A Francoforte Renault conferma l’arrivo da inizio 2020 della Captur 2 con la presa

La tecnologia E-Tech Plug-in dell’Alleanza debutterà sul rinnovato crossover medio francese, dopo aver accompagnato a Ginevra in versione ibrida convenzionale l’esordio della nuova Clio

Renault al Salone Auto di Francoforte è apparsa solo un giorno ed era letteralmente nel “loggione” della Fiera tedesca. Ma, proprio come capita spesso nel bel canto, dal loggione si è fatta sentire con la presentazione del Captur 2, che segue la prima generazione dopo sei anni di carriera e con circa 1,2 milioni di SUV medi venduti, un grande successo del proprio segmento.

In un terreno nel quale si misura soprattutto col T-Roc e col Qashqai (in Italia è attualmente secondo con oltre 20.000 consegne, circa 8.000 meno del Volkswagen e 3.000 più del Nissan), per continuare a mantenere il gradimento del pubblico ricorre a miglioramenti e a novità.

La novità è che spunta finalmente una presa, per una versione ibrida ricaricabile che sarà disponibile entro il primo semestre 2020, ma prima è bene fare un cenno ai miglioramenti.

Il Captur 2, sulla scia di quanto già avvenuto con l’ultima generazione Clio, riflette un deciso sforzo della casa della losanga di elevare la qualità dell’assemblaggio e delle finiture accompagnandola ad interni che, oltre all’ampliare la dotazione digitale, sono di livello migliorato nei materiali e nelle possibilità di personalizzazione; aspetti che erano stati criticati dalla folta clientela del Captur 1 in passato.

Lo stile degli esterni non è stato rivoluzionato, ma il designer Laurens van der Acker ne ha precisato con equilibrio i contorni con una mascherina più gradevole che riesce ad essere incisiva ma non minacciosa, mentre i fianchi e il posteriore già complessivamente graditi sono stati conservati, adeguandoli alle nuove dimensioni.

Captur è lunga 4,23 metri (11 centimetri più che in passato) e il passo è stato allungato di due centimetri a 2,63 metri. Dietro è cresciuta anche la fanaleria del portellone, che accentua la caratteristica e riconoscibile forma a C.

La Captur 2 utilizza una nuova generazione della piattaforma modulare dell’Alleanza franco-giapponese denominata CMF-B, inaugurata dall’ultima Clio. Entro il 2022, il 70% dei veicoli dell’Alleanza e l’80% dei veicoli del gruppo Renault saranno prodotti su piattaforme comuni della famiglia CMF (Common Module Family).

Si tratta di un pianale dal quale a partire dal 2021, ha confermato il direttore del prodotto del gruppo Ali Kassaï, verrà lanciata la versione CMF-EV dedicata esclusivamente ai veicoli elettrici. Una versione che parimenti utilizzerà Nissan e il cui primo prodotto sarà un SUV urbano che vedremo nelle due declinazioni: francese e giapponese.

Quella piattaforma diventerà l’equivalente del pianale MEB per la rivale ID.3, e come Volkswagen intende dotare la sua tradizionale Golf inclusa la futura 8 di versioni ibride, lo stesso pare avere in mente Renault con la propria gamma.

Iniziando con la nuova Clio (con una versione ibrida convenzionale) e a ruota con la Captur 2, versioni che fanno parte del piano che prevede dodici modelli elettrificati nella gamma. Il nuovo Captur sarà il primo modello Renault a poter contare su una motorizzazione ibrida ricaricabile E-Tech Plug-in, basata su una tecnologia sviluppata dalla Marca e dall’Alleanza.

La nuova motorizzazione E-Tech Plug-in vanta oltre 150 brevetti depositati dal reparto tecnico Renault ed utilizza componenti progettati dall’Alleanza come il motore benzina da 1,6 litri di nuova generazione, appositamente ridisegnato per l’occasione e dotato di un filtro antiparticolato per abbattere le emissioni inquinanti.

È affiancato da due motori elettrici, dotato di un’innovativa trasmissione multimode, di una batteria con capacità da 9,8 kWh, ovviamente maggiorata rispetto agli 1,2 kWh della batteria della Clio ibrida convenzionale. Il Captur 2 sarà in grado di viaggiare in modalità elettrica per 45 chilometri e fino a una velocità massima di 135 km/h.

Per i prezzi bisognerà attendere ancora qualche mese, ma di prezzi il patron Renault Thierry Bolloré a Francoforte non ha avuto remore a parlare. Non quelli del Captur 2 in particolare, ma quelli del settore elettrico nel suo complesso. In effetti il PDG di Billancourt ha sottolineato che ritiene plausibile che entro cinque anni i prezzi dei veicoli elettrici scenderanno notevolmente.

Una opinione che rispecchia un recentissimo studio della società di consulenza Alix Partners pubblicato il 4 settembre scorso, che prevede che proprio e soprattutto il fattore-costi potrà beneficiare del continuo calo dei prezzi dei pacchi batterie.

Considerato tutto compreso, ovvero incluso assemblaggio, sistemi di raffreddamento ed elettronica di potenza, il calo medio del 35% nel prossimo quinquennio dovrebbe arrivare sotto al livello cruciale di $100 (€91) rispetto alla media degli attuali $140 entro il 2024.

Per Bolloré questo renderà realistico pensare ad un modello al 100% elettrico accessibile a tutti a €10.000, un salto significativo rispetto all’ultima Zoe che parte da €32.000 ma anche rispetto al trio di citycar elettriche del gruppo Volkswagen formato da e-up!, Citigo E IV e da Mii Electric, con la spagnola che partirà da €20.650.

Il gruppo Renault ha una conoscenza diretta di questo settore perché l’ex-numero uno Carlos Ghosn aveva fortemente voluto il varo di una “Kwid elettrica”. Prodotta in Cina assieme al gruppo locale Dongfeng, la K-ZE ora è commercializzata nel paese asiatico a prezzi compresi tra 61.800 e 71.800 yuan, l’equivalente di €7.900 e €9.200 per una autonomia di 250 chilometri, assicurata da una batteria da 30 kWh prodotta da Tianjin Lishen.

Anche se Bolloré non ne ha parlato, quella K-ZE si potrebbe vedere opportunamente modificata anche in Europa: col marchio Dacia. La casa romena attualmente è tra quelle in cui più urge un progetto che contribuisca a tagliarne le emissioni di flotta di CO2.

Per il pubblico che cercherà una offerta a misura urbana nei prossimi anni, potrebbe essere una alternativa a basso costo al trio di citycar Volkswagen e magari anche alla “cugina” Twingo, che nella sua quarta iterazione potrebbe essere prevista solo in versione con batteria di trazione.


Credito foto di apertura: He&Me/Additive via ufficio stampa Renault Italia