalla Google-car) e poi svelato la quinta generazione del Waymo Driver.

Non si tratta di un guidatore in carne ed ossa, come sappiamo, ma del risultato dell’interazione di hardware (alcuni sensori realizzati in-house tra l’altro) e software che permette al sistema di guidare veicoli senza intervento umano.

Come ci ha spiegato il responsabile della divisione hardware Satish Jeyachandran in un post sul blog aziendale, la capacità percettiva si è ampliata: adesso la tecnologia dell’azienda californiana può “vedere” una porta che si apre a un isolato di distanza, mentre su una autostrada un veicolo può identificare i detriti di un incidente a centinaia di metri.

Crescendo il raggio di azione dei sensori aumenta il tempo disponibile per computer e chip del veicolo per identificare correttamente i problemi e correggere la guida in funzione della situazione.

Non guasta certo che il software di bordo abbia ormai linee guida che sono state filtrate da 20 milioni di miglia di guida ad avanzata autonomia su strade aperte al pubblico e che quelle virtuali affidate alle simulazioni abbiano superato i 10 miliardi di miglia.

Contrariamente alla visione di Tesla, Waymo sta specializzandosi nella realizzazione ed implementazione dei LiDAR, i sensori laser. Il nuovo Waymo Driver sfrutta un 360 Lidar sul tetto che fornisce una visuale a volo d’uccello sull’intera zona circostante, a cui si aggiungono quattro sensori laser perimetrali, meno potenti e collocati ai quattro lati per individuare oggetti o persone più vicini.

Abbinato a camere a lungo raggio, la società di Mountain View ha distillato un 360 Vision System in grado di vedere pedoni, ciclisti o segnali stradali fino a 500 metri di distanza. Un ruolo sempre più crescente è quello delle telecamere a lungo raggio, che ormai puntano senza esitazioni a eliminare i punti ciechi guardando dietro agli obiettivi identificati.

Per consentire ai computer appropriate predizioni sui percorsi futuri degli oggetti o persone che occupano l’area di attività del sistema, c’è la presenza di radar, i più indicati per misurare la velocità o la staticità dei bersagli. E quindi per aiutare il software a determinare, si direbbe se a fare la valutazione fosse un guidatore umano, che “intenzioni” abbiano.

Maggior tempo a disposizione significa maggiore precisione nella classificazione degli oggetti e persone del teatro di operazioni. Da tempo in collaborazione con la casa madre Waymo sviluppa un lavoro di Content Search affine alla classificazione di immagini o video che conosciamo sui motori di ricerca.

I programmatori ed ingegneri creano rappresentazioni matematiche degli oggetti e persone che i veicoli possono incontrare derivandoli dai loro attributi. Un oggetto con gli attributi di dimensioni di una panchina ben difficilmente sarà davvero una panchina se tra i suoi attributi relativi alla velocità non c’è uno 0 km/h ma 50 km/h.

Tramite metodi di intelligenza artificiale, i software filtrano continuamente i dati per eliminare errori, ripulendo man mano anche l’achivio da possibili falsi positivi.

In questo modo i sistemi migliorano la precisione del riconoscimento, il momento in cui c’è il labeling ovvero il gatto che attraversa la strada viene riconosciuto come tale anche se fosse un gatto di Man (razza priva di coda). Quando si presentano nuove classi di oggetti tutta la flotta viene aggiornata.

Il risultato dello sviluppo di nuovi dispositivi e software viene attualmente integrato sulle Jaguar I-pace, modelli per i quali Waymo aveva firmato un contratto che risale al 2018.

I SUV elettrici sono materialmente costruiti in Austria dalla multinazionale Magna International, che è anche uno dei principali nuovi investitori nella tecnologia di Waymo.

La collaborazione con uno dei principali gruppi globali della fornitura è congruente con l’obiettivo dichiarato da tempo da Waymo di abbassare i costi e aumentare la scala dei progetti sulla guida autonoma.

Un obiettivo che nel caso della quinta generazione del Waymo Driver l’azienda suggerisce essersi tradotto nel dimezzamento dei costi del sistema rispetto alla precedente versione.

Ecco come sono distribuiti i sensori nell’ultimo sistema Waymo: in verde i radar, in blu i LiDAR perimetrali e a lungo raggio, in arancione le camere (credito immagine: blog Waymo)
Credito foto di apertura: blog Waymo