LG Chem valuta lo spin-off del business delle batterie per accelerare la crescita di settore

L’euforia in borsa per il primo profitto Panasonic nella Gigafactory costruita con Tesla, non consente ancora ai grandi gruppi globali di mettere sotto il tappeto rischi e ostacoli di una manifattura capital-intensive

In queste ore l’attenzione nel business delle batterie si è concentrata principalmente sulla crescita improvvisa delle azioni Panasonic, dopo l’annuncio che per la prima volta la controllata che opera in America nella Gigafactory in comune con Tesla è stata in grado di ottenere un utile trimestrale.

L’azienda giapponese, che in parallelo la prossima primavera renderà operativo un accordo con Toyota per produrre celle prismatiche, ha anche affermato che aumenterà investimenti e produzione delle celle cilindriche per i modelli Tesla prodotti in America.

L’irrefrenabile frenesia attorno a chi è in affari con Tesla sta facendo sì che le borse globali premino anche la coreana LG Chem e la cinese CATL. Entrambe hanno accordi con Elon Musk per fornire le Model 3 e Model Y che saranno prodotte nella nuova Gigafactory che è stata inaugurata nella zona franca di Lingang, presso Shanghai.

Tuttavia, mettendo un filtro all’euforia che c’è adesso attorno al business delle batterie, i conti dei grandi gruppi mostrano che questo settore è estremamente delicato e suscettibile, oltre che di grandi guadagni, anche di grandi perdite.

Come è logico attendersi da un’attività notoriamente capital-intensive. Per questo motivo riteniamo utile spostare l’attenzione sui risultati di un altro grande protagonista del settore batterie come LG Chem.

Perché è tra i pochi che per dimensioni possa paragonarsi a Panasonic, ma anche un buon indicatore delle criticità che ancora attendono un settore particolarmente difficile ma allo stesso tempo determinante per mantenere in assetto di marcia la manifattura di veicoli elettrici.

La divisione, scrive la testata finanziaria Business Korea, è candidata a una riorganizzazione societaria imminente. Secondo la stampa coreana il settore delle batterie è candidato ad un prossimo spin-off con cui LG Chem la separerà da altre attività della divisione, come la produzione di materiali speciali o il bio-medicale.

Tenendo presente i cospicui investimenti necessari per la ricerca e sviluppo da un lato e per gli impianti dall’altro, separare il settore e quotarlo in borsa è un’opzione discussa per facilitare la raccolta di fondi a supporto delle attività. Difficilmente potranno in futuro trovare un clima altrettanto favorevole dell’attuale per varare un IPO.

La divisione delle batterie dovrà affrontare spese in conto capitale ingenti per creare gli impianti connessi ai nuovi contratti in Cina in collaborazione con Tesla ed in America tramite la joint venture con General Motors.

Inoltre in Europa dovrà implementare la fabbrica polacca, visto che proprio a queste latitudini ci sono stati fin dall’inizio del 2019 problemi di approvvigionamento per clienti premium quali Audi e Daimler.

Un’altra possibilità allo studio dei vertici del gruppo coreano sarebbe anche unire alle attività che riguardano le batterie quelle vicine al settore automotive presenti nelle varie consociate del gruppo LG.

La decisione di procedere con lo spin-off delle batterie di LG Chem potrebbe essere accelerata dagli ultimi conti, intaccati nell’ultimo trimestre del 2019 dalla necessità di rimediare a problemi di sicurezza in alcuni impianti di accumulo. Questi hanno comportato una perdita operativa per LG Chem di 27,5 miliardi di won, circa $23 milioni, e una perdita netta di 56,8 miliardi di won, quasi $48 milioni.

Nell’ultimo trimestre i ricavi sono in compenso saliti dell’1,6% a 7,46 trilioni di won, circa $6,2 miliardi. Di quegli importi al settore delle batterie hanno fatto riscontro una perdita operativa di 246,9 miliardi di won, mentre i ricavi di questo ramo hanno raggiunto quasi 2,5 trilioni.

L’ultimo trimestre ha fatto scendere il profitto 2019 a 895,6 miliardi di won, un calo del 60% circa rispetto all’anno precedente. In compenso i ricavi sono stati i più alti di sempre: 28,6 trilioni di won.

LG Chem (e qui lo spin-off non è stato considerato) ha indicato per il 2020 un traguardo di ricavi di 35,3 trilioni di won, che si tradurrebbe in una crescita rispetto al 2019 del 23,4%, il tutto anche attraverso una riduzione delle spese in conto capitale del 13% a 6 trilioni. Per il settore delle batterie ha indicato sia un miglioramento della cifra d’affari sia un progresso negli utili, o nella riduzione delle perdite.


Credito foto di apertura: pagina LinkedIn LG Chem Michigan Inc.