In bilico tra cavalli e volt, fanno sempre più presa le moto elettriche all’EICMA 2019

Tra case come Kawasaki che hanno l’elettrico in laboratorio e startup come Verge che sono alla vigilia della produzione per l’esagerata TS, EICMA non annoia chi cerca novità a zero emissioni

All’EICMA 2019 Kawasaki ha diffuso una intervista al manager del reparto ricerca e sviluppo Yoshimoto Matsuda; la cosa interessante del video è che l’ingegnere ha confermato che la casa delle moto verdi (finora nel colore del serbatoio, in futuro anche per sostenibilità) è al lavoro su power unit elettriche dai primi Anni 2000 e se non una moto completa la casa giapponese ha portato il “nocciolo duro” di una due ruote elettrica che potete vedere meglio in questo video.

Non sono stati svelati dettagli sul futuro EV Project, che in effetti probabilmente non sembra nemmeno il vero nome della futura elettrica su cui si concentrano tante ricerche Kawasaki. Ricerche accompagnate, questo sì è confermato, da un discreto raccolto di brevetti. Tra le ipotesi che circolano attorno all’impegno Kawasaki nel settore elettrico figura l’eventualità che le batterie siano scambiabili, seguendo l’esempio di successo di marchi degli scooter quali le taiwanaesi Gogoro e Kymco.

E proprio quest’ultima marca ha preso un po’ in contropiede il Salone svelando non un maxi-scooter elettrico, ma una vera moto elettrica con ambizioni di status da grande marchio delle due ruote: il Revo Nex. Questa moto da strada potrà affrontare accelerazioni sullo 0-100 km/h in 3,9 secondi e la casa di Taiwan afferma che saprà passare da 100 a 200 km/h in 8,7.

In bilico tra cavalli e volt fanno sempre più presa le moto elettriche all'EICMA 2019 2
Il Revo Nex, che Kymco produrrà a partire dal 2021, è una delle novità estere che confermano la crescita delle moto elettriche a EICMA 2019, che in questa edizione occupa otto padiglioni (credito foto: AUTO21)

Kymco non ha avuto particolarmente fretta di svelare dettagli sulla batteria e sull’autonomia, anche perché la produzione del Revo Nex dista ancora mesi, essendo prevista per il 2021. Invece il lancio si è soffermato a lungo sulle quattro impostazioni di gestione che i centauri avranno a disposizione (inclusa una apparentemente per track days) e sullo studio accurato dell’acustica che l’azienda sta conducendo per creare un suond irresistibile come quello delle più amate moto convenzionali.

E un altro aspetto delle moto convenzionali che Kymco continua a ritenere imprescindibile anche su una elettrica è quello della trasmissione. Come il modello Super Nex già presentato, anche il Revo Nex avrà un cambio manuale: in questo caso a 6 rapporti, perché Kymco ritiene la cambiata parte del DNA delle due ruote, non importa se convenzionale o elettrica.

Spostandosi per un attimo dal mondo delle due a quello delle quattro ruote elettriche, è noto che attraverso un cambio a due rapporti Porsche alla nuova gamma elettrica Taycan abbia dato sia una piccola iniezione di chilometri di autonomia sia un miglioramento alla velocità di punta. Un colosso della fornitura come ZF Friedrichshafen sta proponendo una versione di cambio a due rapporti per consentire alle case che sforneranno modelli elettrici di evitare di dover scegliere tra coppia a bassi regimi e velocità massima.

All’apparenza scegliendo un cambio a sei rapporti Kymco non solo vuole conservare uno stile di guida abituale ai centauri che compreranno le sue moto, ma anche migliorare l’efficienza della conversione della potenza della batteria in potenza alla ruota. E l’efficienza di conversione dell’energia si tradurrebbe in piccoli incrementi di autonomia.

Peraltro la complicazione di una vera trasmissione, di un cambio a più rapporti sembrerebbe anche un aggravio di costo: per il Revo Nex ancora non sappiamo, ma da un’altra moto elettrica presente all’EICMA 2019, la Horwin CR6Pro sembra che questa simmetria non sia così automatica: costa solo €6.990.

La moto cinese, in una fascia meno impegnativa di quella che sembra peraltro interessare Kymco, ha una potenza di 11 kW, batteria da 3,96 kWh per una autonomia di 130 chilometri ma una velocità massima di 105 km/h, che non sembrerebbe confermare quel guadagno in top speed che con un cambio convenzionale si presume di poter andare a inseguire.

Un’altra moto costruita in Cina, a Wuxi, ma progettata globalmente tra California ed Europa e presentata oggi, a questa soluzione di trasmissione non ha ritenuto di dover fare ricorso. Per la nuova Panther, una cruiser al 100% elettrica, Hadin realizza in house un motore elettrico ad induzione da 45 kW di potenza, in grado di spingerla fino alla velocità massima di 129 km/h.

In bilico tra cavalli e volt fanno sempre più presa le moto elettriche all'EICMA 2019 1
La seconda giornata dell’EICMA 2019 aveva in agenda la prima della Hadin Panther (credito foto: AUTO21)

La Panther, che arriverà sui mercati (Europa inclusa) nel 2020, è mossa da un pacco batterie con celle cilindriche Panasonic, che nella modalità Eco (la più efficiente delle tre possibili) consente di percorrere 220 chilometri a velocità massima di 70 km/h, mentre in Normal 180 chilometri a 100 km/h e nella Sport il chilometraggio cala a 160.

Tra le numerose moto elettriche di EICMA 2019, una che vale la pena di vedere è quella che sta accompagnando la trasformazione di una startup finlandese un tempo nota come RMK in un nuovo marchio dal nome indovinatissimo: Verge, ovvero limite. Un marchio davvero in tema con l’imminente avvio della produzione della TS (nella precedente versione era E2), una moto esagerata come poche altre viste negli stand di Milano.

La Verge TS, che sarà in vendita al prezzo di €24.990 (più IVA), colpisce la fantasia per l’impenitente mancanza di moderazione, e questo è un segnale di coraggio per una startup che affronta un pubblico come quello delle moto che tende ad essere conservatore. La TS (battezzata così dalle iniziali del primo designer, il finnico Teemu Saukkio) non perderà nella versione stradale un tratto distintivo come la ruota posteriore senza mozzo.

Inoltre, come sulla RMK E2, saranno conservati a vista i cavi arancioni ad alto voltaggio. E va detto che i tecnici finlandesi in questo hanno preceduto in questo orgoglio di esibire i volt che spingono il motore da 80 kW come se i cavi arancioni fossero una carrozzeria naked che mostra il meglio della telaistica. Ormai cominciano ad accodarsi a loro designer di altri marchi, come Audi, che ha presentato pinze dei freni ed inserti arancioni, mentre Nissan sul concept Ariya ha fatto uso di rame, sulla stessa lunghezza d’onda cromatica.

I centauri che guideranno la Verge TS probabilmente al primo assaggio in faccia diventeranno rossi, non arancioni. Il motore oltre a quei ragguardevoli 107 cavalli dispone infatti di una coppia di 1.000 Nm che è in grado di impressionare qualsiasi essere umano che non sia nato a Tavullia oppure all’anagrafe sia noto come Marc Marquez. Questi valori porteranno TS nell’accelerazione 0-100 km/h ad un tempo sotto alla soglia dei 4″.

I dati del pacco batteria della Verge TS sono ancora sotto silenzio. Non così l’autonomia, indicata dalla marca nordica come 300 chilometri con uso urbano e 200 con utilizzo autostradale. Come si nota dalla foto di apertura, la Verge TS è pronta a rifornirsi di energia alle colonnine DC con connettore europeo Combo CCS. In un quarto d’ora un centauro potrà aggiungere 100 chilometri di strada, mentre ad una postazione AC potrà fare il “pieno” in quattro ore.

Nella marea di novità di moto elettriche, EICMA 2019 ha indotto molti a fermarsi allo stand della neo-battezzata Verge (ex-RMK) per vedere la versione di produzione della esagerata TS (credito foto: AUTO21)

Credito foto di apertura: AUTO21