Svelato il Tesla Cybertruck: da fantascienza prezzi e performance, più che l’aspetto

Tre versioni per lo spigolosissimo furgone che vuole cambiare il mondo dei pickup convertendo all’elettrico perfino i “sudisti” partendo con prezzi da $39.900 e quarto di miglio in meno di 10″

Quello che Elon Musk ha svelato stanotte è senza dubbio un pickup elettrico diverso da quello che c’è sul mercato attualmente. Non ci stiamo riferendo all’aspetto fantascientifico ma ai prezzi e alle dotazioni connesse. La novità del lancio del Cybertruck è aver anticipato nel settore una corrispondenza tra convenzionale ed elettrico che nelle auto, ad esempio Volkswagen che ha sviluppato una pianale da grandi numeri come MEB, si aspetta solo a circa metà degli Anni ’20.

Musk ha annunciato che la prima delle tre versioni, con la sola trazione posteriore, partirà da $39.900 abbinato ad una autonomia di 250 miglia misurate con standard EPA (400 chilometri, più di quanto accreditato a SUV come Jaguar I-Pace o Audi E-tron).

Si tratta di un prezzo competitivo per il  mercato dei light truck attuali, settore che ha nel mercato nord-americano quello più redditizio, come si sa. Attualmente il Ford F-150 parte da $28.000, il Chevy Silverado 1500 da $28.300, mentre il più costoso Toyota Tundra da $33.000.

Quando si passerà alla versione a trazione integrale con due motori e 300 miglia di autonomia e a quella al top dotata di tre motori con autonomia di 500 miglia i prezzi ovviamente saliranno: rispettivamente a partire da $49.900 e da $69.900.

Anche senza tenere conto della competizione coi pickup convenzionali, Musk ha sostenuto che con le ricariche mensili il cliente americano spenderà in media $570 al mese invece di $700, quello che è interessante è il confronto con altri light truck elettrici. L’alleata Ford Rivian con la sua gamma partirà da $70.000, mentre la più piccola Bollinger guarderà ad un pubblico molto benestante, partendo da $125.000.

In altre parole Ford, che a inizio settimana con la sua nuova Mustang Mach-E è andata a sfidare Tesla nel settore probabilmente decisivo dei crossover elettrici che sarà presidiato dalla Model Y, da stanotte ha nuovi e critici punti di riferimento nel mercato della gamma dei pickup elettrici, nella quale allestirà un F-150 a zero emissioni, che danno da riflettere. Anche se i prezzi saranno ritoccati al rialzo prima dell’apertura della linea produttiva definitiva.

Se il Cybertruck stupisce per collocazione e prezzi a dirla tutta non lascia a bocca aperta per impronta estetica. Cercate bene e troverete richiami di precedenti nella cifra del prototipo appena presentato. La fanaleria orizzontale? Molto popolare nel design di derivazione orientale (anche in quello che ha attraversato la Silicon Valley, come ad esempio il prototipo di Faraday Future). Le linee tagliate con l’accetta? Mai vista una Lotus Esprit? Sì, quella usata anche nei film di James Bond in versione Roger Moore. Blade Runner? Continuate pure.

Più che l’aspetto, nell’andare all’attacco del pubblico nord-americano che compra questi veicoli Musk sembra contare sulle performance. Se per dimensioni è simile al best seller Ford F-150, il Cybertruck, che sarà lungo 5,87 metri, vanta un’accelerazione in grado di affrontare la distanza del quarto di miglio in meno di 10″.

L’accelerazione 0-60 miglia orarie scende sotto i tre secondi: la nuova Corvette ha sulla scheda tecnica a questa voce 2,9″, ma non sarà certo in grado di trainare 3.400 chili, una dote che dalla clientela del settore è molto apprezzata e che se è normale per i modelli heavy duty non lo è altrettanto con questi numeri per quelli più leggeri.

E il tutto anche se il Tesla Cybertruck eviterà la soluzione tecnica costruttiva del body-on-frame che da qualche decennio è tipica dei pickup delle Big 3 di Detroit in commercio: il mezzo della casa californiana punta invece su un esoscheletro e su una “pelle” esterna in acciaio stainless, che deriva dalle esperienze dei razzi di Space X.

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Per il Cybertruck Tesla ha scelto lo schema costruttivo unibody: più rigido e leggero del body-on-frame usato negli altri pickup, richiede meno materiale consentendo di risparmiare sui costi (credito foto: sito web Tesla)

Ma giovedì non doveva essere la giornata giusta per l’azienda aerospaziale di Musk, visto che oltre ad un problema in un collaudo ad un razzo, anche i vetri del Tesla Cybertruck, presi a pallate di acciaio a scopo dimostrativo, invece di confermarsi a prova di proiettile si sono infranti.

Sportivamente Musk ha incassato promettendo una rapida soluzione. Non ha avuto bisogno di rompere alcunché invece per mostrare gli interni: chi ha già visto quello della Model 3 e sia in grado di aggiungergli una gravitas militaresca può figurarselo perfettamente anche senza vederlo moltiplicando però all’ennesima potenza lo spazio interno, con un grande schermo da 17″ al centro della scena.

Non sembra invece in tono con il destinatario di pubblico il volante minimalista: in effetti la scelta non stona con le performance perché appare ricordare i volanti miniaturizzati delle auto da track day o delle GT3 e GT4. Ma le performance i pickup dei superfan americani vanno a cercarsele anche e soprattutto nell’offroad: il volante per questo uso appare fuori tema, mentre sono invece degli ottimi argomenti le sospensioni ad aria con quattro pollici di escursione, circa 10 centimetri, e la importante altezza da terra, 16 pollici che con doti di arrampicata analoghi a quelli di una Jeep Wranger ne faranno un mezzo pensabile perfino per la partecipazione ad una Baja (almeno quello con autonomia massima).

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Con queste prestazioni nel complesso Tesla appare avere un prodotto in grado di affrontare il meno favorevole dei mercati per chi vende prodotti a zero emissioni: quello degli americani degli stati più lontani dalle coste, per i quali il modello dei sogni è il Ford F-150 Raptor o varianti con altri stemmi sul cofano.

Premesso che non è ancora chiaro se nel 2021 a entrare in scena per primo sarà il modello meno costoso oppure i più evoluti e costosi (e più benefici per i conti) andare a inseguire la clientela dell’Alabama, Texas ed Oklahoma è qualcosa che con un pickup elettrico sarebbe stato comunque meno facile per Tesla che per Ford o GM. Il curriculum particolarmente importante quanto a prestazioni e prezzi che Tesla ha preparato sembra un piano interessante.

Il lancio del pickup di Musk ci suggerisce anche di esprimere un un timore, che forse sarà fugato dai fatti, riguardo alla sostenibilità di questo disegno complessivo nel futuro mercato americano.

Sostituire i furgoni alimentati a combustibile fossile tanto amati dai “sudisti” americani con pickup elettrici è un passo avanti positivo, anche se non un balzo epocale, perché il ciclo complessivo di emissioni dei veicoli con batterie di capacità molto grande come sarà il Tesla Cybertruck o i prossimi Rivian andrà a superare quelli dei mezzi convenzionali con meno rapidità di quanto farebbe ovviamente una citycar o una compatta elettrica.

Se i “sudisti” si faranno convincere da questi argomenti o preferiranno i più tradizionali Rivian è tutto da scoprire. La speranza è che con questi prezzi i pickup elettrici non diventino una attrattiva per la clientela delle coste, quella che ha già fatto il passaggio alle auto elettriche o almeno alle ibride.

Sapere che clienti iniziano a sostituire delle Toyota Prius Prime o delle Nissan Leaf con i Tesla Cybertruck, facendo un bilancio complessivo della direzione del mercato dei veicoli elettrici verso la sostenibilità non sarebbe esattamente un argomento per festeggiare.


Credito foto di apertura: press kit Tesla