T&E stima vendite di auto elettriche 2020 comprese in una “forchetta” tra 3% e 7%

L’associazione ambientalista Transport & Environment “promuove” quasi tutti i gruppi auto quanto a chance di raggiungere gli obiettivi europei di emissioni di CO2 fissati nel 2020 e 2021

Il Salone di Francoforte che sta per aprire i battenti avrà in scena, malgrado le numerose assenze, un numero senza precedenti di nuovi modelli elettrici di imminente uscita e quasi altrettanti concept che prefigurano altri imminenti modelli di serie con la presa.

Un fatto che ha indotto la ONG ambientalista T&E (Transport & Environment) a utilizzare questa vigilia per esporre la propria previsione che in Europa l’anno prossimo il numero di veicoli elettrificati venduti, ovvero elettriche pure più ibride plug-in, raggiungerà il milione.

Sul mercato dell’Unione Europea, che consoliderà quindi il secondo posto globale nel settore dietro alla Cina, T&E stima per il 2020 vendite comprese in una “forchetta” tra il 3% ed il 7% ed una crescita ulteriore per il 2021 compresa tra il 5% ed il 12%.

Questo potenziale successo di vendite è evidentemente collegato alla crescita sostanziale dell’offerta di veicoli con batterie grandi e piccole nella gamma dei vari gruppi per rientrare nei limiti fissati per il Vecchi Continente per le norme sulle emissioni di gas clima-alteranti.

Di fatto i gruppi auto stanno spremendo la gamma convenzionale per approfittare degli ultimi mesi in cui la vendita di mezzi che bruciano carburante fossile è ancora meno penalizzante di quanto non sarà in futuro, quando sforare i limiti sulle emissioni farà scattare sanzioni pecuniarie.

Ad oggi i gruppi auto avrebbero in media da tagliare 25 grammi di CO2 al chilometro dalle rispettive flotte per rientrare nell’obiettivo limite del 2021 di 95 grammi. T&E ritiene, appoggiandosi ad analisi della società di consulenza IHS Markit (una delle più attive da sempre nel seguire il settore automotive), che se ogni casa rispetterà i programmi di nuovi lanci e delle relative commercializzazioni gli obiettivi saranno centrati.

T&E stima vendite di auto elettriche 2020 comprese in una "forchetta" tra il 3% ed il 7% 1
Nel grafico realizzato da Transport & Environment nella parte alta in verde sono elencati i gruppi auto che più sono già vicini agli obiettivi sulle emissioni per il 2020, in basso chi è più distante (credito: T&E)

Alcuni sostanziali passi saranno necessari, per qualcuno con incentivi per attirare la domanda sui nuovi modelli con la presa, oppure col “sacrificio” di eliminare qualche modello con valori di emissioni che sbilancerebbero la media complessiva.

I tre maggiori gruppi, Volkswagen, Toyota ed Alleanza franco-giapponese appaiono secondo il grafico di T&E già piazzati molto bene o bene. Toyota è compresa tra i meglio attrezzati grazie al 56% di tecnologia ibrida convenzionale e ricaricabile che già è presente nella flotta europea. Sia Renault sia Nissan sentiranno dei benefici della lunga familiarità del mercato coi rispettivi modelli Leaf e Zoe, che tra l’altro sono stati da poco rinnovati.

Il corposo impegno di rinnovamento di Volkswagen che vede l’avvio della piattaforma elettrica MEB inaugurato dal lancio della ID.3, sarà accompagnato da un capillare rinnovamento dell’efficienza dei modelli convenzionali e da un diffuso inserimento di versioni ibride plug-in su pressoché tutti i marchi.

La valutazione di T&E ritiene che a fronteggiare le maggiori sfide possano essere Honda, Ford e il gruppo Hyundai-Kia. I coreani pagano la limitata disponibilità in Europa di una gamma che di modelli con la presa interessanti non è certo povera, mentre Honda e Ford si sono attrezzate per far crescere nella flotta i veicoli con la presa con un certo ritardo. FCA al riparo da sanzioni può apparire una sorpresa finché non si ricorda la partnership instaurata con Tesla che permetterà di scontare i crediti acquisiti della casa californiana.

Il report ha anche cercato di rispondere alla brusca frenata nel miglioramento delle emissioni di CO2 riscontrato nel recente biennio, una frenata che ha riguardato la maggioranza delle case e che aveva fatto sorgere dubbi sulla capacità dei gruppi di arrivare in orario all’appuntamento con gli obiettivi dell’Unione Europea.

La frenata passata viene attribuita soprattutto ad una questione di “taglia” della flotta, un aspetto che ha riguardato il complesso dell’offerta recente, ma in particolare i marchi premium: la flotta Daimler ad esempio nel 2018 era tornata ai livelli del 2013 a 132 grammi per chilometro da 125 che erano la media del 2107.

La taglia della flotta non è un dettaglio, perché influenza mediante un complicato coefficiente la l’obiettivo medio di emissioni di una flotta: ovvero, includendo questo correttivo l’obiettivo 2021 di FCA sarà 92 grammi di CO2 per chilometro contro i 120 della flotta del gruppo BMW.

Con questa premessa diventa più chiara l’affermazione degli esperti di T&E che sottolineano come il recente calo delle emissioni medie per la gamma delle case auto vada spiegato più con la diffusione di SUV e crossover che con il collasso di vendite delle versioni a gasolio.

Secondo T&E dal 2013 al boom di vendite dei SUV è corrisposto un incremento nelle emissioni di CO2 di 2,6 grammi per chilometro, dieci volte più significativo dell’aumento di 0,25 grammi per chilometro attribuiti al declino dei diesel. La quota di vendite di SUV sul mercato europeo è passata dal 7% del 2009 al 36% del 2018 e nel 2021 è previsto che si attesti al 40%.

La quota è rilevante anche per il mercato italiano, dove a livello di emissioni ci collochiamo su una media di 115 grammi per chilometro con l’attuale flotta, rispetto alla media continentale di 120. I fanalini di coda sono Estonia e Lussemburgo fermi a 140 grammi.

I valori più bassi, 106 grammi sono stati rilevati invece in Olanda, paese tra i primi ad agevolare i veicoli a basse emissioni, inizialmente le ibride plug-in ed in seguito tutte le elettriche, e a sorpresa in Portogallo, dove le elettriche pure da un paio di anni sono diventati un fenomeno di successo con una quota ormai stabile del 5% delle vendite del mercato del nuovo, la più grande dopo quelle di Svezia e Olanda.

Tutti passi incoraggianti verso un prossimo futuro nel quale si prevede che i veicoli passeggeri possano iniziare a contribuire a tagliare quella quota di 44% di emissioni clima-alteranti europee dovute alle auto, avvicinando così i traguardi dell’Accordo di Parigi. Per cominciare, l’obiettivo di vendite di auto elettriche 2020 di un milione di veicoli elettrificati che T&E immagina possibile sarebbe certo molto promettente.


Credito foto di apertura: ufficio stampa BMW Group