La batteria da 62 kWh e la grinta della E-4orce per disperdere le nubi attorno a Leaf

In attesa di scoprire l’aspirante “GT-R elettrica”, al pubblico italiano Nissan propone la Leaf E+ con capacità della batteria accresciuta del 55% e autonomia di 385 chilometri WLTP

Tesla è un mito, Tesla è il futuro. Come no; ma anche per il più bollente fan di Elon Musk se, come chi scrive.., abita in una città del centro Italia, Firenze per dirne una a caso, l’auto elettrica che vede tutti i giorni nelle strade e nelle piazze è di solito una Nissan Leaf, non una Model 3 e tanto meno una Model S.

Niente di sorprendente visto che, dopo oltre 440.000 unità commercializzate, ancora per buona parte del 2020 sarà il veicolo al 100% elettrico più venduto al mondo. Ma a oltre dieci anni dal lancio, il tempo passa anche per Leaf, perfino in un mercato come l’Italia dove per definizione era l’elettrica più venduta: nel 2019 non solo ha dovuto cedere lo scettro, ma a sorpresa non è salita sul podio dei modelli a zero emissioni locali più immatricolati.

Il che non implica che la marca giapponese stia con le mani in mano a prendere atto del declino. In attesa che si trasformino in realtà due promettentissimi concept elettrici come l’Arya e l’IMk, per la riscossa di Leaf si affacciano due potenziali strumenti, il primo dei quali ora è disponibile presso le concessionarie italiane: la versione più aggiornata Leaf E+.

Lanciata pubblicamente al CES di Las Vegas dello scorso, la nuova batteria da 62 kWh alloggia 288 celle Envision dove sul modello più diffuso ne sono ospitate 192, con un incremento totale della densità di energia dei moduli del 25%. La capacità accresciuta del 55% consentirà alla e+ Limited Edition limitata di raggiungere una autonomia di 385 chilometri secondo il ciclo WLTP, ovvero 115 più del modello standard con batteria da 40 kWh.

Nissan in Italia di fronte al cambiare del modo di interpretare l’auto elettrica, da modello da città a veicolo eclettico, si muove per supportare la nuova e più esigente clientela anche con uno sforzo sull’infrastruttura. Da marzo di quest’anno chi guida una Nissan saprà di poter contare per i suoi viaggi anche sui punti di appoggio delle colonnine di ricarica veloce disponibili presso tutta la rete nazionale, dove troverà energia elettrica ad un costo agevolato.

Il management Nissan non si stanca peraltro di sottolineare come l’autonomia di modelli come Leaf E+ stia cambiando le prospettive con cui si valuta l’adeguatezza di un’auto elettrica alle proprie esigenze. Ovvero: chi affronta abitualmente un tragitto casa-lavoro di 75 chilometri al giorno, con un’auto che dispone di una batteria dalla capacità di 62 kWh spesso potrà accorgersi di non dover provvedere ad una ricarica che nel fine settimana.

Le Leaf E+, che disporranno di una potenza di 217 cavalli e 340 Nm di coppia, saranno disponibili in due versioni: per la E+ N-Connecta il prezzo parte da €47.950 e per la E+ Tekna da €49.150, il che significa contare su un prezzo incentivato di €35.000 (al momento in cui chiudiamo l’articolo il sito del MISE indica un fondo residuo di €37.548.000 per i bonus) o avere l’alternativa di rate da €199 con una formula in 24 mesi che prevede €8.017 di anticipo.

L’altra lancia da inserire nell’arsenale Leaf è un po’ meno imminente, ma da tenere d’occhio, visto che ha “ingolosito” tutti i colleghi che hanno avuto occasione di assaggiarla “finora”, alcuni a margine del Salone Auto di Tokyo a ottobre 2019 e più recentemente per altri al CES di Las Vegas: parliamo della Leaf E-4orce.

Nissan ha tirato fuori grinta e performance degne del suo reparto corse Nismo con i media scortati al Las Vegas Motor Speedway. Più che tecnologia o efficienza al CES 2020, con questa Leaf radicale la casa giapponese ha puntato su forza bruta e sostanza. La E-4orce in pratica vuole iniettare adrenalina nella famiglia Leaf grazie a uno schema di due motori elettrici, uno per asse, che sprigionano la cattiveria di cui la trazione integrale è capace.

Se sfogliate gli articoli di chi è salito al volante farete fatica a trovarne uno che non sia stato tentato di fare paragoni con il benchmark di riferimento in famiglia: GT-R, il che è anche una bella patente di qualità per la nuova Leaf E+, visto che il concept è basato proprio su quest’ultima.

Le celle della batteria da 64 kWh e la grinta della E-4orce per disperdere le nubi attorno a Leaf 1
Sul prototipo elettrico Nissan E-4orce sviluppato su base Leaf E+ sono alloggiati due motori, uno su ciascun asse e, nel corso delle giornate stampa al CES 2020 di Las Vegas, rilievi ufficiosi sull’accelerazione l’hanno accreditata di meno di 7″ necessari sullo 0-60 miglia orarie (credito foto: ufficio stampa Nissan Motor Italia)

I progettisti hanno puntato a usare i due motori (per oltre 300 cavalli di potenza e 680 Nm di coppia) per massimizzare il recupero di energia e rendere estremamente precisi il controllo della gestione della coppia e della frenata, grazie a una certosina programmazione del torque vectoring che in base alle necessità tiene al guinzaglio o scatena ciascuna ruota della E-4orce.

Un beneficio non solo per evitare i pattinamenti nelle accelerazioni più brucianti che un cliente di una versione stradale potrebbe voler tentare, ma anche nell’impiego su strade accidentate e perfino dove dall’asfalto si passa alla terra, con una configurazione che farebbe invidia ai rallisti di altri tempi.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Nissan Motor Italia