Le Chevy Bolt sperimentali a guida autonoma hanno un erede: Cruise Origin

La nicchia degli shuttle senza pilota si arricchisce di un altro robo-taxi elettrico, ma la divisione di GM e Honda non rivela ancora quando potrà essere operativo e come i servizi genereranno ricavi

Stanotte Cruise ha presentato pubblicamente Origin, il prototipo di veicolo a guida autonoma avanzata che la startup di San Francisco intende portare in produzione in collaborazione coi suoi azionisti di controllo General Motors ed Honda come mezzo adatto ai servizi di mobilità.

A parte i colori del brand, l’Origin nell’aspetto non è caratterizzato da tratti distintivi che ne facciano uno shuttle particolarmente stravolgente di quello che si è visto fin qui in questo settore, in particolare coi modelli Toyota e-Palette e Volkswagen Sedric.

Una volta visto uno li hai visti tutti, potrebbe dire un osservatore blasé; in realtà questi veicoli, che un tempo eravamo abituati ad associare al CES di Las Vegas o ai Saloni più importanti, non sono più una rarità, Neanche in Italia, dove in queste settimane sta operando su un percorso torinese un Olli realizzato dalla startup Local Motors.

Certo guardato come auto anche questo shuttle è poco convenzionale: senza sterzo o pedaliera e con la sua forma da vagone della metropolitana ridotto nella taglia. Al contrario di alcuni modelli già operativi a titolo sperimentale però, l’Origin sarà in grado di viaggiare anche sulle autostrade e tangenziali, non è insomma destinato solo a velocità minimali da centro storico. Purtroppo in occasione del lancio non sono stati ancora forniti i dettagli sulle performance, dalla velocità raggiungibile all’autonomia alle dimensioni e potenza di batteria e powertrain.

Gli interni sono tipici da spazioso scompartimento ferroviario, coi sedili che si fronteggiano: al contrario dei veicoli oggi operativi a San Francisco usati per un servizio di ride hailing a disposizione dei dipendenti della startup, che sono derivati dalle Chevy Bolt, l’Origin nasce senza contare sul supervisore seduto al posto di guida per le emergenze. Anche le porte si aprono con il concetto della metropolitana, scorrendo, in modo da rendere più sicure salite e discese nelle zone affollate, specie quelle dove circolano due ruote.

Cruise presentando l’Origin ha sottolineato che non si tratta di un concept ma del mezzo che verrà portato in produzione quanto prima. Per questo nella città sul Pacifico oltre al nutrito staff di tecnici e programmatori software che affolla l’ex-sede di Dropbox, l’azienda sta assumendo anche in una nuova sede decine di ingegneri e specialisti dell’hardware, come ha rivelato Kerstin Korosec sul sito TechCrunch poche ore fa.

Ma l’amministratore delegato Dan Ammann, che ha lasciato la presidenza GM per trasformare Cruise in una divisione in grado di generare ricavi e utili e non solo tecnologia, non ha detto quando e come vedremo in azione l’Origin. Il fatto è che oltre a non disporre ancora di una licenza californiana per far circolare veicoli senza pilota, finora rilasciata solo alla concorrente Waymo, il veicolo come tutti gli shuttle senza pilota dovrà misurarsi con il regolatore nazionale.

La normativa FMVSS, valida in tutti i 50 stati disciplina quello che ci si aspetta dai mezzi di trasporto quanto a progetto e realizzazione, e Cruise dovrà convincere l’agenzia federale National Highway Traffic Safety Administration a consentire la circolazione dell’Origin, privo di comandi e privo di supervisori.

Per GM (e Honda) Cruise è un’azienda strategica, valutata $19 miliardi, ma la punta di lancia dei due gruppi nel settore dei servizi di mobilità che potranno fare a meno di autisti ha già dovuto ridimensionare i propri obiettivi temporali. Nel mezzo dell’ottimismo sui robo-taxi Cruise contava di mettere in linea i primi veicoli nati dalla sperimentazione sulle difficili e complicate strade di San Francisco entro la fine del 2019. Ma la scorsa estate aveva cancellato la previsione senza fornire una data alternativa.

Nel corso del lancio i vertici Cruise hanno anche fatto venire a galla un aspetto che fa capire come i conti e i bilanci siano sempre più importanti in un settore dove non regna più l’ottimismo di tre, quattro anni fa.

Il numero uno Ammann ha sottolineato che l’Origin, che è grande all’incirca come un SUV, è progettato per costare meno dei veicoli elettrici di grandi dimensioni per uso individuale, circa la metà. E i robo-taxi saranno studiati per arrivare all’uso per un milione di miglia l’uno, ammortizzando i costi in proporzione. Perfino i sensori di bordo saranno meno penalizzanti nelle voci di costo: Cruise doterà gli Origin dei suoi Owl, sistemi che integrano camere e radar.

Le Chevy Bolt sperimentali a guida autonoma hanno un erede: lo shuttle Cruise Origin 1
Il Cruise Origin è stato presentato come shuttle per sei persone, anche se pare che comode possano starci in quattro; l’azienda da tempo opera un servizio di mobilità condivisa a San Francisco per i propri dipendenti, con in campo 180 auto elettriche derivate dalle Chevy Bolt. (credito foto: sito web Cruise Automation)

Credito foto di apertura: sito web Cruise Automation